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P OTREBBE concludersi in breve tempo, forse addirittura entro un mese la vicenda ...

P OTREBBE concludersi in breve tempo, forse addirittura entro un mese la vicenda giudiziaria di Miranda Pereira, la donna brasiliana di 34 anni che il 26 febbraio uccise, nella loro abitazione di via...
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2008-04-13
P OTREBBE concludersi in breve tempo, forse addirittura entro un mese la vicenda giudiziaria di Miranda Pereira, la donna brasiliana di 34 anni che il 26 febbraio uccise, nella loro abitazione di via Italica a Lido di Camaiore, il marito Sandro Grazzi, 38 anni di Castelfiorentino. Molto probabilmente non ci sarà nessun dibattimento. La Pm Fiorenza Marrara infatti dovrebbe notificare in settimana la richiesta di rito immediato nei confronti della donna che si trova nel carcere femminile di Livorno con l’accusa di omicidio volontario. Una procedura che snellisce di gran lunga i tempi e che non viene vista negativamente dagli avvocati difensori Cristiana Francesconi e Marcello Taglioli. I quali, a loro volta, avanzeranno la richiesta di un rito abbreviato, dovuto per legge, e in base al quale l’imputata avrà diritto a godere dello sconto di un terzo della pena. Con questi presupposti il processo potrebbe essere fissato in tempi ragionevolmente brevi, forse addirittura entro un mese.
L’accusa nei confronti della donna resta di omicidio volontario. Gli avvocati difensori Francesconi e Taglioli punteranno invece sull’eccesso della legittima difesa, o in subordine, dell’omicidio preterintenzionale e questo «perché — sostengono — le prove e le testimonianze concordano sul fatto che Miranda non avesse infatti la volontà di uccidere il marito. L’uomo è stato colpito una sola volta: sfortuna ha voluto che il coltello abbia raggiunto il cuore».

NEL FRATTEMPO Miranda Pereira resta in carcere. Il tribunale ha già respinto un’istanza di scarcerazione presentata dagli avvocati difensori che hanno già proposto un appello. «A nostro avviso — sostengono — alla donna possono anche essere concessi i domiciliari: non c’è il pericolo che reiteri il reato nè che inquini le prove».

INTANTO associazioni come Gay Lib e Movimento italiani transessuali offrono il loro sostegno morale a Miranda: «Essere transessuali — dice Regna, leader nazionale del movimento transessuali — è uno stato psico-fisico molto delicato. Il nostro movimento intende fornire il massimo sostegno anche perchè non si arrivi più a questi atti estremi. Crediamo che tutta la società civile versiliese e toscana, debba prendersi a cuore questa vicenda perchè trovi uno sbocco positivo e perchè sia antesignana di un nuovo modo di approcciarsi alla realtà transessuale».
Paolo Di Grazia









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