2008-05-10
di GIANCARLO CAPECCHI
PIÙ DI TRECENTO soldati di Savoia Cavalleria (e non sono i soli) impegnati nella missione di pace in Libano e che sarebbero dovuti rientrare lunedì a Grosseto, sono costretti invece, ancora una volta, a rinviare labbraccio con i loro cari che hanno lasciato otto mesi fa.
CÈ PREOCCUPAZIONE nel contingente maremmano guidato dal colonnello Vincenzo Maugeri anche se ad Al Mansouri, dove si trovano i cavalieri cè «una situazione al momento abbastanza tranquilla». Abbiamo riproposto le parole che un ufficiale ci ha detto aggiungendo «che le cose si sono messe piuttosto male, che gli hezbollah hanno occupato militarmente laeroporto di Beirut, minacciando la guerra civile». I combattimenti fratricidi comunque non sono più una minaccia ma una realtà: cristiano maroniti, drusi, sciiti, sunniti sono mobilitati, gli hezbollah presidiano numerosi quartieri, ci sono già stati dieci morti e parecchi feriti. Cè il coprifuoco, è di ieri la notizia che anche il porto di Beirut è stato bloccato. Impossibile quindi lasciare il paese. Per lunedì era stata fissata al Baccarini la cerimonia di saluto a Maugeri ed ai suoi uomini che, su un C130, sarebbero atterrrati a Grosseto.
«TUTTI I VOLI sono stati sospesi ci ha confermato un ufficiale da Al Mansouri e noi siamo bloccati in Libano fino a nuovo ordine».
E pensare che i cavalieri dovevano rientrare 45 giorni fa ma, come è noto, la missione è stata prorogata a causa delle elezioni politiche anticipate che hanno imposto ai nostri soldati «il voto allestero». Il nostro amico ufficiale ha concluso confessandoci «che il morale non è certo alle stelle» e che tutti sperano di rientrare il prima possibile «anche se, fino ad oggi, non si ha proprio idea quando ci sarà il ritorno in Patria».
ORA È CHIARO anche il perchè la delegazione guidata dal sindaco Emilio Bonifazi che doveva raggiungere Al Mansouri insieme a Giovanna Stellini ed Alessio Scheggi per il protocollo di amicizia con il sindaco hezbollah di Zibquin non è potuta partire per il Libano. Non cerano già allora le condizioni di sicurezza per poter ospitare una delegazione di amministratori, di uomini politici che non sarebbero passati certo inosservati. Missione quindi, anche da parte degli amministratori grossetani, rinviata. A quando? In Libano, come in altri teatri dove sono impegnati i nostri soldati, questo paese è difficile fare ipotesi.