L'educazione alla parità tra i generi è tanto più efficace quanto più è precoce, e inizia fin dalla prima infanzia. Questo il principio alla base del convegno per gli insegnanti che si è tenuto alla biblioteca delle Oblate dal titolo ''Educazione alla cura e contrasto degli stereotipi. Inizio di una sperimentazione''
Firenze, 29 marzo 2008 - L'educazione alla parità tra i generi è tanto più efficace quanto più è precoce, e inizia fin dalla prima infanzia. Fondamentale, dunque, porsi il problema di una corretta educazione di genere anche con i più piccini e quindi formare adeguatamente insegnanti ed educatrici di asili nido e scuole d'infanzia.
Le sperimentazioni messe in atto in alcune scuole nel corso del progetto Equal 'Tempo - Territorio e
mainstreaming per le pari opportunità', condotto da Comune di Firenze e Comune di Prato, partner del
progetto, sono state presentate stamani a Firenze, alla Biblioteca delle Oblate, nel corso del convegno
''Educazione alla cura e contrasto degli stereotipi - Inizio di una sperimentazione''.
Dopo l'apertura dei lavori da parte dell'assessore all' istruzione e pari opportunità del Comune di Firenze
Daniela Lastri e la presentazione del percorso formativo da parte di Marina Piazza, sociologa dell'Istituto Gender
di Milano, sono intervenuti anche gli assessori alle pari opportunità Susanna Cenni e all'istruzione Gianfranco
Simoncini della Regione Toscana.
Cenni ha sottolineato quanto sia importante intervenire ad un livello preventivo di educazione all'equità di genere, cominciando da subito a 'dialogare' con i bambini, per impedire e contrastare fin dall'inizio tutti quegli stereotipi che irrigidiscono la mobilità e la versatilità delle costruzioni individuali dell'identità. Per questo, in tema di pari opportunità, la priorità va data all'azione educativa da condurre nelle scuole. A questo proposito, l'assessore ha ricordato il documentario-inchiesta ''Tempi di lavoro, tempi di vita: la conciliazione difficile'', realizzato dall'assessorato alla fine dello scorso anno, che, rivolto prevalentemente ai giovani, verrà distribuito in scuole medie e superiori, e Università.
Da parte sua Simoncini ha sottolineato che la Regione sta lavorando in più direzioni per ampliare le opportunità per le donne, sia sul fronte dell'occupazione, contrastando la precarietà del lavoro, favorendo la stabilizzazione e l'autoimpiego, sia su quello della possibilità di conciliare vita privata e vita professionale, cura della famiglia e qualità dell'occupazione. Se il lavoro delle donne è cresciuto in maniera esponenziale negli ultimi anni, ancora restano zone d'ombra sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.
L'impegno dunque è quello di lavorare, a partire dalle scuole, per abbattere gli stereotipi di genere e far entrare sempre più le donne nei posti solitamente riservati agli uomini. Fra le iniziative che la Regione ha messo in campo ci sono, ad esempio, incentivi per le studentesse che si iscrivono a facoltà scientifiche, i voucher per la formazione, quelli per i servizi alla prima infanzia. Per queste iniziative possiamo contare sui finanziamenti del nuovo Fondo sociale europeo: forti dei risultati del precedente periodo di programmazione in cui sono state le donne il 51% dei soggetti interessati, nella nuova programmazione 2007-2013 non si prevede più un asse specifico dedicato alle donne, ma si utilizza l'intervento di genere in maniera trasversale, su tutti gli assi in cui si articola il piano. Ciò ci consentirà di lavorare in maniera più mirata e flessibile, secondo le diverse realtà.
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