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di MARIA NUDI L’AVREBBE rapinata per un’impell...

di MARIA NUDI
L’AVREBBE rapinata per un’impellente necessità di denaro. E quella che doveva essere una rapina si è trasformata in omicidio, un omicidio efferato, sottolineano g...
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2008-05-11
di MARIA NUDI
L’AVREBBE rapinata per un’impellente necessità di denaro. E quella che doveva essere una rapina si è trasformata in omicidio, un omicidio efferato, sottolineano gli investigatori, compiuto con un coltello dalla doppia punta che lascia ferite molto particolari. Un coltello per il quale gli investigatori hanno fatto accertamenti anche a San Marino. E quel coltello con ancora tracce di sangue è stato sequestrato a Alessio Nigrì, il giovane che da venerdì sera è rinchiuso nel carcere delle Sughere dopo che la squadra mobile lo ha arrestato nella piazza di Luciana. Quel coltello era nel comodino della sua casa.

UN INDIZIO considerato importante come altri che hanno permesso agli investigatori di chiedere e ottenere la custodia cautelare in carcere del giovane. Alessio Nigrì, secondo quanto è stato ricostruito dagli investigatori, il sabato Santo, esce dalla sua casa dopo pranzo con una Fiat Punto, presa a noleggio e che restituirà solo a fine aprile, raggiunge la zona di Collesalvetti. E’ lì che avrebbe incontrato Doris Iuta. E, secondo quanto è stato ricostruito dalla polizia, l’avvicina per rapinarla, ma quella rapina si trasforma in omicidio. Spariscono i due cellulari della donna. Forse anche soldi. Uno di questi è il Nokia che secondo la polizia il giovane la sera stessa cede ad un commerciante di Livorno in cambio di un panino, una birra ed un caffé. La polizia passa al setaccio ogni minimo particolare: addirittura arriva a contrallare un americano, la cui auto rossa era stata notata sulla strada delle Sorgenti, e lo blocca prima che parta in aereo da Pisa. Tassello dopo tassello gli investigatori si mettono sulle tracce del giovane, grazie alla collaborazione di tante persone. Alessio Nigrì viene interrogato prima come persona informata sui fatti, poi la sua posizione, pochi giorni fa, cambia e viene iscritto nel registro degli indagati. Gli investigatori hanno scoperto che quel gionno, il sabato Santo, quando viene uccisa Doris Iuta, il giovane dopo essere stato nella zona di Collesalvetti porta a lavare l’auto e anche gli abiti. Indizi che appesentirebbero la sua posizione: anche i medici legali, hanno spiegato ieri in conferenza stampa, avrebbero verificato una ampia compatibilità tra il tipo di ferite riscontrate sul corpo della vittima e le caratteristiche del coltello. Ieri mattina davanti al giudice delle indagini preliminari si è svolto l’interrogatorio di garanzia. Alessio Nigrì si è avvalso della facoltà di non rispondere.

«NEI CONFRONTI del mio cliente — sottolinea l’avvocato Federico Bastelli, difensore di fiducia — ci sono solo indizi. Abbiamo nominato un nostro consulente di parte. E è per questo che in questa fase Nigrì si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il giorno in cui è stata uccisa la povera ragazza il mio cliente è stato a Livorno dallo zio passando dalla solita strada. Si è fermato per un bisogno fisiologico e ha trovato il telefono cellulare. Lo ha trovato per caso quel Nokia». L’avvocato sottolinea anche l’atteggiamento collaborativo che il suo cliente ha avuto con la polizia: «Si è sottoposto anche al test del Dna e ha collaborato in ogni direzione». Ora altri elementi importanti sull’omicidio di Pasqua arriveranno dagli altri accertamenti medico legali. Per gli investigatori il caso è chiuso: per la difesa invece le accuse sono solo indiziarie.
 









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