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LA LETTERA

Se la città del turismo
riesce a dimenticare i turisti

CARA NAZIONE, ho deciso nei giorni scorsi di fare un viaggio a Firenze con la mia famiglia. Sono arrivato da Treviso con due figli di dodici e quattordici anni e durante il viaggio spiegavo loro la bellezza degli Uffizi e del Giardino di Boboli, che avevo visitato quando durante il servizio militare proprio a Firenze. Potete ben capire quanta sia stata la sorpresa nel ritrovarmi il giorno del primo maggio musei e Boboli chiusi.

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CARA NAZIONE, ho deciso nei giorni scorsi di fare un viaggio a Firenze con la mia famiglia. Sono arrivato da Treviso con due figli di dodici e quattordici anni e durante il viaggio spiegavo loro la bellezza degli Uffizi e del Giardino di Boboli, che avevo visitato quando durante il servizio militare proprio a Firenze. Potete ben capire quanta sia stata la sorpresa nel ritrovarmi il giorno del primo maggio musei e Boboli chiusi.

 

Non credo sia una cosa normale che accada tutto questo: a Firenze si arriva da tutto il mondo per vederne le bellezze e non è spiegabile che i musei debbano restare chiusi. Mi immagino che ci saranno delle spiegazioni più che legittime, ma mi domando come si può spiegare a un turista che arriva da lontano che le maggior attrazioni artistiche della città restino chiuse in un giorno di festa. Ho dovuto fare di necessità virtù e recarmi a Pisa dove invece era tutto aperto. Non abbiamo così sprecato un viaggio, per noi anche abbastanza lungo e costoso, ma è rimasta, soprattutto nei miei figli, la voglia di poter visitare gli Uffizi.
Maurizio Brusolin, Treviso



RISPONDE IL VICEDIRETTORE PIERO GHERARDESCHI

LA BELLA ITALIA, che vive e si alimenta di turismo, riesce a riservare anche sorprese di questo genere. Se a Firenze i musei restano chiusi in giornate strategiche come quella del primo maggio, significa che la voglia di farsi del male non ha uguali.

Come succede in questi casi il rimbalzo della responsabilità diventa pane quotidiano: resta tuttavia la consapevolezza che Firenze, unica nella Toscana dell’arte, è riuscita a tenere i musei chiusi e a costringere i molti turisti a cercare soluzioni alternative. Vivere e alimentarsi di turismo significa, come è facile immaginare, offrire ai visitatori della città alcune priorità fondamentali come pulizia, sicurezza, servizi adeguati e soprattutto la possibilità di fruire di quelle strutture artistiche che hanno reso Firenze unica nel mondo.

 









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LA FOTO DEL GIORNO

zubin metha al concerto di oslidarietà

La bacchetta di Metha
dirige la solidarietà

Il maestro Zubin Metha (nella foto), insieme alla tromba solista Andrea dell'Ira e ai 'Solisti Fiorentini', si esibirà lunedì 5 maggio alle ore 20,30 nella basilica di Santo Spirito. Il concerto, a favore della Fondazione Italiana leniterapia, prevede musiche di Haydn