La vecchia sede dello storico lanificio Ruggero Balli è in ristrutturazione e potrebbe essere affittata a imprenditori cinesi. Il proprietario: "Prima di concederla ci informeremo, ma non possiamo impedire loro di lavorare"
Prato, 9 maggio 2008 - "Siamo pronti ad affittare ai cinesi, ma per quanto ci compete ci preoccuperemo di affidare la nostra vecchia fabbrica di via Donizetti a imprenditori che rispettano le regole". Romeo Balli, contitolare dello storico lanificio Ruggero Balli, che è rimasto nella prima sede fino all’inizio degli anni ’70, è uno dei pochi industriali pratesi che ha deciso di uscire allo scoperto. Non farà case nella vecchia fabbrica "perché non conviene" e ammette senza problemi di essere "pronto ad affittare ai cinesi" perché un capannone di circa 4mila metri quadrati che resta sfitto non è certo un buon affare, soprattutto se si investe per metterlo in sicurezza dopo che è rimasto in mano al curatore fallimentare in seguito al naufragio della rifinizione ospitata in affitto.
Da un certo punto di vista le sue parole sono una resa all’ulteriore espansione di Chinatown, ovvero quello che temono i residenti di via Donizetti, i primi ad allarmarsi quando hanno visto i muratori nella vecchia fabbrica (nella foto). Dall’altro lato però, se davvero Balli si impegnerà ad affittare ad una ditta orientale virtuosa, proprio da via Donizetti, dove peraltro l’ex Fedora ha avuto un destino diverso, come dimostravano i panni stesi ieri mattina davanti ai portoni, potrebbe partire un messaggio nuovo.
Balli cioè potrebbe dimostrare che chi affitta ha davvero una carta da spendere per combattere l’illegalità: "Ci informeremo bene prima di chiudere qualsiasi accordo e nei miei limiti cercherò di sapere cosa fa la ditta che si sistemerà in via Donizetti — conferma — Consideriamo anche che l’immobile è grande e quindi non è adatto a tutti. Può interessare ad aziende di una certa dimensione, strutturate. E’ evidente però che non potrò fare il controllore stando sempre addosso agli affittuari: ognuno ha le sue competenze".
I residenti sono preoccupati perché temono che anche l’ex Balli, dove ci sono anche delle case, venga divisa in tanti piccoli spazi artigianali destinati ad ospitare altrettante ditte cinesi. In più lì a due passi ci sono altri tre capannoni rimasti vuoti che potrebbero riempirsi presto di aziende orientali. Un rischio inaccettabile per molti abitanti di una zona che rischia di essere completamente assorbita da Chinatown. Un rischio che per ora, almeno per quanto riguarda l’ex Balli, almeno stando alle parole del proprietario, non sembra così concreto: «Il nostro vecchio stabilimento non sarà diviso — dice ancora Romeo Balli — Resterà com’è, ma c’era la necessità di metterlo in sicurezza perché è rimasto chiuso per due anni. Speriamo di affittarlo entro la fine dell’anno e se lo vorrà un cinese, per noi non ci sono problemi. Del resto loro lavorano forte e non possiamo impedire che lo facciano. E’ necessario che molti si adeguino alla legge, è vero, ma anche noi dobbiamo renderci conto che i cinesi a Prato ci sono, dunque dobbiamo adeguarci alla convivenza. Se poi il Comune ha altri progetti sulla zona, vista la revisione urbanistica in atto, siamo pronti ad ascoltare le proposte".
L’arrivo di imprenditori orientali, insomma, è probabile ma non scontato, è possibile ma non è detto che avvenga senza regole: "E poi sopra la fabbrica ci sono degli appartamenti — scherza Balli — Lì di sicuro non dormiranno nei capannoni...".
Leonardo Biagiotti
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