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INCHIESTA SMOG

Domenici e Martini rinviati a giudizio
"Un'interferenza della magistratura"

Il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, e il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, sono stati rinviati a giudizio per l'inchiesta sull'inquinamento atmosferico da Pm10 e biossido di azoto. "E' una interferenza indebita del potere giudiziario nella discrezionalità del potere amministrativo", ha detto Domenici "Fermo restando il massimo rispetto verso il lavoro della magistratura - ha sottolineato Martini  - considero non fondata la tesi dell'omissione"
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Smog in città Firenze, 6 maggio 2008 -   Il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, e il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici,  sono stati rinviati a giudizio dal gup Gaetano Magnelli per l'inchiesta sull'inquinamento atmosferico da Pm10 e biossido di  azoto.

 

A processo anche i sindaci di Scandicci, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Signa e Calenzano, gli assessori
all'ambiente di queste amministrazioni e del Comune di Firenze e l'ex assessore regionale all'ambiente Marino Artusa.

 

Le  accuse sono di getto pericoloso di cose, con riferimento alle emissioni di gas nell'aria, e rifiuto di atti d'ufficio. Il processo si  aprirà il 3 ottobre.

LA REPLICA, DOMENICI 

 

L'inchiesta sullo smog della Procura della Repubblica di Firenze è "una interferenza indebita del potere giudiziario nella discrezionalità del potere amministrativo": lo ha affermato il sindaco, Leonardo Domenici, nel corso di  una conferenza stampa convocata oggi a Palazzo Vecchio.

 

"Mi aspettavo il rinvio a giudizio, anzi, sono contento - ha affermato - spero che questo processo diventi un grande fatto nazionale, è la sede più opportuna per difenderci e contrattaccare, ed è quello che faremo. Ritengo che l'accusa mossa sia ridicola e infondata: praticamente si basa sul fatto che siccome non sono stati raggiunti determinati obiettivi, noi siamo i responsabili dell'inquinamento. Questo modo di fare due più due non ha alcun senso".

 

LA REPLICA, MARTINI

Amarezza e serenità: così Claudio Martini, presidente della Regione Toscana, descrive  il suo stato d'animo dopo il rinvio a giudizio nell'ambito dell'inchiesta della Procura di Firenze sullo smog.   "Vivo questa decisione con amarezza e serenità - ha dichiarato Martini - amarezza  perché mi sembra evidente che non sono state valutate le consistenti ragioni che la difesa ha portato e che ho personalmente  illustrato davanti al Gip. Serenità perché mi sento con la coscienza a posto avendo fatto tutto ciò che era nella nostra  responsabilità e avendo dimostrato i positivi effetti prodotti dalle nostre decisioni".  

 

Martini contesta la tesi dei Pm: "Fermo restando il massimo  rispetto verso il lavoro della magistratura - ha sottolineato - considero non fondata la tesi dell'omissione. In questi anni  abbiamo attuato un intenso programma di attività e mai siamo stati passivi di fronte al crescere, in Toscana e in tutto il  Paese, di questo problema che non trova soluzioni radicali in nessuna parte d'Europa. Tant'è che proprio in questi giorni - ha
ricordato il governatore - la Commissione Ue ha approvato una nuova direttiva per consentire la proroga dei termini per il  raggiungimento dei valori di contenimento delle polveri sottili".

 

La Regione, in una nota, sottolinea come negli ultimi anni ci sia stato un calo degli inquinanti: nel 2002 i Comuni con valori  superiori a quelli consentiti erano 32 e interessavano il 50% della popolazione toscana, mentre cinque anni dopo i Comuni  con valori superiori sono scesi a 20 e la popolazione interessata al 32%.

 

"Risulta alla fine incomprensibile - ha commentato  Martini - che tale decisione di rinvio a giudizio venga presa solo a Firenze e in Toscana, quando è noto a tutti che vi sono  tante situazioni peggiori delle nostre dove tuttavia sono stati presi provvedimenti del tutto simili a quelli decisi in Toscana. Va  da sé che in sede di processo ci difenderemo con determinazione - ha concluso - per smontare una tesi accusatoria che  considero infondata e sorda ad ogni argomentazione difensiva". 

 









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