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di MONICA DOLCIOTTI
SENZA UN AUMENTO di personale ortopedia non potrà trasferirsi nel reparto interamente ristrutturato al III padiglione. Servono cioè più infermieri e operatori so...
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2008-05-09
di MONICA DOLCIOTTI
SENZA UN AUMENTO di personale ortopedia non potrà trasferirsi nel reparto interamente ristrutturato al III padiglione. Servono cioè più infermieri e operatori socio sanitari, e non è escluso che servano anche più medici, per garantire gli stessi livelli assistenziali attuali per ortopedia, che di più dovrà essere collocata su due piani del III padiglione invece che su uno solo. Per questa ragione necessita rinforzarne l’organico: ma se questo non avverrà ortopedia rimarrà ancora dov’è: nel vecchio e fatiscente reparto al II padiglione che mesi fa è finito nel mirino del Nas dei Carabinieri. Quello nuovo è pronto da settimane, ma è inutilizzabile per le suddette ragioni.

A BREVE INVECE, metà mese forse, sarà trasferita la degenza di pneumologia dall’VIII padiglione nella sede del vecchio pronto soccorso - dove ora ci sono già gli ambulatori - per un anno circa in attesa dei lavori di sistemazione dell’VIII. Ma questo scelta è stata criticata oltre che dal personale di reparto inclusi i medici, anche dal sindacato Fials-sanità perché «questa nuova collocazione — denuncia il sindacato — implicherà rischi per i pazienti perché lontani dai servizi d’emergenza e diagnostica per loro vitali; e il personale avrà problemi operativi».
Vista la situazione di ortopedia e pneumologia, viene da chiedersi allora: che fine ha fatto il progetto di abbattimento di tre reparti per fare posto al monoblocco da 400 posti letto ad alta intensità di cure? E che fine ha fatto anche l’altra idea: quella di costruire un nuovo ospedale a sud della città, tra Villa Serena e il Pascoli?

IN AMBIENTE ospedaliero si dice che il primo progetto - curato dall’area tecnica dell’Asl 6 e divulgato dalla direzione aziendale - sia stato accantonato definitivamente perché irrealizzabile e non congruo alle esigenze da soddisfare. La bocciatura pare sia da attribuire ad autorevoli esponenti dell’area politica che in precedenza aveva avallato il progetto caldeggiati dal direttore generale Fausto Mariotti. Tecnici ed esperti di area sanitaria della Regione Toscana hanno ritenuto tale progetto inadeguato alle esigenze che doveva soddisfare. Ma intanto sono stati buttati giù i progetti ed è stato e ottenuto il nulla osta dalla Soprintendenza alle Belle Arti di Pisa per abbattere i tre vecchi padiglioni: IV, V e Vi, per fare posto al monoblocco. Tutto tempo e risorse sprecate? E poi l’impegno della Regione a finanziare questo genere di intervento con i relativi stanziamenti: circa 80 milioni. Che fine hanno fatto? si chiedono in molti.

INCASSATO ‘il colpo’, la politica locale labronica e i vertici dell’Asl 6 hanno fatto una virata di 360 gradi, come noto, puntando sul progetto di nuovo ospedale per il quale l’Asl 6 insieme al Comune hanno messo a lavoro un gruppo misto di esperti, che avrebbe dovuto dare delle indicazioni di fattibilità dell’opera già ai primi di aprile. Ma ancora tutto tace. L’impressione diffusa tra gli operatori sanitari di Livorno è che si sia perso l’ennesimo treno a totale discapito del presidio labronico, in un momento in cui una pioggia di milioni di euro è arrivata dallo Stato, e quindi dalla Regione, per la costruzione di nuovi ospedali in tutta la Toscana tra cui quelli di Massa, Empoli, Pistia.
 









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