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IL TRIONFO

L'Istrice si prende il Palio
Trecciolino torna imperatore

Dopo una falsa partenza assolo dell'Istrice, contrada fra le favorite della vigilia. Undicesimo successo per Luigi Bruschelli veterano della piazza. Il vincitori ha 40 anni e in città tutti lo conoscono come Trecciolino

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Palio di Siena, la vittoria di Bruschelli Siena, 3 luglio 2008 - Fosse un film potremmo intitolarlo: 'Il ritorno dell’Imperatore'. Si chiama Luigi Bruschelli, ha 40 anni ma a Siena tutti lo conoscono come Trecciolino. Fino a qualche tempo fa era considerato invincibile sul tufo: 32 palii corsi, dal 1996 ogni anno riportava a casa almeno una vittoria nelle due carriere stagionali. L’apice nel 2005, quando le vinse tutte e due, una con il Bruco l’altra con la Torre. Dieci vittorie in totale: l’unico in grado di intaccare la leggenda di Aceto. Poi, da quel fantastico bis, qualcosa si era inceppato. Altri quattro palii corsi quasi sempre da favorito della vigilia ma tutti finiti male. Con brutte figure che avevano fatto mormorare Siena.

 

Sembrava che qualcosa si fosse rotto dentro di lui. Ieri il ritorno sul trono. Con prepotenza. In sella a un castrone di 6 anni che scendeva per la prima volta in piazza, Già del Menhir, e per i colori dell’Istrice, Trecciolino ha vinto il suo undicesimo palio, quello di Provenzano edizione 2008. Meglio: lo ha stravinto.

 

Partito in testa dopo una mossa nervosa, l’accoppiata Trecciolino-Già del Menhir ha fatto il vuoto da subito. Nei tre giri della carriera, nessuno è mai riuscito a mettere in discussione la sua vittoria. Solo la Torre con Salasso ha tentato a tratti di ostacolare la cavalcata prepotente dell’Imperatore. Tre giri a nerbare Elfo di Montalbo, mentre Trecciolino controllava con sicurezza, lasciando andare in scioltezza il suo cavallo. La rincorsa impossibile di Salasso si è conclusa all’ultimo Casato, quando ha urtato contro il colonnino finendo sul tufo. Era già successo al Nicchio e al Montone, disarcionati al primo San Martino. Dietro Trecciolino è dunque arrivata a debita distanza l’Aquila, con Paride de Mauro detto Tiburzi alla sua prima apparizione. Niente altro.

 

Così si è concluso un Palio a suo modo storico. La prima carriera ad alta densità senese: c’era un tempo in cui fra i canapi si parlava solo il sardo, ieri in piazza su dieci fantini, cinque erano nati a Siena. Senesi con storie particolari. Come Treccolino l’'Imperatore', appunto, il re della Piazza del terzo millennio che, dopo 11 palii vinti, si è rimesso alla caccia del record di Aceto con le sue 14 vittorie.

 

Senesi come Lo Zedde, che nonostante le buone doti dimostrate ancora non è invece mai riuscito a passare per primo davanti al bandierino; come Alessio Migheli, detto Girolamo, ieri al suo esordio sul tufo, come Andrea Mari detto Brio, due volte in trionfo. O come Alberto Ricceri detto Salasso. Corsa difficile quella di ieri per lui. E non solo per la caduta finale. Nato nell’Onda, per uno strano incrocio del destino Salasso era chiamato a sostenere i colori della rivale acerrima, la Torre. Raccontano che quando il babbo ha saputo della scelta del figlio, per qualche giorno non ha voluto rispondere al telefono e parlare con lui.

 

Siena è fatta così. Per gli altri, per quelli che da fuori arrivano a vedere la corsa (ieri affacciati ai balconi di Piazza del Campo c’erano fra gli altri il miliardario saudita Adnan Khashoggi e l’allenatore della Roma Luciano Spalletti) il Palio è spettacolo, tradizione, storia. Per i senesi no. Per i senesi è vita. Punto. Difficile spiegarlo. Difficile raccontare la loro passione, il loro rispetto profondo per la tradizione. Difficile persino capire il senso ostico delle loro polemiche. Come quella che, alla vigilia della corsa, ha visto protagonista una delle contrade più potenti, quella dell’Oca.

 

Succede che in questa contrada, chiamata da tutti l’Infamona (nessuna offesa, gli ocaioli stessi si definiscono così) da sempre tutte le scelte vengano fatte senza il voto delle donne. Maschilismo medievale. Siccome i tempi corrono per tutti, due anni fa le donne della contrada posero ufficialmente la questione come problema: "Vogliamo votare anche noi", dissero, chiedendo ai contradaioli di pronunciarsi su ciò. Dopo due anni di dibattito lunghi come un’agonia wagneriana, finalmente qualche settimana fa la gente dell’Oca ha votato. Bocciando la richiesta. Le decisioni dell’Infamona saranno prese anche in futuro con il voto dei soli uomini. Per protesta, qualche donna e anche qualche uomo si sono allontanati dalla contrada. Niente altro. La concezione del diritto che si arrende alla forza straordinaria della tradizione.

 

E a questo proposito. Proprio alla vigilia di questo Palio è morto Lazzaro Beligni. I senesi lo conoscevano meglio come Giove, fantino che tra il 1954 e il 1975 aveva corso 40 palii con una particolarità straordinaria: non ne aveva mai vinto uno. "Oggi che i fantini sono dei professionisti - ha ricordato il sindaco Cenni in conferenza stampa -  questo non sarebbe più possibile perché nessuno potrebbe montare 40 volte un cavallo senza vincere mai". C’era un po’ di amarezza nel dirlo. A ragione. 

Stefano Cecchi

 









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Leocorno vince la prima prova

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del 16 agosto

Domenica, 6 luglio, alle ore 19 saranno estratte le tre Contrade che, insieme ad Aquila, Tartuca, Torre, Nicchio, Pantera, Selva e Oca, parteciperanno al Palio del 16 agosto 2008. Il secondo in ordine temporale, che viene dedicato alla Madonna Assunta, dal quale prende il nome di 'Palio dell'Assunta'