2008-05-01
di GIUSEPPE NIGRO
SIENA
L'ATMOSFERA, prima di tutto. «E bellissimo essere a Madrid: quando fai pallacanestro in Europa ogni giocatore e allenatore vorrebbe arrivare alle finali di Eurolega». Parola di Simone Pianigiani (nella foto insieme a Minucci alla partenza). Avvicinandosi alla Final Four, il magnetismo dell'evento e il batticuore crescente con l'approssimarsi dell'appuntamento, hanno la meglio su qualsiasi altra considerazione. «E un appuntamento di respiro mondiale, cè unatmosfera magica: tutto il mondo della pallacanestro è lì. Per noi è dunque già un premio importante esserci e così dovremo viverlo, cercando di assaporare nel migliore dei modi un momento come questo che non capita tanto spesso». Goderselo, dice il coach, e non certo è in antitesi con i giocatori, che invece hanno detto a chiare lettere di non voler andare a Madrid per villeggiatura. Il fatto è che prima si capisce in quale tornado di emozioni si è capitati, e prima si riesce a essere sé stessi e ad azzerare fattori esterni al campo da gioco, ovvero la cosa di cui ha bisogno la Montepaschi contro un avversario che magari cercherà qualche appiglio nell'emotività. «Io ho avuto già la fortuna di fare due Final Four da assistente e di vederne altre da spettatore prosegue Pianigiani ma ho sempre sperato di tornarci e magari di rivivere questo evento da dentro. Al di là di questo, poi noi cercheremo di dare il massimo come sempre, provando a fare unaltra impresa come quella già fatta per arrivare qui». Si parla di impresa perchè, al di là del fattore tecnico, di fronte ci sono club abituati a questi palcoscenici: «Sono tutte e tre grandi squadre con grandi società alle spalle, che dallinizio della stagione si pongono la Final Four come obiettivo primario. E vero che sulla strada per Madrid sono cadute altre formazioni con lo stesso obiettivo e grandi investimenti, ma io penso che alla fine siano arrivate qui le squadre che più meritavano, quelle che hanno fatto il cammino migliore. Un pronostico? Per ora penso solo al Maccabi, che per noi sarà subito un ostacolo molto duro. Ma anche tra Tau e Cska ci sono tutti i presupposti perchè sia una gara molto impegnativa e difficile da prevedere». Maccabi da affrontare come? «Le difficoltà per noi saranno contenere il loro enorme potenziale offensivo e leggere correttamente le loro varianti tattiche difensive senza perdere il ritmo del nostro gioco. Poi spesso, in queste gare a fare la differenza è la determinazione nel prendere un rimbalzo in più o nel recuperare un pallone che può darti due punti in contropiede».