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IN TRIBUNALE

Anche Big Luciano chiede di patteggiare
Gaucci senior potrebbe concordare una pena di 3 anni

La famiglia Gaucci ha deciso di patteggiare. Dopo la prima richiesta presentata dagli avvocati di Riccardo, all'epoca vicepresidente del Perugia calcio, anche i collegi difensivi di Alessandro e quelli del padre, hanno presentato al pm Antonella Duchini la richiesta di sanzione sostitutiva, che potrebbe essere diminuita fino ad un terzo

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gaucci Perugia, 18 giugno 2008 - Hanno deciso: i Gaucci patteggiano, tutti e tre. Dopo la richiesta di patteggiamento presentata già dagli avvocati di Riccardo (Maria Mezzasoma e Claudio Bizzarri), all’epoca vicepresidente del Perugia calcio, anche i collegi difensivi di Big Luciano (Tatiana Minciarelli e Angelo Sammarco), e quelli di Alessandro (difeso da Franco Libori e Mario Rampini), ex presidente della società biancorossa, hanno presentato, informalmente, al pubblico ministero Antonella Duchini la richiesta della sanzione sostitutiva che potrebbe essere diminuita fino a un terzo.

 

In relazione alla gestione degli ultimi anni della società sportiva umbra, per i Gaucci è stata ipotizzata l’accusa di bancarotta fraudolenta, evasione fiscale per 35 milioni di euro e diffamazione a mezzo stampa. Si parla di patteggiamenti a un anno e otto mesi per i figli, e tre anni per 'Gauccione', se la cessione di alcuni beni immobili del padre dovessero soddisfare le esigenze risarcitorie.

 

Le difficoltà societarie del patron erano cominciate a venir fuori nel 2005, quando si era saputo che i giocatori non percepivano più lo stipendio da alcuni mesi, e il debito per gli stipendi non pagati ai dipendenti ammontava a circa 6 milioni di euro. In quell’anno i biancorossi non riuscirono a tornare in serie A, sconfitti nello spareggio dal Torino. Alessandro nell’estate si diede da fare per tamponare la situazione e trovare i soldi per sistemare i conti e potersi iscrivere al campionato: il debito con l’erario era di 35 milioni di euro.

 

La società cercò un accordo col fisco che non andò in porto, poi le sentenze dei tribunali sportivi non permisero ai Grifoni di iscriversi. Inutili anche i successivi ricorsi al Consiglio di Stato, tutti respinti. Il provvedimento però riguarda anche altre sette persone, tra le quali tre revisori dei conti - Gianni Leuti, Paolo Annibali e Ercole Navarra -, una segretaria, due autisti e un’altra persona destinata a mansioni diverse: Barbara Del Duca, Mario Bianchi, Pasquale Carveli e Umberto Mascellari.

 

Anche per loro, che dovranno rispondere di favoreggiamento e riciclaggio, si prospetta l’idea del patteggiamento. Nonostante la pubblica accusa si sia riservata, per ora, ogni valutazione in merito. L’ipotesi degli inquirenti perugini è che i beni del Perugia siano stati distratti e destinati ai debiti di altre attività di Luciano Gaucci. Operazione compiuta dall’ex patron - in base alla versione accusatoria - insieme ai figli Alessandro e Riccardo (nella foto, ieri, davanti al tribunale) , accusati anche di truffa.

 

Nel febbraio del 2006 i due fratelli, che hanno sempre sostenuto di avere avuto un ruolo marginale nella vicenda, vennero arrestati insieme ad altre cinque persone. Tutti sono poi tornati in libertà. Latitante a Santo Domingo è invece Luciano Gaucci. Le somme si tireranno il primo ottobre, quando il gup Paolo Micheli deciderà sul rinvio a giudizio degli indagati.

Enzo Beretta










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