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IL DRAMMA DI SIGILLO

Inflitti 18 anni all'operaio
che ha ucciso l'albanese

Il gup Massimo Ricciarelli ha condannato a diciotto anni di reclusione con il giudizio abbreviato condizionato Giovanni Pierini, l'operaio di Sigillo che nel luglio dello scorso anno aveva ucciso a colpi di fucile Fatjon Bushai, di 23 anni e ferito gravemente il romeno Marian Moise di 22

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perugia, omicidio Sigillo Perugia, 18 luglio 2008 - E’ stato condannato a 18 anni di reclusione con il giudizio abbreviato condizionato Giovanni Pierini, l’operaio di Sigillo che nel luglio dello scorso anno aveva fatto esplodere dalla sua Fiat Punto alcuni colpi di fucile che avevano ucciso Fatjon Bushaj, albanese di 23 anni, e ferito gravemente il rumeno Marian Moise (22).

 

Il gup Massimo Ricciarelli, per quanto riguarda il risarcimento dei danni alle famiglie delle vittime ha disposto una provvisionale complessiva di 440mila euro, di cui centomila alla moglie di Marian Moise, Virginica, prosciolta dal reato di spaccio di stupefacenti che è costato invece il rinvio a giudizio per il rumeno. Il processo per lui inizierà il 10 novembre davanti al giudice monocratico Beatrice Cristiani.

 

Prima della sentenza del giudice sono state sentite la madre, la sorella e una collega di lavoro di Pierini alla 'Faber' di Osteria del Gatto (la ditta che produce cappe aspiranti per cucina) dove l’uomo, di 39 anni, è stato arrestato dai carabinieri. L’operaio, che nel corso degli interrogatori ha ammesso di aver fatto uso di cocaina, in quel caldo martedì di inizio luglio aveva dato appuntamento ai due stranieri per consegnare loro duemila euro. Invece quando l’Alfa 146 arrivò a Dondana, luogo dell’incontro, Pierini imbracciò il fucile e sparò dalla sua auto: Bushaj, che era al volante, venne centrato alla testa e morì il giorno dopo, mentre il compagno che stava seduto accanto venne ferito di striscio.

 

L’albanese tentò anche di fuggire dall’agguato ma l’Alfa si capovolse sulla strada. In preda a un 'black out totale' e 'come un automa' - avrebbe raccontato Pierini - andò a casa a posare l’arma e poi al lavoro, dove si sarebbe accorto di quello che aveva combinato solo quando alcuni suoi compagni cominciarono a parlare della sparatoria. Nel frattempo le indagini dei carabinieri, coordinate dal pm Claudio Cicchella, avevano già individuato il colpevole (difeso dall’avvocato Ubaldo Minelli).

 

Pierini raccontò agli inquirenti che i due stranieri avevano minacciato di rivelare della sua tossicodipendenza alla famiglia, e che comunque non li voleva uccidere ma "soltanto intimidire perché pressato dalle minacce" provenienti dall’estorsione. Ipotesi di reato che ieri è caduta per Marian Moise.

 

Dopo dieci mesi nel carcere di Capanne il Tribunale della Libertà aveva concesso gli arresti nell’abitazione di Sigillo all’uomo, al quale ieri è stato rigettato dal gup il permesso di tornare al lavoro. 

Enzo Beretta

 









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