A viso scoperto, armati di pistola, ultratrentenni, italiani con l'aria da persone perbene. Questa la descrizione dei testimoni, presenti alla rapina messa a segno alla Pam di via Mugellese. Tanto spavento e terrore. I ladri sono scappati con un bottino di poco più che 4.900 euro
Prato, 3 maggio 2008 - Italiani, a viso scoperto, armati di pistola. Ultratrentenni, aria da persone perbene, uno addirittura 'da padre di famiglia', secondo i testimoni. Come padri di famiglia si sono presentati ieri mattina intorno a mezzogiorno al supermercato Pam di via Mugellese ma non per fare la spesa. "Avevano il carrello sì, e si sono messi in coda davanti a noi - racconta una coppia di giovani fidanzati ancora scossa dalla brutta esperienza - Sembravano due come tanti, è vero, ma a dire la verità ci eravamo accorti che nel carrello avevano solo una cassa d’acqua e l’altro addirittura si era messo in coda con un solo oggetto in mano. Un po’ strano...".
Non c’è stato tempo per riflettere e nemmeno per reagire. "Ce l’avevo proprio davanti - prosegue la ragazza - e ho visto che estraeva la pistola che teneva dietro la schiena, infilata nella cintura dei pantaloni. Ho fatto un salto all’indietro d’istinto ed è stata una fortuna perché lui a quel punto ha afferrato un altro cliente che era in coda urlando 'fermi, fermi' ".
Quelli successivi sarebbero stati momenti carichi di un’atmosfera irreale. "Uno dei tre cassieri sul momento avrebbe pensato ad uno scherzo, sembrava impossibile in effetti: una rapina, in piena mattina in un supermercato... Invece facevano sul serio", concordano i testimoni. E che facessero sul serio si è fortunatamente accorto subito il cliente preso in ostaggio: la pistola gli è stata puntata alla testa, prima alla tempia e poi alla gola, mentre il bandito lo teneva fermo da dietro. L’uomo, un quarantenne, ha mantenuto il sangue freddo e non ha accennato nemmeno a reagire, così il rapinatore si è tranquillizzato allentando un po’ la presa.
Nel frattempo il complice aveva raggiunto le casse e con un cacciavite ha iniziato a forzarle. "Lui ci è sembrato nervoso, agitato, tremava addirittura, forse era meno abituato dell’altro che invece sembrava un professionista - racconta il giovane che ha assistito alla scena - Per la rabbia, perché gli sembrava che i cassieri lo ostacolassero o quantomeno che non reagissero come dovevano, ha buttato giù i divisori in plexigas che separano una cassa dall’altra".
Tutto sarebbe durato circa cinque minuti anche se sono sembrati eterni. "Non mi era mai capitato e non mi ci voglio più trovare", commenta la ragazza. "Quello che colpisce è che erano sicuramente italiani, parlavano come noi: chi fa una cosa così? Uno che non ha più niente in cui sperare", aggiunge il fidanzato. I banditi hanno aperto tre casse ("hai finito? allora andiamo", avrebbe detto il bandito che teneva l’ostaggio) e poi si sono allontanati in sella ad un motorino che poco dopo è stato ritrovato in una strada adiacente. Sul posto le volanti, la sezione antirapina della squadra mobile e la polizia scientifica per i rilievi. Il supermercato de La Querce, all’epoca Superal, fu teatro di un’altra rapina nel novembre 2001: al commando composto da quattro uomini fruttò circa 50 milioni di lire. Ma era quasi l’ora di chiusura di un sabato sera: ieri la refurtiva non è andata oltre i 4.900 euro.
Laura Gianni
Sebastiano Ruiz Mignone (al centro nella foto), autore di libri per ragazzi, all'incontro presso le scuole di Vaiano. I bambini, genitori e insegnanti delle classi terze, quarte e quinte hanno partecipato con entusiasmo all’evento. Uno degli ultimi libri scritti da Mignone, 'Il ritorno di babbo natale', ha ricevuto il premio storia natale 2002