E' stato firmato l'atto per dare agevolazioni a chi restaura i palazzi nel centro storico: una rivoluzione urbanistica ma anche economica per riqualificare gli immobili del centro storico, ma anche gli altri centri storici minori del territorio
Lucca, 13 maggio 2008 - Una rivoluzione urbanistica ma anche economica per riqualificare gli immobili del centro storico, ma anche degli altri centri storici minori del territorio comunale di Lucca. Il Comune ha firmato ieri un protocollo d’intesa con il quale si impegna ad adottare "opportune regolamentazioni urbanistiche atte ad agevolare il restauro, il recupero edilizio dei fabbricati, l’adeguamento tecnico e funzionale, la variazione delle destinazioni nell’ambito delle compatibilità urbanistiche ed edilizie; a migliorare la gestione dei servizi pubblici, potenziare la sorveglianza del traffico e dell’ordine pubblico, qualificare l’arredo urbano e assicurare la manutenzione dei fabbricati pubblici; ma anche a mitigare, per quanto possibile, tasse e imposte comunali sulla proprietà immobiliare, tariffe di servizi pubblici, e degli altri oneri che gravano sulla casa'".
Un protocollo d’intesa che coinvolge l’Associazione industriali, l’Associazione proprietari edilizi, la Fondazione Campus e l’Associazione dimore storiche italiane. Il documento è stato sottoscritto a Palazzo Orsetti dal sindaco Mauro Favilla, presenti il coordinatore della Consulta per l’arredo e il decoro urbano Marco Chiari, l’Associazione degli industriali con il presidente Andrea Guidi, presenti il coordinatore del gruppo restauro, Simone Bianchi e Antonio Orazi, l’Associazione della proprietà edilizia Ape nella persona del presidente marchese Pietro Mazzarosa, dalla Fondazione Campus, con la presidente Rita Lunatici e dell’Associazione dimore storiche con le delegate Rosanna Angelici e Carmen Mazzarosa. Le imprese che aderiscono si impegneranno a rispettare normative e regolamenti tra cui: quelli in materia di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro; sulla regolarità contributiva e assicurativa; sull’applicazione delle contrattazioni collettive, producendo idonea documentazione Durc; il decalogo Ance 1998 che fa parte del protocollo d'intesa firmato ieri; la normativa in tema di beni tutelati (Carte del restauro). Gli enti paritetici edili verranno attivati sul piano della regolarità e della sicurezza nei lavori edili così come saranno invitati a sviluppare, in collaborazione con la Fondazione Campus e d’intesa con i collegi e gli ordini professionali, specifiche iniziative formative per le maestranze edili.
Quattro gli impegni del Comune. Il primo riguarda l’attuare idonee regolamentazioni sul decoro urbano, stabilire un criterio di programmazione pluriennale per il rifacimento delle facciate, esonerare dal contributo per l’occupazione del suolo pubblico gli interventi del centro storico, agevolare, nell’accesso ai cantieri del centro storico, le imprese aderenti all’intesa che definiscano forme di logistica avanzata per l’approvvigionamento dei materiali edili, definire se possibile apposite agevolazioni ai fini dell’Ici, definire eventuali ulteriori agevolazioni per i privati che effettuino interventi sul decoro dei propri fabbricati, ciò a condizione che i privati si impegnino al rispetto di quanto disposto dagli strumenti, si rivolgano a operatori qualificati, regolarmente iscritti all’Inps, all’Inail e alla Cassa edile lucchese. Il secondo impegno è consentire, nel rispetto della specifica regolamentazione che sarà definita dall’amministrazione comunale d’intesa con la Sovrintendenza e sentita Assindustria, l’utilizzo delle impalcature di servizio e dei relativi teli di protezione a fini di affissione pubblicitaria.
Il terzo impegno del Comune è quello di effettuare, per quanto di propria competenza, controlli e monitoraggi sui cantieri aperti, anche avvalendosi della collaborazione del Comitato paritetico territoriale per la sicurezza. Infine l’ultimo impegno del Comune è ammettere ai lavori della Consulta per l’arredo e il decoro urbano un tecnico designato dall’Associazione degli industriali della provincia di Lucca.
Paolo Mandoli
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