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Sequestrato un locale illegale, denunciata la titolare

All'interno del locale i militari hanno trovato e sequestrato oltre 4mila chili di alimenti, conservati in cartoni, shopper in plastica e sacchi neri dell'immondizia e circa 6mila confezioni di bevande, tutti in cattivo stato di conservazione

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carabinieri Prato, 13 maggio 2008 -   Un locale illecitamente adibito a cucina, gestito da una cinese, è stato sequestrato a Prato dai Nas di Firenze, denunciata la titolare.

 

All'interno del locale i militari hanno trovato e sequestrato oltre 4mila chili di alimenti, conservati in cartoni, shopper in plastica e sacchi neri dell'immondizia, nonché circa 6mila confezioni di bevande, tutti in
cattivo stato di conservazione.

 

Le sostanze alimentari sequestrate erano costituite per oltre un quantitativo superiore alle tre tonnellate da prodotti di origine animale (polli neri, anatre, salami di carne, teste e zampe di anatra, ali di pollo, circa 7.000
esemplari di volatili di piccola taglia) importati illegalmente dalla Cina in violazione della vigente normativa comunitaria che ne vieta l'introduzione nel territorio nazionale.

 

Le bevande sequestrate erano in parte costituite da liquori cinesi di contrabbando. Un quantitativo minore degli stessi alimenti è stato sequestrato in una vicina rosticceria gestita dalla stessa ditta.
 

 

All'arrivo i militari hanno trovato due cittadini cino-popolari occupati nella preparazione di cibi cotti in una cucina fatiscente. I controlli hanno evidenziato la presenza di una cucina ricavata in un vano coperto da tettoia e non isolato dall'esterno, e di un deposito dotato di celle frigorifere, frigo congelatori a pozzetto e frigoriferi, nonchè derrate alimentari, bevande e contenitori destinati a venire a contatto con gli alimenti.

 

Tutti i locali, non autorizzati e privi dei prescritti requisiti di legge erano invasi da sporcizia, con pareti sporche e scrostate, pavimenti sporchi, sconnessi ed unti; parte degli alimenti e degli imballaggi era conservata in promiscuità con rifiuti di ogni genere e detersivi per pulizia, nonché scarti animali.

 

Dovunque vi erano ragnatele e insetti diffusi, anche a causa del mancato isolamento dall'esterno e finestre rinvenute aperte, ed in alcuni casi con vetri mancanti e rotti. In tutti in locali era stagnante cattivo odore di alimenti in decomposizione. Le attrezzature della cucina invasi da sporcizia e ruggine.

 

Si ritiene che il deposito scoperto venisse utilizzato da numerose ditte cinesi operanti in Toscana. L'intervento ha anche permesso di portare alla luce un meccanismo di falsificazione delle etichettature degli imballaggi esterni volto a celare la presenza di alimenti di origine alimentare e, conseguentemente, a sviare l'attenzione degli Agenti Doganali comunitari. I locali ispezionati, anch'essi sottoposti a sequestro penale, erano infine stati attrezzati anche a dormitorio per i clandestini illecitamente impiegati.

 

Si è reso necessario provvedere all'allontanamento di un rilevante stoccaggio di bombole di gas da cucina per un quantitativo di 370 chili le quali, in caso di incendio e conseguente esplosione avrebbero potuto provocare, secondo le prime stime, ingenti danni all'intero quartiere e numerose vittime, considerato che il deposito era stato allestito nel centro abitato.

 

La titolare della struttura, una donna cinese di quarantasette anni, è stata denunciata alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Prato per illecita importazione e commercializzazione di prodotti alimentari cinesi contenenti materie prime di origine animale, la cui introduzione in ambito comunitario è stata vietata dall'Unione Europea; commercio e somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione; contrabbando di bevande alcooliche; omessa denuncia all'Autorità di materie infiammabili e pericolose; occupazione di cittadini extra-comunitari non regolari.










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