No alla moschea in via Strozzi e no anche alla nuova sede allargata dell'associazione pakistani della Toscana, che potrà nascere ma non nel Macrolotto zero. Questa volta a parlare è il sindaco, rispondendo ad un question time presentato dal capogruppo di Forza Italia, Goffredo Borchi e dalla collega Rita Pieri
Prato, 9 maggio 2008 - No alla moschea in via Strozzi e no anche alla nuova sede allargata dell’associazione pakistani della Toscana (nella foto l’imam Mofeed Ahmad), che dunque potrà nascere ma non nel Macrolotto zero 'per ragioni di opportunità'. Questa volta a parlare è stato il sindaco, ieri in consiglio comunale, rispondendo ad un question time presentato dal capogruppo di Forza Italia Goffredo Borchi e dalla collega Rita Pieri: "Affronteremo la questione nell’ambito del piano strutturale e lì definiremo, in modo condiviso, le destinazioni urbanistiche per i luoghi di culto, che comunque non sono previsti in via Pistoiese. Quindi è assolutamente impossibile che nasca una moschea nella zona del Macrolotto zero e non è opportuno sottoporre quell’area ad ulteriori tensioni. Il diritto all’associazione, visto che nel dibattito si è fatto cenno anche a centri culturali, non può essere negato, se non infrangendo la Costituzione. Apriremo un dialogo con la comunità pakistana per trovare altre soluzioni e in altri luoghi. La legalità riconosce i diritti di tutti, l’opportunità spinge a non creare inutili tensioni". Quindi per Romagnoli 'ogni preoccupazione è infondata'.
Dal canto suo Borchi prima ha 'duellato' col sindaco sull’interpretazione delle prime righe del question time sui diritti agli extracomunitari, poi è entrato nel merito del caso moschea: "Le soluzioni non possono essere improvvisate ed occorre un quadro complessivo, sapere quali aree sono destinate ai luoghi di culto, i criteri con cui vengono assegnate. Le parole del sindaco sono una smentita definitiva all’assessore Frattani che si è contrapposto alla presidente della circoscrizione Mattei e questo già sarebbe un problema politico di rilievo data la mancata univocità nell’amministrazione".
Il consigliere democratico Bartolotti aveva chiesto invece cosa intendesse fare il Comune per "respingere ogni forma di discriminazione". Romagnoli ha risposto ricordando prima di tutto che "le preoccupazioni per le confessioni diverse da quella cattolica evidentemente prendono spunto dalla vicenda dei nomadi evangelici venuti a Prato per pregare" e aggiungendo poi: "Lo dico senza alcuna volontà polemica, i Rom e i Sinti sono popolazioni indoeuropee, tant’è che per esempio il regime nazista non potè riferirsi alla razza per deportarli nei lager ma dovette classificarli come 'asociali'. Nel 60° anniversario delle leggi razziali bisogna stare attenti a convogliare pulsioni e paure su particolari soggetti e trasformarli nella causa delle insicurezze, perchè questo è il meccanismo con cui sono nati i regimi totalitari".
'Le Ceneri di Gramsci', in scena al Metastasio fino a domenica 16 marzo, è ambientato nel Cimitero degli Inglesi a Roma, dinanzi alla tomba di Antonio Gramsci, il poemetto vive della sofferta consapevolezza di una contraddizione tra l'ideale marxista e una visione religiosa della realtà