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Prelievi, centinaia di pazienti in coda

Due mattinate di maxi code al centro Asl 'Giovannini'. Affluenza straordinaria che ha provocato forti disagi. Di solito sono 240 gli accessi giornalieri ma giovedì  8 maggio erano in attesa 350 persone

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Prato, 10 maggio 2008 - Tutti in coda ad attendere il prelievo di sangue con disagi e contrattempi collegati. E’ successo ieri e giovedì mattina al centro prelievi della struttura socio-sanitaria 'Roberto Giovannini', che si trova di fronte all’ospedale di Prato. Erano centinaia le persone che avendo necessità di un controllo ematico hanno 'preso d’assalto' l’ambulatorio scontrandosi con il problema della mancanza di adeguati spazi d’attesa per così tanti utenti. "Sono arrivata alle 8 e ha aspettato oltre due ore» racconta una sessantenne pratese delusa dal Giovannini.

 

"Mi sono seduto su uno scalino - spiega un altro cittadino pratese che ha chiamato la Nazione - e sono stato tra i fortunati, la maggioranza è dovuta rimanere in piedi tutto il tempo". Un’affluenza straordinaria che ha fatto registrare numeri molto superiori alla media. Giovedì mattina gli utenti che si sono presentati tra le 7.30 e le 10.15 (termine ultimo entro il quale vengono accettate le richieste di prelievo, mentre il servizio chiude alle 11.30) sono stati 350, mentre ieri mattina tra 280 e 290. Quindi c’è stato un 'boom'. La media? Non supera i 240 accessi giornalieri. Nelle ultime 48 ore si sarebbe creato - stando alle spiegazioni fornite dai vertici dell’Asl 4 - una sorta di 'imbuto' dovuto alla giornata di chiusura del servizio, avvenuta mercoledì scorso per consentire agli infermieri dipendenti dell’Asl 4 di assentarsi dal lavoro per partecipare all’assemblea generale nella sala del Pellegrinaio Novo, durante la quale i sindacati hanno illustrato l’accordo per le nuove assunzioni e per il rinnovo del contratto siglato con l’azienda sanitaria. Quindi le analisi di mercoledì sarebbero slittate ai giorni successivi e piano piano la situazione dovrebbe tornare alla normalità o comunque nella 'media' quotidiana. Ma i motivi della ‘lista d’attesa’ da affrontare anche al centro prelievi avrebbe anche altre spiegazioni. La prima a loro dire meno 'semplicistica', la forniscono gli stessi sindacati.

 

"L’assemblea generale era convocata da tempo - sottolinea Luciano Gestri, segretario della Cisl funzione pubblica sanità di Prato - quindi anche il successivo superafflusso di pazienti era non soltanto prevedibile, ma il fatto che non sia stato previsto con l’aggiunta temporanea di personale, è due volte grave. Si parla tanto di qualità del servizio, si organizzano conferenze e seminari, poi l’azienda ospedaliera continua a offrire lunghe attese al pronto soccorso e al centro trasfusionale per i prelievi - aggiunge Gestri - si tratta dei più importanti biglietti da visita, dei due fondamentali punti di contatto con la maggioranza dei cittadini che dovrebbero essere potenziati subito con il personale adeguato a fronteggiare, anche gli ovvi momenti di emergenza".

 

L’altra spiegazione del 'tilt' sarebbe invece dovuta alla diseducazione degli stessi pazienti. Infatti l’ufficio prelievi apre alle 7.30 e davanti c’è già la coda di solito di 50-80 persone che arriva a 100 in giorni di caos come quelli recenti. Una massa critica che ha bisogno di un tempo tecnico di smaltimento e che potrebbe essere gestita con più calma se, ad esempio, chi non lavora lasciasse libero questo orario, scegliendo magari di presentarsi più tardi durante la mattinata.

Elena Duranti

 









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