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di ANNA PUCCI — MASSA — UNA SORTA di autode...

di ANNA PUCCI
— MASSA —
UNA SORTA di autodenuncia alla guardia di finanza e alla procura regionale della Corte dei Conti per dimostrare di non aver nulla da temere. E’ il senso d...
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2008-05-16
di ANNA PUCCI
— MASSA —
UNA SORTA di autodenuncia alla guardia di finanza e alla procura regionale della Corte dei Conti per dimostrare di non aver nulla da temere. E’ il senso dell’iniziativa assunta da Massa Servizi spa che, con una lettera firmata dal presidente Ezio Fornesi e dal vicepresidente Giovanni Maria Tonlorenzi (rappresentanti del Comune) e dall’amministratore delegato Gian Mario Gastoldi (rappresentante del socio privato Ariete spa), ha chieso una «verifica volontaria» sulle proprie attività. I tre l’hanno annunciato ieri pomeriggio in una conferenza stampa nella sede del palazzo di vetro, in via Oliveti. «Stante i continui, gratuiti, fantasiosi e infondati attacchi a mezzo stampa e verbali, sulla conduzione aziendale della società che rappresentiamo — scrivono —; stante il nostro rigoroso rispetto della legge, delle delibere e dei regolamenti comunali e dei contratti sottoscritti con il Comune; stante l’intollerabile “pressione” sulla operatività determinata da irresponsabili affermazioni che hanno mirato e mirano a delegittimare l’operato della Massa Servizi, chiediamo: 1) di appurare in concreto le attività sinora svolte e le modalità di svolgimento adottate; 2) di appurare le modalità adottate nel calcolo del compenso stabilito per le attività svolte e la loro congruità; 3) di individuare eventuali circostanze che possano avere comportato flussi finanziari in uscita non giustificati e/o con destinazione non inerenti l’attività d’impresa». Questo per «tutelare l’immagine e la professionalità» degli amministratori e di chi in questi anni ha controllato la società (collegio sindacale, revisori dei conti del Comune, dirigenti comunali). «Dopo la verifica/ispezione — è l’attacco finale —, confronteremo le “affermazioni gratuite, fuorvianti, offensive e false” sparse a piene mani in questi mesi con le risultanze e ognuno si assumerà le proprie responsabilità». Precisa Fornesi, «valuteremo se ci sono state affermazioni diffamatorie», potrebbero seguire querele.

LA SOCIETA’, dunque, passa in difesa sul piano della legittimità della propria azione. Ma continua a non rispondere alle critiche di natura politica. Nei suoi 10 anni di attività, Massa Servizi avrebbe gestito per il Comune «200 milioni di euro, di cui 105 — precisa Fornesi — negli ultimi tre anni». Secondo il presidente, l’esternalizzazione di ulteriori servizi comunali avvenuta con la convenzione del 2005 (due voci sopra le altre: Tarsu e Ici) avrebbe comportanto per l’ente «un risparmio di 400 mila euro l’anno». E secondo l’amministratore Gastoldi «Massa Servizi non costa niente» ai cittadini massesi. Come è possibile, se, oltre ai corrispettivi per alcuni servizi, incassa un aggio dell’8% sulle riscossioni? «Il Comune — argomenta Gastoldi — gestiva 100 di risorse con 10 di spese, ha esternalizzato 100 con 8 di spese alla Massa Servizi e la Massa Servizi gli ha consentito di incassare 120 (con il recupero di evasione, ndr): l’8 di Massa Servizi non costa nulla». Questi sono esempi, ma i dati veri? «Ci sono — replica Gastoldi — e sono in Comune, perché noi rispondiamo al Comune». Gastoldi prosegue: «Il socio Ariete non tocca le entrate del Comune perché i soldi vanno nei conti correnti di Massa Servizi, Ariete gira solo le carte perché è il socio operativo». E i conti correnti, aggiunge Fornesi, «sono controllati in tempo reale dal Comune, il ragioniere capo del Comune ha la password». Va bene, ma quale è il costo del socio operativo? Si parla di 3,2 milioni di euro nel solo 2007... «Non credo proprio — risponde Gastoldi —. I 3,2 milioni sono i costi per tenere in piedi questa struttura societaria». Quindi dove sono andati i 3,2 milioni? «In cielo», replica Gastoldi. Ci riproviamo: quale è il costo del socio operativo? «I costi — chiude Gastoldi — sono indicati in bilancio». E quanti dipendenti ha il socio operativo? «Non so, credo più di 40», risponde Fornesi.
 









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