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IL FATTO

Uccise un connazionale, 28enne catturato in Olanda

E' finito in carcere dopo alcuni mesi di indagini. Il 28enne albanese uccise a coltellate, insieme a due complici, un connazionale per l'apprezzamento pesante su una delle 'sue' prostitute sfruttate sulla piazza di Firenze
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Carabinieri Firenze, 3 maggio 2008 - L'autore di un cruento omicidio, un 28enne albanese, è finito in carcere dopo alcuni mesi di indagini. Il 28enne uccise a coltellate, insieme a due complici, un connazionale per l'apprezzamento pesante su una delle 'sue' prostitute sfruttate sulla piazza di Firenze. Ieri mattina i carabinieri, in collaborazione con la polizia olandese, lo hanno arrestato a Rotterdam (Olanda).

 

L'estate scorsa, nella serata del 6 agosto, lui e i complici colpirono ripetutamente con un coltello un connazionale, morto per dissanguamento. Nell'esecuzione due di loro lo tenevano, il terzo lo accoltellava all'addome ed in altre parti del corpo. L'ambiente in cui è maturato l'omicidio è quello dello sfruttamento della prostituzione da parte della malavita albanese. I carabinieri hanno identificato uno dei complici del 28enne e contano di catturarlo quanto prima.

 

L'albanese  28enne accusato con altri complici dell'omicidio di un connazionale è stato fermato a Rotterdam con un mandato di arresto europeo emesso dal gip presso il Tribunale di Firenze e verrà estradato in Italia nei prossimi tempi. Secondo gli investigatori, il 28enne  era rifugiato in Olanda da almeno cinque mesi e godeva della protezione della comunità di connazionali. Quando è stato arrestato si trovava in un appartamento dove abitava con connazionali.

 

Nel periodo di lontananza dall'Italia continuava a ricevere denaro, forse proveniente dall'attività di sfruttamento della prostituzione a Firenze. A lui i carabinieri sono risaliti attraverso le testimonianze raccolte nell'ambiente della malavita albanese - due albanesi avevano riconosciuto gli aggressori - e, successivamente, con intercettazioni telefoniche. Inoltre, un contributo importante alle indagini è stato dato da due precedenti arresti avvenuti nei mesi scorsi.

 

A settembre fu arrestato forse colui che materialmente aveva inferto le coltellate: a suo carico furono trovati gravi indizi di colpevolezza. A ottobre, poi, fu arrestato con l'accusa di favoreggiamento l'albanese che aveva assistito all'omicidio ma, pur conoscendo almeno due degli aggressori, si era rifiutato di dire i loro nomi ai carabinieri. La dinamica dell'aggressione è stata ricostruita anche in base alla testimonianza di alcuni giovani che si trovavano in un giardino vicino alla via dove la vittima venne uccisa e che, udendo gridare, pensarono ad una rissa tra extracomunitari.

 









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