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di ANGELA M. FRUZZETTI
— MASSA —
ACQUA torbida dai rubinetti: Altagnana ancora una volta penalizzata nel servizio idrico. A denunciare l’ennesimo disagio nella frazione montana ...
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2008-05-13
di ANGELA M. FRUZZETTI
— MASSA —
ACQUA torbida dai rubinetti: Altagnana ancora una volta penalizzata nel servizio idrico. A denunciare l’ennesimo disagio nella frazione montana è il Comitato per l’Acqua Pubblica di Massa Carrara: «Domenica 11 maggio dai rubinetti delle case gli abitanti hanno visto ancora scorrere acqua marrone. Per quale motivo in un paese collocato in una zona ricca di copiose sorgenti d’acqua si deve ricorrere all’uso di acqua pompata in cisterne con tutti i disagi che ne possono derivare?». Per il Comitato «la protesta contro la privatizzazione dell’Evam si fa sempre più urgente e allargata in quanto, tale scelta, aggraverebbe la situazione che vivono i paesi del monte Belvedere, riforniti in alcuni mesi dell’anno da autobotti e di fatto privati della loro acqua. Acqua che è un bene comune — aggiunge il Comitato — che appartiene alla montagna e quindi ai cittadini che vi risiedono».

PIÙ VOLTE la popolazione del paese di Altagnana ha protestato per il disservizio della distribuzione idrica: una bottiglia d’acqua color arancio è finita anche nella nostra redazione, a conferma del problema. Anche domenica, dunque, i cittadini sono dovuti ricorrere all’utilizzo dell’acqua minerale per l’uso domestico, poiché dai rubinetti usciva fango. «Acqua nera — protestano i residenti —. E’ una situazione che non possiamo più tollerare. L’acquedotto è obsoleto e i tubi non reggono più. Ogni volta che piove e aumenta la pressione dai rubinetti di casa esce ruggine. A questo disagio va aggiunto quello della carenza idrica nei mesi estivi: problemi annosi, che devono essere risolti». L’Enel Camuzzi, da noi contattata, ha confermato il disagio di domenica scorsa dovuto «a un aumento di consumi» che ha portato ad una «depressione del serbatoio». Il serbatoio a cui attinge l’acquedotto pubblico di Altagnana è collegato con un tubo alla cisterna di Canalacci e i livelli, durante i mesi invernali, si mantengono pressoché costanti. I consumi da 60 metri cubi, regolari per tutti i mesi invernali, sono saliti nello scorso weekend a 75 metri cubi e con l’acqua, sono arrivati nei rubinetti di casa anche i depositi della cisterna. La società che gestisce il pubblico acquedotto ha annunciato che si adopererà per far si che il disagio non si ripeta. Tuttavia è stato necessario un intervento al serbatoio che ha reso l’acqua non potabile.

DELLA QUESTIONE si sta occupando il Comitato che giovedì scorso ha svolto un’assemblea a San Carlo e che stasera alle ore 21 presso il ristorante “Il Buongustaio” incontrerà di nuovo la popolazione. Il 25 maggio è prevista in montagna una giornata di mobilitazione per sensibilizzare le istituzioni al problema della risorsa acqua. Il Comitato ha avanzato inoltre una proposta al sindaco Pucci per presentare alla sua giunta le richieste sottoscritte da migliaia di cittadini della provincia.
 









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