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Filo diretto con la cronaca, ecco le vostre mail.  Invia e-mail a: cronaca.prato@lanazione.net , nazioneonline@quotidiano.net, fax 0574.612417, lettere a La Nazione, via G.B. Mazzoni 13, 59100 Prato

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Prato, febbraio 2008 - Ecco le vostre lettere e le risposte della redazione. Invia e-mail a: cronaca.prato@lanazione.net , nazioneonline@quotidiano.net,  fax 0574.612417, lettere a La Nazione, via G.B. Mazzoni 13, 59100 Prato.

 

Abito nella zona di via Firenze, sul lungobisenzio. Sono a lamentarmi di una situazione di degrado che colpisce la zona dove abito, ormai frequentata ed occupata da un giro di prostituzione dilagante sia di notte che purtroppo di giorno. Anche nelle zone adibite a spazio giochi per i bambini ormai il malcostume dilaga, ed ogni volta che sono costretto a portare i miei bambini da quelle parti, provo spesso una sensazione di forte disagio e rabbia, vedendomi costretto a convivere con quelle signore e tutto ciò che le circonda.
Oggi per una donna è praticamente impossibile camminare da sola ed in traquillità lungo la ciclabile o fermarsi a leggere una rivista su una delle tante pachine senza essere scambiata per una di loro o fermata da qualche uomo in cerca di prostitute. Questo anche alla luce del sole.


Protesta giustissima: non possono esistere zone franche dove i cittadini si sentono a disagio. E' difficile sradicare il fenomeno della prostituzione, ma anche in questo caso sono necessari segnali e interventi per combattere il degrado. (L.C.)

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SE LA PAURA CI ATTANAGLIA

Sono una ragazza di 23 anni residente a Prato e scrivo questa mail per portare alla luce un problema veramente preoccupante che mi colpisce non solo in quanto donna ma anche in quanto cittadina che ormai non si sente più sicura nella propria città.

Mi piace molto uscire la sera con i miei amici e le mie amiche,mi piace vivere la mia città,i suoi divertimenti e punti di ritrovo di cui il centro è pieno ma negli ultimi tempi non sembra essere più una meta tranquilla: piazza Mercatale pulula di spacciatori e drogati che anche nel bel mezzo del pomeriggio possiamo trovare ad iniettarsi la dose ( vedi il il passaggio tra le mura, che collega il parcheggio custodito davanti alle poste centrali con piazza Mercatale), piazza San Francesco è invivibile la notte ed è piena di persone straniere e non alquanto poco raccomandabili ( un mio conoscente è stato aggredito e rapinato mentre stava salendo in macchina), lo stesso discorso vale per piazza delle Carceri e per piazza del Duomo...insomma non c'è una zona del centro che si salvi ed io, come pure molte mie amiche, non ci sentiamo al sicuro nella nostra Prato, abbiamo sempre paura che qualcuno ci possa derubare, picchiare o anche violentare dal momento che gli importunatori sono all'ordine del giorno...e per ora ringraziando il cielo ci è andata sempre bene.

Sperando di trovare una città più sicura abbiamo allora iniziato a frequentare il centro di Firenze ed i suoi locali ma anche lì la storia non cambia...piazza Santa Croce, nelle cui vicinanze si trovano molti pub e divertimenti, è gremita di marocchini che si avvicinano offrendoti di tutto dalla marjuana,alla cocaina al popper e sono insistenti a tal punto da picchiarti o derubarti se non compri niente...ormai si sentono legittimati in tutto e per tutto!

 

Altra cosa che ho notato è che sia a Prato che a Firenze non ho visto girare volanti della polizia o dei carabinieri...eppure è risaputo che nelle zone che ho citato esistono determinati problemi!! Non voglio accusare le forze dell'ordine ma anzi se scrivo questa lettera è proprio per difenderle e per dare loro un aiuto: come si può ancora sopportare il fatto che i nostri politici guadagnino milioni di euro mentre le forze dell'ordine non hanno nemmeno i soldi per potersi permettere la benzina per un numero adeguato di volanti??

 

Come si può permettere che un cittadino non si senta al sicuro e tutelato? E' forse giusto che io e le mie amiche dobbiamo vivere sempre ne timore che qualcuno possa usarci violenza? I fatti di cronaca sono ormai sotto gli occhi di tutti e non pensiamo che succedano sempre in realtà lontane da noi...diamo i mezzi alle forze dell'ordine per poter svolgere il proprio lavoro!!

Marta Cambi

 

Il problema della sicurezza è ormai quotidiano. Anche i giovani hanno paura ad uscire, ma non bisogna rassegnarsi ed alzare bandiera bianca. La lettera di Marta Cambi è eloquente e chiede interventi mirati. Gli amministratori devono riportare la gente nelle piazze e nei luoghi di ritrovo, le ragazze hanno diritto a tornare a casa senza timore. Legalità e sicurezza non possono essere più rimandati. (L.C.) 


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Vorrei segnalarvi un triste scenario nella nostra città: nel campo della fiera di Mezzana, forse meglio conosciuto come il campo nomadi di Mezzana, da circa una settimana ci sono almeno un centinatio di persone accampate in roulotte e tende. Ho provato a telefonare al sindaco, anche se non me lo hanno passato, ho informato le segreteria che ha promesso di interessarsi al caso e verificare.

Oltre a capire se questo accampamento è o meno autorizzato, e se sì, perché e chi sono queste persone (che non sembrano nomadi in ogni caso), tutto l'argine del Bisenzio, da dove inizia il campo fino quasi al ponte ex-bailey, è diventato un gabinetto a cielo aperto. Non si contano gli escrementi, depositati civilmente in bella vista sulla ciclabile, e i fazzoletti sporchi che svolazzano.

 

Ogni mattina passo dalla ciclabile in bicicletta per recarmi al lavoro, ma stamani (nonostante la pioggia) era uno spettacolo così squallido che mi ha proprio amareggiata e spero che si possa risolvere questo problema al più presto ed evitare che si ripeta, visto che non è la prima volta.
Eleonora Del Buffa


Nell'area di viale Marconi è arrivato un migliaio di sinti per una manifestazione religiosa (sono lì da venerdì 18 aprile) con camper e un tendone per le funzioni pentecostali. Prato è stata punto di riferimento per carovane da tutta Italia. L'accoglienza è possibile, ma anche in questo caso il rispetto delle leggi deve valere per tutti (sia persone in transito che 'stanziali'). Ha ragione la nostra lettrice ad indignarsi per l'argine del Bisenzio invivibile (i sinti comunque dicono di aver posizionato all'interno del campo diversi bagni chimici e di non aver provocato sporco anzi di aver pulito). Una cosa è certa: è bene che i cittadini continuino a fare le sentinelle e a segnalare tutto le cose (purtroppo molte) che non vanno. (L.C.)

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Il degrado di Pratilia

Vi scrivo affinché rivolgiate l'attenzione sulla situazione orrenda dell'edificio di Pratilia. La zona, considerata una delle peggiori di Prato, deve molta di questa fama alle condizioni di quella struttura. Io sono proprietario di un immobile nel complesso residenziale Pratilia, proprio al primo piano e devo dire che non ho mai visto tanta sporcizia affacciandomi dalla finestra.

 

Ci sono siringhe, preservativi e qualunque altro genere di rifiuto. Come può una famiglia pensare di crescere un figlio in un ambiente così malsano? Il Comune ha congelato la demolizione dell'edificio che, seppur solo superficialmente, risolverebbe il problema di chi risiede nel palazzo retrostante. Ormai sono passati anni dalla proposta di recupero dell'area ma niente si è mosso. Vi chiedo quindi, dato che non ci sono riuscito personalmente, di sensibilizzare il Comune di Prato affinchè i lavori proposti vengano svolti.
Lorenzo


Ha ragione, Prato per dare una svolta alla sua realtà e costruire un futuro migliore deve pensare non solo a progetti strutturali come quello dell'ex Banci, ma a risolvere questioni ormai annose come quella di Pratilia. Quel complesso da simbolo della modernità della Toscana e dell' 'essere avanti' di Prato si è trasformato in un brutto esempio, si è arenato e si è trasformato in degrado in attesa di risurrezione. (L.C.)


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Serraglio e stanze del buco


Sulla Nazione di Prato di domenica 30 marzo, viene trattato ampiamente il problema del degrado della stazione del Serraglio, del parcheggio vicino e degli spazi antistanti l'università. Dal momento che l'argomento ci sta molto a cuore, e con esso il destino di quei giovani che conducono una vita precaria ai margini della società, vorremmo aggiungere una precisazione.

Dobbiamo ricordare che la definizione "stanze del buco", usata per il titolo dell'articolo in terza pagina, è apparsa circa un anno fa, (forse proprio sulla Nazione), in occasione di una proposta di legge regionale presentata dal Consigliere dei Verdi e presidente della Commissione Sanità Fabio Roggiolani.

L'idea, sperimentata con successo in altri paesi europei, era volta proprio ad evitare fenomeni come quello del Serraglio e prevedeva dei luoghi, al chiuso e controllati sanitariamente, dove i tossicodipendenti da droghe iniettabili potessero consumare la loro dose.

Il senso di questa proposta è facilmente comprensibile: controllare il fenomeno, evitare ai cittadini spettacoli tristi o inquietanti, ed impedire tragiche trasmissioni di gravi malattie fra i consumatori di sostanze, consentendo loro anche in momenti così difficili di non perdere la dignità.

Mentre in Toscana questa soluzione è rimbalzata contro un muro di pregiudizio bigotto, in almeno un'altra regione italiana si sta sperimentando la cosa con il parere favorevole del Ministero della Salute. A Prato invece, sia l'opposizione di destra che la Giunta vorrebbero combattere il degrado riaprendo al traffico delle auto le strade del centro storico.

Non è inevitabile che i tossici debbano trasformarsi tutti in delinquenti o barboni, mettendo in pericolo la sicurezza e la salute propria e degli altri; bisogna avere il coraggio di affrontare queste criticità sociali, cominciando ad accettare la loro esistenza senza volerla nascondere.

Al Serraglio, non di Stanze del Buco si tratta ma di solitudine, paura e malattia, spesso aggravate dall'ipocrisia sociale di chi non vuole affrontare con coraggio i problemi.


Riccardo Buonaiuti Lanfranco Nosi per Municipio Verde



Il Serraglio così com'è è in gran parte una vergogna, simbolo di degrado: le ripetute denunce del nostro giornale sono volte a far sì che quel luogo diventi scenario di aggregazione, nella sua complessità, anche quando non ci sono le lezioni del Pin (come palcoscenico primaverile ed estivo di iniziative per i giovani e non solo). Adesso è frutto di un progetto nato e gestito male.

La questione droga e tossicodipendenti è di rilevante portata sociale e va affrontata anche con qualche soluzione diversa. Il dibattito sulle stanze del buco c'è stato quando si parlò della proposta di legge regionale: quell'idea fu messa da parte dopo diversificate e giustificate critiche. (L.C.) 

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A Prato non ci sono solo gli extracomunitari e il bullismo di certi ragazzi, ma c’è anche qualche conducente della Cap che per cose di poco conto e quasi irrilevanti investe con parole cattive e oscene, offese e ingiurie noi cittadini. Cosa fare? Ci rimettiamo per prima cosa alla direzione e ai rappresentanti della Cap perché prendano provvedimenti e guardino bene a chi affidano gli autobus. Racconto quanto accaduto: sabato 15 marzo in zona della Castellina una signora per aver posteggiato la sua auto appena fuori dal posto segnato, senza peraltro intralciare il traffico, è stata ingiuriata con parole oscene. E la signora si era anche scusata di aver lasciato così l’auto prima di essere offesa.

 

La signora, sappiamo, ha presentato reclamo alla Cap. Siamo sicuri che l'azienda di trasporto chiarirà quanto accaduto e si comporterà di conseguenza se ci sarà da scusarsi con la signora e da richiamare il conducente. (L.C.)

 

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Chi si trova a passare la notte da piazza del Pesce, completamente coperta da quell'orribile tendone che ne impedisce anche la godibilità, può ad ogni momento trovarsi di fronte qualcuno che approfittando di mille angoli 'riservati' si trova accovacciato ed impagnato in bisogni corporali... ed altro. E la mattina ne vediamo i risultati.... Solo a Prato accadono queste cose, eppure si parla tanto di città curata e di sicurezza. C'è in piazza Lippi il mercatino sotto il loggiato, recentemente restaurato, e completamete vuoto; perchè gli ambulanti di piazza del Pesce non vengono trasferiti in piazza Lippi, da sempre zona adibita a mercato? Sarebbe una sistemazione più decorosa e lascerebbe libera e godibile una piazza fra le più antiche della città.
Ma forse chiedo troppo.
Rosario Mattei

 

Proposta da prendere in considerazione anche perché il mercatino di piazza Lippi non è decollato dopo l'annunciata rinascita. (L.C.)

 

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Lavoro miraggio

Mi chiamo Emanuele Di Amico ho 28 anni e sono senza lavoro, vorrei scrivervi una lettera di protesta civile e senza alzare la voce vorrei solo far sapere come si ragiona al mondo d’oggi verso un ragazzo della mia età.Ho presentato diversi curriculum a giro per la città; so bene che trovare lavoro al giorno d’oggi non è facile, ma le motivazioni che mi sono state mosse hanno dell’incredibile.
Mi sono sentito dire così: ’la ringraziamo dell’interesse verso la nostra azienda, ci spiace ma noi cerchiamo persone di bella presenza, buona fortuna’. Grazie di avermi detto che faccio schifo. Non penso che quell’azienda commerciale a cui mi sono rivolto sia un azienda di fotomodelli: mi sento un po’ umiliato. E da aziende di supermercati mi sono sentito dire: ’lei è del 1979 ci spiace ma non ci servono quelli della sua età, cerchiamo ventenni’. Ok, ognuno ha le sue richieste e i suoi metri di giudizio, ma vorrei focalizzare il punto, che mi sono sentito offeso ed inutile e oltretutto a 28 anni senza un futuro davanti. Vorrei chiedere al sindaco attraverso il vostro giornale se io sono troppo brutto e troppo vecchio (a 28 anni) per lavorare. Allora mandatemi una pensione a casa perché se non posso lavorare perchè 28enne e non bellissimo nè magro come pensate che possa andare avanti?. Non posso stare sulle spalle dei miei genitori tutta la vita. Sono brutto? Ho 28 anni? Allora se non mi è concesso lavorare mandatemi un sussidio con questa motivazione: ’pensionato perchè bruttarello e quasi trentenne’. Sarebbe gia qualcosa perchè non credo che a 28 anni sia da scartare e per quanto riguarda la bellezza...non devo certo andare a sfilare.
Emanuele

Emanuele ha ragione da vendere. Non parla nemmeno di precariato, ma di difficoltà ad entrare nel mondo del lavoro. Prato deve aiutare i ragazzi a trovare un'occupazione perché sono il futuro della città. E lo deve fare attraverso i servizi e le attività di ricerca di impiego e di formazione. A 28 anni non è possibile sentirsi dire che uno non rientra nella fascia di età da assumere! (L.C.)

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Odissea precariato

Vi scrivo in merito alla lettera di Emanuele.
Non mi ha stupito più di tanto sapere che ci sono ragazzi nella mia stessa condizione, mi stupisce casomai sapere che esiste tutt'oggi una sorta di "discriminazione" dal punto di vista anagrafico e fisico, se così si può dire.

Ma veniamo a me, come dicevo mi trovo nella stessa condizione di Emanuele, ho 27 anni e purtroppo sono senza lavoro, ma rispetto a lui lo sono con delle varianti, tutt'altro che superficiali: infatti non abito più con i miei, sono sposato da un anno e mezzo circa e a luglio diventerò padre.

Con questo non voglio certo sminuire la condizione di Emanuele, è comunque molto grave ciò che gli è successo e lo appoggio in pieno.

Il problema vero è questo sistema, dal quale è stata varata una legge che non favorisce e non tutela minimamente i lavoratori.

Dopo essere stato licenziato l'estate scorsa, per riduzione del personale, mi è stata rifiutata la richiesta di iscrizione alle liste di mobilità, in quanto provenivo da un contratto a tempo determinato, perché questo e ciò che prevede la legge (la funzionaria dell'ufficio del Centro per l'impiego mi aveva quasi assicurato che avrei avuto la mobilità con tanto di indennità... Lascio a voi ogni commento).

Ma dico io, al giorno d'oggi, dove quelli della mia generazione vanno avanti col precariato, come si può varare una legge del genere?

Quello che voglio dire è che, se si vogliono aumentare i posti di lavoro stipulando quasi esclusivamente contratti a termine, come si può pensare di incentivare le aziende con la mobilità se poi al richiedente non spetta, in quanto proveniente da questi tipi di contratto?

Non so se mi sono spiegato, ho fatto un discorso un po' contorto forse, però se mi avete capito non pensate di essere d'accordo con me nel dire che si tratta di un colossale controsenso? Perché in questo modo la mobilità spetta a pochi di questi giovani, non credete?

E poi, com'è giusto che sia, le aziende preferiranno sempre un disoccupato con mobilità, se riescono a trovarlo... E così si penalizza la maggior parte di giovani disoccupati.

L'unica cosa che possiamo fare è sperare nel prossimo Governo, ma io onestamente non so se andrò a votare, credo che i leader di ogni schieramento ci raccontino solo "favole".

Penso di aver detto tutto, spero che mi prendiate in considerazione per quanto ho scritto.
Andrea Cecconi

Il tema del precariato è caldissimo: lo vediamo dalla campagna elettorale in corso. Confidiamo che non siano solo favole come dice il nostro lettore. Certo è che davvero bisogna mettere da parte le parole e le promesse per fare davvero qualcosa di concreto per i giovani che passano, quando va bene, da un contratto a termine all'altro. E anche a livello locale bisogna cercare di mettere in atto tutti gli strumenti per assistere i giovani quando finisce un periodo lavorativo. Ed anche in questo caso servono concretezza e risposte certe. (L.C.)




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Buche per la strada "Trovo semplicemente indecoroso nonché incivile lasciare gran parte della città con delle buche spaventose nell’asfalto. Stamattina sono passato dalla stazione centrale e le ruote sono quasi sprofondate in una buca enorme proprio di fronte alla fermata della Lam (notasi che tutta la stazione ha l’asfalto maciullato) e oltre al fatto di troncare l'auto non mi sembra un bel biglietto da visita per chi arriva da fuori in città"

L'immagine è eloquente, le segnalazioni dei lettori (anche di molti pedoni) sempre più numerose. La situazione di piazza Stazione è indecorosa e pericolosa. L'amministrazione comunale deve intervenire celermente come è stato fatto per piazza mercatale (L.C.)

 

 

Su quanto detto recentemente dall’assessore regionale Rossi in relazione alle Società della salute faccio presente alcune cose da cittadino che sperimenta ogni giorno sulla sua pelle e quella dei suoi cari (mia madre ha il morbo di Parkinson e mio padre soffre di Alzheimer). Chiedo all’assessore Rossi dove sono andati i sette milioni della sperimentazione visto che gli incarichi sono a costo 0 e che da utenti giornalieri abbiamo visto atrettanto 0. Si parla di potenziare l’assistenza sul territorio per i non autosufficienti oramai da anni, ma è ancora uno 0. Se l’assessore volesse dar seguito, realmente, agli attuali propositi (’la prima sfida, quella per la non autosufficienza’), noi viviamo, si fa per dire, con due non autosufficienti e se volesse venire a trovarci magari agirebbe con reale cognizione di causa.
Stefano Becocci

 

Il peso dell'assistenza domiciliare alle persone non autosufficienti è enorme, la lista di attesa per entrare in Rsa lunghissime. Confidiamo anche noi che la Sds diventi una realtà davvero operativa e in tempi brevi sul territorio dopo la sperimentazione avvenuta in questi ultimi anni. (L.C.)

 


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Salve sono un cittadino di Prato mi chiamo Giuseppe e sono stufo e arrabbiato con chi non vede la situazione dell'asfalto pratese! Tutti i giorni ovunque vado in giro per la città trovo buche! buche! solo buche! Pezzi di catrame mancanti della profondità di almeno 10 centimetri ti si presentano in mezzo alla strada che se non riesci ad evitarli spacchi gomme ed ammortizzatori, ma se ci infila una moto pensate voi cosa può succedere? E questo non solo in periferia dove io abito ma in tutta la città: quando guido ormai non faccio altro che evitare buche senza parlare di rialzi di carreggiata improvvisa come nel nuovo tratto appena finito che va dal macrolotto alla rotonda di capezzana. Ma dico io: invece di pensare solo a fare sottopassi vorrei che l'amministrazione pensasse prevalentemente ad aggiustare (magari con un'altra squadra) l'asfalto di tutta la città ma non con asfalto scadente per spendere meno perché dopo una settimana sennò siamo al solito punto!

Giuseppe

 

Abbiamo anche recentemente pubblicato un'inchiesta sullo stato (particolarmente malandato) delle strade cittadine. L'amministrazioine comunale ha varato un piano per intervenire e rendere più sicure le strade. Al momento molto manca da fare ma i segnali positivi ci sono basti pensare a piazza Mercatale che adesso, dopo l'intervento di manutenzione stradale, è molto meno rischiosa. Confidiamo che il programma di interventi continui in tante altre direttrici del traffico per eliminare i pericoli quotidiani che il nostro lettore segnala. (L.C.)

 

 

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 Cara Nazione, volevo porre l'attenzione all'ingresso da Prato est alla città. Ebbene sul calacavia autostradale che immette nel viale Leonardo da Vinci trovaimo un bel 'Benvenuti a Prato' di una catena di grande distribuzione, mentre quando scendiamo il viale di entrata a Prato è costellato da pubblicità con le cosidette vele mobili ai bordi della carreggiata. Non mi sembra certo un bel panorma complessivamente: da una parte il benevenuto è dato da una coop, dall'altra il benevenuto dell'amministrazione comunale è disordinato, caotico. Non si potrebbe pensare a un viale più decoroso seppur congestionato dal traffico quotidiano? Grazie per l'attenzione e grazie per lo spazio che ci offrite.
Lea Mugnaini

Cara lettrice, ha ragione da vendere. L'ingresso in città non è certo decoroso e non dà un'immagine di immediata accoglienza. Credo che una città come Prato che vuole offrire anche opportunità turistiche debba rendere più pulito e piacevole l'entrata in città sia dal casello est che dal casello ovest. Confidiamo che con i lavori al sottopasso della questura si pensi anche a questo aspetto, anche se qualcosa certamente può essere fatto anche prima. (L.C.)

 


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I VIGILI INVISIBILI

Tutti i giorni percorro, per due volte, via Zarini dall'incrocio con via Carlo Marx all'incorcio con via Botticelli. E tutti i giorni, specialmente nelle ore di punta (dopo le 13 e dopo le 18), la trovo intasata non solo per il traffico che è molto sostenuto, ma principalmente a causa delle auto e addirittura dei camion parcheggiati in doppia fila all'altezza del semaforo di via Valentini. A memoria non ricordo di aver mai visto in quel posto pattuglie di Polizia Municipale a fare multe a questi automobilisti. In compenso, il sabato pomeriggio a prendere il caffè in piazza del Comune, eccome se ne ho visti di Vigili Urbani mentre le auto scorrazzano in piena ZTL.
Saluti
Giovanni Foggi

 

I vigili scarseggiano un po' di personale è doveroso dirlo, ma è giusto chiedere attenzione nei punti caldi della città e nelle ore di punta. Non ci sono solo le multe da fare, ma è necessario fare anche operazione di prevenzione con la presenza, non occasionale, per scoraggiare la sosta selvaggia. (L.C.)

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Lettera aperta in risposta a “La voce degli industriali” su La Nazione di domenica 24 febbraio 2008

La voce degli industriali si è fatta sentire riprendendo tematiche a noi care ma, forse per galateo istituzionale, in modo troppo garbato per una città così sorda.  I dati sulle ore perse e la percentuale di P.I.L. bruciata dalla congestione del traffico coincidono più o meno con quelli in nostro possesso e sono insopportabili sia sotto il profilo economico sia sotto quello della vita quotidiana.

Detto questo la conseguenza necessaria di quanto correttamente contenuto nell'intervento degli industriali è la pressante richiesta di effettuare almeno l'operazione di base per il governo dei fenomeni del traffico di persone e cose: una indagine scientificamente e tecnicamente significativa, condotta su un bacino di traffico completo, individuabile in un'area compresa fra Pontassieve e Montecatini e fra Vernio ed Empoli; un'operazione che si può concludere in circa un anno.

Su di essa è necessario poi sviluppare il sistema del catasto strade ed il sistema di controllo del traffico in tempo reale, oggi realizzabili con mezzi tecnici molto semplici e poco costosi in relazione ai benefici che portano.

La banalità del ragionamento per il quale “se non si sa con che cosa si ha a che fare non si può intervenire efficacemente” non sembra fare breccia nelle amministrazioni, impegnate in complessi programmi pluriennali nei quali si progetta sul niente, senza essere in grado di valutare l'effettivo beneficio delle infrastrutture, di cui fa parte la valutazione del costo quotidiano di non averle.

Se aspettiamo che le amministrazioni si mettano d'accordo, passeranno altri anni.

Secondo noi gli industriali dell'area metropolitana potrebbero dimostrare più intraprendenza e coraggio, investendo loro direttamente nella conoscenza dell'ambiente in cui operano e della meccanica dei fenomeni che vi si svolgono, traendone un duplice vantaggio: d'immagine e di sostanza.
Infrastrutture più efficienti si tradurrebbero direttamente in risparmi per le imprese, oltre a migliorare la qualità della vita di ognuno di noi.

L'investimento sarebbe minimo, l'utilità massima.

 Federico Mazzoni, presidente Aci Prato



Mazzoni ci ha abituato sempre alla concretezza. Questa sua iniziativa può essere un primo, fondamentale punto di partenza per cercare di cambiare le cose. La parola passa agli industriali: raccoglieranno l'idea? (L.C.)
 

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Altri 440 alberi in città

Da questa settimana partirà il primo lotto per la piantumazione di 440 alberi nella nostra città. Questo intervento, leggiamo sulla stampa locale, è realizzato dall’ assessore all’ambiente del comune di Prato in collaborazione con la Asm.

 

Della cosa non possiamo che essere felici in quanto viene data la giusta considerazione all’importanza delle piante per un “Ambiente Naturale” da applicare anche alla nostra città. Dobbiamo comunque ripensare sul fatto che per Ambiente Naturale si intende normalmente l’insieme dei fattori che influenzano gli essere viventi, che sono in netto contrasto con altri ambienti non naturali, creati dall’uomo con le opere “selvagge” derivate da una inconsiderevole urbanizzazione. Le piantumazioni urbane sono essenziali per lo scopo della conservazione “naturale” anche per contenere le pressioni ambientali esercitate dall’uomo nei propri agglomerati edilizi oppressivi. I risultati negativi di questa pressione incidono sulla capacità portante dell’ambiente e delle sue risorse e possono creare grossi carichi psicopatici sugli individui, che vivono in un certo ambiente con a disposizione risorse verdi limitate, a fronte di un deficit causato da una sovrappopolazione oppressiva.

 

Dovremmo impegnarci maggiormente per uno sviluppo sostenibile che garantisca i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la possibilità che le generazioni future riescano a soddisfare i propri. Sicuramente anche una idonea piantificazione può contribuire ad un miglioramento della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi di supporto, dai quali (putacaso) essa dipende.

 

Ecco perché dobbiamo complimentarsi con la nostra amministrazione comunale, quando questa intenda fare una costruttiva opera di piantificazione sulla nostra area. Magari dovremmo capire se questo intervento sia stato scaturito in piena simbiosi con la Asm, che è l’esecutore materiale dell’operazione e che, da questa, ne trae anche vantaggi economici specifici. Nelle grandi capitali europee come Parigi e Monaco, in cui esiste un persuaso valore ambientale delle piante, esistono commissioni comunali composte da politici ed ambientalisti, che studiano e programmano gli interventi sul verde. Solo dopo vengono coinvolti gli operatori che, giustamente, sono solo esecutori. Cediamo sia più facile copiare che inventare e sarebbe bene, anche sugli interventi ambientali, seguire le prassi, già sperimentate positivamente, di chi è più avanti di noi.

Verdi ambientalisti

Il coordinatore: Magni Carlo

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Taglio degli alberi Scempio ambientale

I Verdi ambientalisti danno oggi fiato alle trombe annunciando che l’Azienda Asm che gestisce il verde nel Comune di Prato e l’amministrazione di centrosinistra che lo governa provvederanno alla piantumazione di 440 nuovi alberi.

Peccato che nessuna voce critica si sia levata contro lo scempio ambientale avvenuto sul viale Leonardo da Vinci, prossimità del Museo Pecci e della Questura: decine e decine di pini che avevano da sempre contraddistinto uno dei più importanti ingressi nella città sono stati segati, abbattuti, per fare posto all’ennesimo intervento urbanistico del “fare e disfare”, una nuova rotonda in superficie con sottopasso longitudinale. Una colata di cemento, in poche parole, per spazzare via decine e decine di bellissimi alberi che da decenni segnavano quella parte della nostra città. A volte il progresso ci chiede sacrifici di questo tipo, lo “sviluppo sostenibile” impone la piantumazione, altrove, di un numero di alberi superiore a quelli che vengono tagliati.

 

E’ anche vero che l’annuncio che verranno piantati 440 nuovi alberi in questo giorno di “lutto” ha il sapore della beffa, della presa in giro, soprattutto da parte di chi non ha alzato un dito o fatto sentire la propria voce, che si dice verde a parole ma che, nell’interesse della coalizione al potere, è disposto a tacere.

Sui nuovi 440 alberi, temo, purtroppo, si debba considerare una tara: al netto degli alberi tagliati alla questura e di quelli che verranno presto segati in viale Montegrappa, via Roma e forse anche su via Firenze e viale Borgovalsugana, credo resti veramente poco da annunciare con l’orgoglio e con il trionfalismo di questi giorni: sono solo un rimedio al danno.

Andrea Bonacchi

Associazione Politica Decidere.net

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Che tristezza vedere quei tronchi tagliati nel neo cantiere della rottonda della questura. L'esperienza ci insegna che quello che sarà piantato non sarà mai uguale al patrimonio perso almeno a breve-medio raggio temporale. Il potere delle auto e la carente rete di trasporti alternativi spinge prima a fare le rotonde per fluidificare il traffico, poi a bucarle perché c'è sempre più caos.

L'inversione di cultura, più importanza all'ambiente che all'egoismo individuale, parte dai comportamenti di
ognuno di noi. Che rivoluzione sarebbe. (L. C.)

 

 

 

 

 









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LA FOTO DEL GIORNO

etruschi

Gli etruschi a Gonfienti

Alla ricerca del fascino misterioso degli Etruschi a due passi da casa, questo lo spirito per partecipare alla visita guidata gratuita al Mulino di Gonfienti, in programma per venerdì 29 febbraio. Per chi fosse interessato, il ritrovo è fissato presso gli uffici Interporto, in via del Mulino 4