Mercoledì scorso il primo contatto tra Diego Della Valle e Ligresti. Il Comune: "E' la strada giusta". L’area di Castello potrebbe avere tutte le caratteristiche per ospitare la costruzione di un nuovo moderno impianto sportivo
Firenze, 30 maggio 2008 - Non è proprio la posa della prima pietra del nuovo stadio della Fiorentina, ma certo l’incontro fra Diego della Valle e Salvatore Ligresti, avvenuto mercoledì scorso, non è cosa da poco. Lo confermano indirettamente fonti vicine a Fondiaria, che hanno ammesso la volontà di lavorare all’operazione, soprattutto nel primario interesse di Firenze.
L’area di Castello potrebbe insomma avere tutte le caratteristiche per ospitare la costruzione di un nuovo moderno impianto sportivo. Quelle indispensabili a una squadra che si appresta ad affrontare sfide europee. E all’impegno del sindaco Domenici, che va avanti da tempo, si aggiungono, di giorno in giorno, altri, concreti, segnali istituzionali finora assenti nel pur lungo dibattito già aperto sulla localizzazione del nuovo impianto sportivo.
Ieri la maggioranza di Palazzo Vecchio si è riunita per parlare del nuovo piano stragegico per la città, quello che dovrebbe essere approvato prima della pausa estiva. «Per la prima volta da vent’anni a questa parte — ha commentato il capogruppo del Pd, Alberto Formigli — stiamo valutando di inserire la delocalizzazione dello stadio dal quartiere di Campo di Marte». Non vuol dire che sia stata decisa un’area alternativa, sia chiaro.
Ma è la riprova che la questione è sul tavolo degli amministratori e della maggioranza che governa Palazzo Vecchio.
Secondo segnale anche quello che arriva dalla commissione sport. "Stiamo predisponendo un dossier — ha spiegato il presidente Nardella — proprio per raccogliere tutte le ipotesi, le valutazioni, i suggerimenti, per la costruzione del nuovo stadio che deve essere considerato uno dei prossimi obiettivi possibili".
Lo considera invece obiettivo indispensabile per la Fiorentina il vice presidente del consiglio comunale Massimo Pieri: "I fatturati delle squadre europee che hanno uno stadio di proprietà parlano fin troppo chiaro. Il nuovo stadio è vitale per la squadra viola e per restituire vivibilità al quartieri del Campo di Marte".
Certo la costruzione del nuovo stadio nell’area di Castello non è di semplicissima realizzazione, l’iter burocratico è impegnativo. Ma è anche vero che la variante di Castello, quella che consentirà alla Provincia di costruire in quell’area i suoi uffici fino a questo momento non previsti, deve ancora essere approvata. L’occasione, quindi, potrebbe anche essere utile a valutare il nuovo progetto e, magari, a prevederne la possibilità.
Del resto quell’area è urbanisticamente strategica per la città: significa che possiede le caratteristiche ottimali per accogliere attività uniche. Come gli uffici direzionali della Regione, come il campus scolastico della Provincia, come il nuovo stadio della Fiorentina.
Senza contare che il parco già progettato nell’area è, vista la sua grandissima estensione (è più ampio di quello delle Cascine), già stato pensato come ricco di strutture sportive, impianti di ogni genere per garantire al parco stesso la possibilità di non diventare un pericoloso ‘deserto’ sociale.
Piace, senza mezzi termini, la possibilità di un nuovo stadio viola a Castello anche all’assessore allo sport Eugenio Giani: "Lo avevo sostenuto in passato — spiega — ma mi era stata eccepita una diversa pianificazione. Credo invece sia un’ottima prospettiva".
Sul tema non si sbilancia oltre: la materia, del resto, non è di competenza comunale. Dipende tutto dalla possibile intesa fra Diego Della Valle e Salvatore Ligresti. se Palazzo Vecchio ha in mano tutti gli strumenti per dare una bella spinta all’accordo.
Come? Dando la priorità a una serie di adempimenti che devono essere decisi, senza contare poi che sull’area che potrebbe essere destinata allo stadio, il Comune potrebbe dire parecchie cose anche in merito agli oneri di urbanizzazione.
Resta, invece, apertissimo il confronto sul terreno metropolitano. Il capogruppo del Pd, Formigli, ha già messo le mani avanti: "Dobbiamo discutere in una prospettiva allargata".
Paola Fichera
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