L'assessore 'boccia' l'idea di Rutelli, che nel frattempo lo ha chiamato per chiedere consulenze. Firenze, secondo Cioni, ha un grave problema di sorveglianza del territorio durante la notte, che vede in servizio solamente 40 vigili urbani. Per questo ne sono stati richiesti 100 in più
Firenze, 23 aprile 2008- La sicurezza è sempre stato uno dei suoi cavalli di battaglia. Cavallo scomodo l’assessore Graziano Cioni sia nelle praterie della sinistra che in quelle del centrosinistra. Tanto che, spesso e volentieri, lo ‘sceriffo’ è stato messo alla gogna dai suoi stessi ex compagni. Ma dei braccialetti elettronici per le donne, per dare l’allarme in caso di violenze, pensati da Rutelli, o delle ronde proposte da Maroni, Cioni non vuole sentir parlare. "Datemi più vigili urbani, consentitemi di organizzare meglio i servizi sul territorio di giorno e di notte — si infervora — queste sono le soluzioni. Ci serve la piena collaborazione dei cittadini, quella che da tempo i nostri vigili hanno instaurato con la gente". E non riesce a evitare di aggiungere: "Sono contento che finalmente ora tutti parlino di sicurezza. Perché è ai primi posti nei bisogni dei cittadini". E, levandosi anche l’ultimo sassolino dalle scarpe, aggiunge: "Non mi vengano a dire che esiste una differenza fra il bisogno reale di sicurezza e la percezione di insicurezza. Non c’è alcuna differenza. In entrambi i casi servono atti concreti". Certo che la musica è proprio cambiata.
L’estate scorsa Cioni e il sindaco Domenici erano indicati come i fustigatori dei lavavetri. Poche settimane fa accusati perfino di perseguitare i mendicanti sdraiati sui marciapiedi. Invece ieri il vicepremier e candidato sindaco di Roma, Francesco Rutelli, ha telefonato proprio all’assessore sceriffo fiorentino per confrontarsi con lui prima del difficile esame televisivo su ‘Ballarò’. Perché Firenze sul tema non è davvero rimasta indietro, anche rischiando di mettere in difficoltà la maggioranza in Palazzo Vecchio. "Trovo singolare — commenta il sindaco Leonardo Domenici — che si torni a parlare di attualità del problema della sicurezza: per me e molti altri colleghi questo problema non è mai passato in secondo piano".
In ogni caso la ricetta fiorentina per la sicurezza, pur senza ronde e braccialetti, è comunque articolata. ''Da tempo — spiega Cioni — lavoriamo con almeno 650 ‘partner’, cittadini e operatori commerciali che danno preziose indicazioni ai vigili urbani. Poi ci sono almeno 120 anziani cui abbiamo assegnato il compito di guardare e segnalare il degrado nei giardini pubblici''. Già, perché il primo passo è proprio la lotta al degrado. A cominciare dalle ‘luci amiche’, quelle che si accendono nei chiassi e nei vicoli del centro al passaggio di qualcuno. Il responsabile di Città sicura, Roberto Rota, sciorina una ventina di istallazioni già funzionanti. ''Stiamo già rivedendo — spiega — tutto il sistema di illuminazione cittadino''. Tutto qui assessore Cioni? ''No. Abbiamo un serio problema di sorveglianza del territorio durante la notte — insiste — la mattina e il pomeriggio mettiamo in campo 200 vigili per turno, la notte ne abbiamo in servizio solo 40. Riusciamo spesso ad occuparci solo degli incidenti stradali. Ci servono più vigili urbani. Almeno altri cento''. Così da far passare il corpo dagli attuali 843 elementi ad almeno mille. Una richiesta che Cioni e il comandante dei vigili urbani Alessandro Bartolini fanno da tempo.
Certo, non è solo una questione di numeri. ''Quella da rivedere è la legge — dice Cioni — i vigili urbani hanno precisi limiti di intervento. Un esempio? Abbiamo installato cento telecamere per controllare alcune zone. Bene. Quindici, alle Cascine, le abbiamo dovute passare alla polizia di Stato, perché i vigili urbani possono tenere sotto controllo solo quelle puntate sul traffico o sui monumenti. Ecco perché dico che serve una legge più chiara''. Capitolo a parte, quello delle richieste di sicurezza che, ironia della sorte, gli stessi vigili urbani rivolgono al loro assessore. ''Hanno ragione — li difende Cioni — siamo già pronti ad ascoltarli''.
Paola Fichera
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