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IL CONGRESSO

Gravidanza possibile anche con malattie autoimmuni

Oggi anche le donne che soffrono di malattie autoimmuni possono affrontare una gravidanza. La risposta sta nella programmazione e nel controllo medico.  E' uno dei temi affrontati dal congresso FADOI, la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti

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gravidanza Firenze, 7 maggio 2008  - Oggi anche le donne che soffrono di malattie autoimmuni possono affrontare una gravidanza. La risposta sta nella programmazione e nel controllo medico.
 

 

Esistono infatti equipe multidisciplinari dedicate, che si fanno carico della donna ( o meglio della coppia) fin dalla fase precedente il concepimento e che la accompagnano poi per tutta la durata della gravidanza fino all' allattamento.

 

È stato questo uno dei temi affrontati nel corso della terza giornata del XIII congresso FADOI, la Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, che si è chiuso oggi a Firenze. Le malattie autoimmuni sono causate da un funzionamento irregolare del sistema immunitario, in particolare dei linfociti, cioè quelle cellule che producono anticorpi e ci difendono dalle infezioni. Sono tipiche delle giovani donne in età fertile. La loro prevalenza in tale fascia di età si aggira intorno al 5 per cento della popolazione.

 

Si tratta di malattie come il lupus eritematoso sistemico (LES), la sindrome da anticorpi antifosfolipidi, la
sindrome di Sjogren
, le connettiviti indifferenziate, l'artrite reumatoide, e molte altre, fino ad arrivare a patologie come la sclerosi multipla.

 

"Queste malattie - commenta il dottor  Antonio Brucato di FADOI, primario di medicina interna presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo - possono avere effetti negativi sia sulla fertilità delle pazienti che sulla gravidanza, con conseguenze dannose per la madre e per il feto. Ciò ha indotto tradizionalmente i medici in passato a scoraggiare le gravidanze; anche la pillola contraccettiva a base di estroprogestinici veniva 'proibita', nel timore che anch'essa potesse aggravare la malattia di base. Dato che si tratta generalmente di donne in età fertile, è facile capire come la 'proibizione' sia della gravidanza sia del metodo contraccettivo più sicuro fosse vissuta con angosciosa in persone già provate psicologicamente dalla malattia".

 

Oggi - questo è il messaggio FADOI - anche queste donne possono affrontare con ragionevole serenità quell'evento naturale ma umanamente straordinario che è la gravidanza. La strategia è la programmazione della gravidanza. Si tratta innanzi tutto di individuare una contraccezione efficace e di affrontare la gravidanza quando la malattia di base è già da tempo ben controllata. Non si tratta insomma di sopprimere i farmaci - come
cortisone, anti- infiammatori, aspirina e se necessario antimalarici e immunosoppressori - ma di adattare la terapia alla gravidanza, naturalmente sotto stretto controllo medico.

 









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