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L'INTERVISTA

Milone: "Senza rinforzi mi dimetto"
L'assessore richiede più vigili

L’assessore Milione: "Da mesi chiedo più uomini e risorse. Non basta dire che la legalità è prioritaria se si deve fare senza rinforzi, mi dimetto"
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polizia municipale Prato, 26 aprile 2008 - "La sicurezza e il rispetto della legalità non possono essere una priorità solo a parole: c’è bisogno di risorse e di uomini. Da otto mesi siamo in trincea e i risultati si sono visti, ma c’è ancora tanto da fare e i rinforzi sono indispensabili: se non arriveranno sono pronto a dimettermi". Aldo Milone lancia un messaggio forte e chiaro: Prato ha 178 vigili (e nei prossimi mesi diversi andranno in pensione), Modena che ha meno abitanti della nostra città e non ha la nostra Chinatown, ne ha invece 250, giusto per fare un esempio. "Da mesi sollecito interventi e devo fare i conti con parte della macchina comunale che rema contro. Mi sento solo: così non si può andare avanti". Uno sfogo amaro quello dell’assessore alla sicurezza, a detta di molti il più efficace in questa giunta che non brilla, con ogni probabilità il più popolare fra cittadini, da quando ha iniziato a fare quello che si sarebbe dovuto fare molto prima: controlli, controlli, controlli. Dieci anni fa, per aver detto che il pugno di ferro con i cinesi era indispensabile, altrimenti la situazione sarebbe esplosa, fu tacciato di razzismo e costretto a lasciare la presidenza della commissione Prato città sicura. Oggi sono molti a pensare che aveva perfettamente ragione.

 


Se le avessero dato retta, le cose oggi andrebbero meglio?
"Di sicuro. Provo ancora rabbia per non essere stato ascoltato e sono convinto che ci sia ancora ‘timidezza’ nell’affrontare il problema da parte di tanti".
In che senso?
"Lo si deve dire chiaramente: chi viola la legge va punito e se si tratta di immigrati devono andare a casa. La Lega lo ha detto e ha vinto le elezioni. Lo si deve dire e lo si deve fare per i cittadini più deboli, perché sono quelli più a rischio per i problemi della sicurezza e perché alla Castellina non ci sono gli stanzoni dei cinesi che ti impediscono di dormire..."
Pensa che nel suo partito non tutti siano d’accordo con lei?
"Non mi pare che tutti abbiano ‘metabolizzato’ il concetto"
E in giunta?
"Anche in giunta secondo me c’è chi la pensa diversamente. I presidenti dei quartieri sì, loro sono con me, perché lavorano a stretto contatto con i cittadini e conoscono i problemi"
Si sente solo?
"Sì. Da mesi chiedo più vigili, perché per continuare a fare quello che stiamo facendo sono indispensabili. Nulla. Ma se la legalità, come si dice, è prioritaria, agiamo di conseguenza: le risorse vadano lì. E invece questa scelta non viene fatta"
Le cifre di otto mesi di controlli sul distretto parallelo cinese
"1470 macchinari sequestrati, 60 ditte sottoposte a verifica, 58 sequestri penali degli immobili, circa 800 clandestini"
E poi ai clandestini che succede?
"E qui c’è il problema normativo, che mi auguro venga al più presto risolto, a prescindere dal ‘colore’ del governo: servono espulsioni vere, non i fogli di via che nessuno rispetta. E in Toscana è indispensabile un Cpt, dove mandare i clandestini, invece di tenerli nelle questure e perdere uomini che sarebbero preziosi sul territorio, perché costretti a controllarli. Dovrebbe essersene reso conto da un pezzo, il nostro governatore"
Claudio Martini...
"Sì, lui pensa alla pace e alla povertà nel terzo mondo. Temi nobili e importantissimi, ma forse il suo compito sarebbe anche interessarsi ai problemi quotidiani dei toscani. La gente comincia a non poterne più di certi buonismi di facciata e vuole soluzioni".
Quelli che si lamentano dei cinesi a volte sono però anche quelli che coi cinesi si arricchiscono
"E sono quelli che mi fanno più rabbia. Ma avranno vita dura, sempre che mi consentano di andare avanti: a parte il sequestro degli immobili, abbiamo già denunciato dieci proprietari pratesi per concorso in opere abusive"
Cosa l’ha più colpita nei blitz nelle ditte cinesi a cui ha partecipato?
"Come vengono trattati i clandestini dai loro connazionali, le condizioni
disperate in cui vivono, bambini compresi. Non è facile essere severi con queste persone, ma è l’unico modo di contrastare lo sfruttamento"
Il complimento che più le ha fatto piacere?
"Quello di un gruppo di cittadini, prima delle elezioni: hanno detto al sindaco che avrebbero votato Pd per quello che sto facendo"
E la critica per cui si è più dispiaciuto?
"Più che la critica è l’indifferenza che spiace. Non che mi aspetti tutti i giorni i complimenti, ma in Comune non trovo la collaborazione che sarebbe necessaria, vista la gravità dei problemi"
Ad esempio?
"Con gli uffici dello sviluppo economico avevamo preparato una delibera per consentire, nelle ditte recidive negli illeciti, la confisca dei macchinari, misura molto più efficace del sequestro, perché significa portarglieli via. Il consiglio comunale aveva approvato all’unanimità, salvo la sinistra radicale".
E poi?
"Due giorni fa quegli stessi uffici mi hanno detto che non si può fare, perché i cinesi potrebbero presentare ricorso. Ma si fa e si disfa come Penelope? E pensare che la delibera si era preparata insieme... E poi lo facessero il ricorso: la confisca è un segnale da dare e la decisione era stata politica. In Comune però troppo spesso i dirigenti contano più di tutti, giunta compresa. E non va bene".
Cosa propone, allora?
"Se legalità e sicurezza sono prioritarie, lo si traduca in pratica: si facciano le cose, si potenzi la polizia municipale. Fare politica significa avere la forza di decidere e la responsabilità di farlo. Ciò che abbiamo realizzato in otto mesi è sotto gli occhi di tutti, ma senza rinforzi non possiamo continuare. Se non arriveranno segnali chiari che il rispetto delle regole è una priorità anche nei fatti, io sono pronto a dimettermi".

Anna Beltrame

 









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'Il Bandolo delle Bande'

Domenica 4 maggio raduno bandistico denominato 'Il Bandolo delle Bande'. Le orchestre partecipanti si esibiranno in concerto, alternandosi presso il Parco della Villa Medicea di Poggio a Caiano, a partire dalle 15 circa