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FIORENTINA

Tesoro Pazzini, ora vale doppio

La squadra di Prandelli ha ancora otto partite per arrivare fra le prime quattro e molte decisioni importanti da prendere. Una di queste riguarda Pazzini, il dopo Toni che può diventare il punto di riferimento per i prossimi anni, oppure venire sacrificato per far posto a un altro centravanti

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Giampaolo Pazzini Firenze, 25 marzo 2008 - La Fiorentina ha ancora otto partite per arrivare fra le prime quattro, una contabilità in classifica da aggiornare ogni domenica senza farsi prendere dall’angoscia e molte decisioni importanti da prendere. Una di queste riguarda il centravanti. In questo mese e mezzo così frenetico - c’è anche la coppa Uefa, che non è il torneo dei bar - la Fiorentina dovrà farsi un’idea precisa e definitiva sul conto di Giampaolo Pazzini, attaccante giovane ma non adolescente, il dopo Toni che può diventare il punto di riferimento per i prossimi anni, oppure venire sacrificato per far posto a un altro centravanti. Sarà una scelta comunque forte. I nomi circolati nei mesi scorsi, da Amauri a Gilardino, fanno capire bene quale sia il modello del possibile sostituto.

 

È un ragionamento prematuro, perché la Fiorentina giura di aver fiducia in Pazzini ed è probabilmente sincera. I progressi più recenti dell’attaccante fanno ben sperare, il periodo di impalpabilità sembra superato e paradossalmente proprio dopo l’errore più grave (il gol sbagliato contro il Siena) Pazzini sembra aver trovato la forza per l’ultimo salto di qualità, o il penultimo. E chi vuol bene a Giampaolo - sono in molti dentro la Fiorentina - ricorda due episodi per documentare la nuova maturità del giocatore: il coraggio di prendersi tutte le responsabilità dopo il kappaò di Siena e la decisione di battere per primo il rigore contro l’Everton, nella soffertissima partita giocata a Liverpool.

 

Per difendersi dall’irraggiungibilità maestosa di Toni, Pazzini ha esasperato il lato 'freddo' del suo carattere. Si è costruito un’impermeabilità per difendersi da tutti i giudizi. Ha provato a parlare solo in campo, a volte con pochissima voce. Ma il periodo di afonia calcistica ha lasciato il posto a un’evoluzione finalmente incoraggiante, e comunque ci sono i numeri che testimoniano lo spessore di un campionato non luccicante, ma nemmeno in penombra. "E se avessi capito prima dove stavo sbagliando - ha detto Pazzini dopo Fiorentina-Lazio - avrei risolto più in fretta miei problemi".

 

Pazzini ha molti estimatori anche lontano da Firenze. Uno di questi e Luciano Spalletti, che apprezza l’eleganza stilistica del giocatore e il suo modo di giocare per la squadra. E, proprio come Prandelli, è convinto che molte potenzialità siano ancora inespresse. La Roma si è fatta avanti ad agosto, quando la Fiorentina era in ritiro a Castelrotto, chiedendo la comproprietà del giocatore; offerta rifiutata, la scelta viola era stata fatta e Corvino decise di puntare su Vieri come bomber di scorta, offrendogli anche la possibilità di scavalcare le gerarchie, casomai ne avesse avuto la forza. Ma la stima di Spalletti resta e la Roma ha tanti ottimi giocatori da proporre, eventualmente, in caso di scambio.

 

Per Pazzini si era fatto avanti anche il Torino, ipotesi non presa in considerazione dall’attaccante e dalla società viola durante il calciomercato di gennaio; l’interesse dei granata si spostò su Osvaldo, non trasferibile per motivi di regolamento (è già stato tesserato per due società, Atalanta e Lecce, in questa stagione). Ma uno degli obiettivi del mercato viola è Rosina e con tutta probabilità i due club torneranno a parlarsi nelle prossime settimane per trovare una possibile intesa. La controfferta viola dovrà essere molto convincente, anche se in questo caso difficilmente potrà essere coinvolto Pazzini.

 

Il Milan, attraverso Carlo Ancelotti e Galliani, ha sempre apprezzato pubblicamente le qualità dell’attaccante viola; dalla parole ai fatti (e a un possibile scambio con Gilardino) il passo è ancora lunghissimo. Ma anche questa è un’ipotesi da non escludere, perché Fiorentina e Milan devono ancora prendere molte decisioni. Per i viola saranno decisive le ultime otto giornate di campionato, quando Pazzini avrà la possibilità di giocare con frequena superiore rispetto al passato. La concorrenza di Vieri è mano forte e sul conto di Cacìa Prandelli sembra voler prendere ancora tempo. E con questo modulo la Fiorentina non può prescindere dalla presenza di un attaccante centrale che faccia da riferimento: il primo tempo di Napoli - quello con Mutu e Osvaldo in attacco - è stato la dimostrazione che la Fiorentina non può fare a meno di un centravanti. E anche in futuro sarà così. La prossima sfida di Pazzini è quella di meritarsi, dopo un anno di 'prova', la conferma al posto di Toni.

Angelo Giorgetti

 









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