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I PRECEDENTI «VIZIETTI» DI PROVINCIA

Da «Batman» alle case a luci rosse

di CECILIA MARZOTTI
LA PROVINCIA SENESE, nel suo piccolo, nel tempo ha dimostrato di avere i «connotati sessuali» di una grande città. Lo rivelano, per esempio, i «night club&#...
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2008-05-06
di CECILIA MARZOTTI
LA PROVINCIA SENESE, nel suo piccolo, nel tempo ha dimostrato di avere i «connotati sessuali» di una grande città. Lo rivelano, per esempio, i «night club» scoperti in Valdichiana, Valdelsa e sull’Amiata: associazioni culturali, ma solo sulla carta, che — in realtà — altro non erano che luoghi di incontro tra uomini soli e splendide e giovanissime straniere. Le prime avvisaglie dell’ «evoluzione» del territorio risalgono alla fine degli anni Ottanta. Fu allora che i carabinieri a Chianciano alzarono il velo su un giro di prostituzione. Non di strada, però, ma legata a frequentazionid di alto bordo. Le ragazze attraverso un’organizzazione con sede nel Lazio venivano reclutate e arrivavano nella cittadina termale dove al massimo rimanevano 7-10 giorni. Otto furono gli arrestati, tra i quali anche veri insospettabili che una volta davanti ai giudici furono condannati per favoreggiamento e sfurttamento della prostituzione.
Sempre in quel periodo a Siena si diffuse la storia di «Batman». La voce popolare riferiva che l’uomo, impegnato in un «gioco estremo» con la patner si era lanciato da un armadio, ma avendo preso male la «mira» anziché cadere sul letto era finito sul pavimento fratturandosi un braccio. Per giorni, quanti ebbero la sfortuna di essersi procurati una frattura vennero indicati — neanche a dirlo — come il maldestro Batman .

NUOVI E PIÙ piccanti risultati investigativi arrivano tra il 2004 e il 2006. Gli uomini dei commissariati di Chiusi e Poggibonsi scoprono alcuni club privé e li fanno chiudere. I carabinieri, dal canto loro, smantellano vere e proprie case chiuse fino ad arrivare ad un appartamento «a luci rosse» nel quartiere di San Prospero. Lo stesso succede in Valdelsa e in Valdichiana. Nessuno, invece, sa con esattezza quanti siano gli «scambisti». I «cultori del genere» non si affidano infatti alle inserzioni sui giornali né hanno frequentazioni sempre negli stessi luoghi. Il loro «censimento», dunque, è quantomani difficile.









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