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M ENTRE tutto tace in casa del Pd dopo la significativa intervista dell’ex a...

M ENTRE tutto tace in casa del Pd dopo la significativa intervista dell’ex assessore Fabrizio Manfredi rilasciata ieri al nostro giornale, scoppia la prima deflagrazione post elettorale nella Si...
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2008-05-01
M ENTRE tutto tace in casa del Pd dopo la significativa intervista dell’ex assessore Fabrizio Manfredi rilasciata ieri al nostro giornale, scoppia la prima deflagrazione post elettorale nella Sinistra Arcobaleno e nello specifico tra i Verdi: Pierangelo Baroni, con una lunga lettera in cui lancia accuse contro il portavoce Giuseppe Vitiello, s’è dimesso da coordinatore e perfino da iscritto. E domani è attesa la prima presa di posizione di Rifondazione comunista.

«IL PARTITO dei Verdi a Viareggio già da un po’ di tempo è attraversato da profonde divisioni — scrive Baroni — Le cause principali di tutto questo sono da attribuirsi secondo me ad una diversa valutazione sull’operato della giunta Marcucci che è stato oggetto di verifica in più di un’occasione, e dall’opportunità o meno di partecipare al percorso della Sinistra Arcobaleno. Ritengo non più sanabili certe divergenze e di conseguenza essendo stato io per cinque anni il portavoce del partito intendo assumermi le mie responsabilità, alla luce anche del risultato elettorale, e dimettermi quindi da tale carica. Naturalmente alcune operazioni quali tra le altre il passaggio temporaneo della carica di portavoce a Giuseppe Vitello, alla quale mi sono prestato, nonostante questa richiedesse un passaggio formale nell’assemblea, e che io avevo capito essere solamente un aiuto alla mia persona quale candidato più rappresentativo del partito nelle file della Sinistra Arcobaleno di Viareggio, non hanno sicuramente giovato a rasserenare gli animi e visto il limitatissimo impegno dimostrato nell’ ultimo mese di campagna elettorale, da parte di Vitiello, si è rivelata essere di fatto solamente un’operazione per indebolire il mio ruolo da parte di chi nei Verdi a Viareggio non credeva in questo percorso, anche se questi rappresentavano solo una minoranza».

«RITENEVO — prosegue Baroni — che il risultato ottenuto nell’accordo politico-programmatico al tavolo della Sinistra Arcobaleno portato avanti con passione e determinazione da coloro che come me all’interno dei Verdi credevano e credono ancora in questo percorso, rappresentasse ciò che di meglio il partito potesse ottenere in particolare sui temi a noi più cari. Reputando prevalente questo elemento rispetto ad altre logiche per me incomprensibili mi metterò fin da ora a disposizione di qualsiasi soggetto a Viareggio intenda portare avanti una forza di sinistra plurale, unita e ambientalista, all’interno della quale portare avanti quei temi che fino ad ora hanno fatto parte delle nostre battaglie e che secondo me il partito dei Verdi da solo non potrà in futuro essere in grado di far prevalere. Ho creduto fermamente fin dall’inizio nel percorso che la Sinistra Arcobaleno insieme al proprio autorevole candidato sindaco ha intrapreso e mi adopererò affinché questo processo di unificazione non si interrompa. Per tutto questo, e per non rischiare di condizionare più con inutili polemiche il processo futuro dei Verdi di Viareggio, avendo ormai io fatto la mia scelta, ritengo di non dovere partecipare più alla gestione delle prossime scelte del partito, rassegnando quindi le mie dimissioni anche da iscritto verde».









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