Firenze, 5 febbraio 2008 - Nella sala dei trofei c’è una luce argento-coppa, una memoria metallizzata trasparente e forte. Qui è bello parlare del futuro. Andrea Della Valle (nella foto insieme al direttore Francesco Carrassi) attraversa molti argomenti rispondendo a 'La Nazione', che ha avuto la possibilità di incontrarlo alla presenza del direttore, Francesco Carrassi. La cittadella viola, gli obiettivi immediati, il tetto ingaggi, il futuro di Frey e Mutu, le richieste per Montolivo e Pazzini, la moviola in campo, il fair play: Andrea Della Valle ha risposto a tutte le domande accanto alla coppa del primo scudetto, la più antica e sentimentalmente cara. La storia un giorno forse si ripeterà.
A che punto è l’idea della Casa Viola? E in cosa consisterà concretamente?
"Siamo quasi pronti, ma vogliamo partire bene e studiare i dettagli. Per definire il progetto ci vorrà ancora un mese, o forse due. Sarà un intervento molto sociale, importante per la città".
In quale area?
"Deve essere ancora identificata, ci sono alcune opzioni e le stiamo valutando. Abbiamo intenzione di coinvolgere Fondazioni e istituzioni, un intervento strutturale che farà ruotare tutto intorno alla Firenze calcistica".
Come si può definire questo intervento?
"Abbiamo in mente una cittadella dello sport. Questa è la definizione più vicina. In una seconda fase, dopo avere avviato il progetto, può intervenire l’idea di costruire un nuovo stadio".
I Della Valle vogliono coinvolgere altri imprenditori nella gestione della Fiorentina?
"La nostra è una famiglia che ha tante idee, cercheremo di allargare il numero delle persone coinvolte nel progetto strutturale in città, ma sulle modalità saremo più precisi in seguito".
Quali sono gli obiettivi immediati della società?
"Vorrei parlare prima degli ultimi tre anni, quelli della ’nuova gestione’ all’interno della nostra esperienza viola, che dura da sei anni".
Prego.
"Abbiamo fatto più di 180 punti, negli ultimi tredici mesi abbiamo perso pochissime partite... I punti di riferimento importanti, quelli che ci invidiano tutti gli altri, sono il direttore sportivo Corvino e l’allenatore Prandelli. Ci tengo a sottolinearlo, perché la città deve essere più serena".
A chi si riferisce?
"Qui c’è una famiglia che sta dando tanto. Lo so che qualcuno vorrebbe di più, ma per i nostri equilibri il rapporto economico fra gli incassi televisivi e quello che stiamo facendo è giusto. Sono sincero, da parte nostra c’è dell’amarezza... Spesso le polemiche nascono dal nulla, ma dopo tre anni di risposte sul campo c’è una piccola parte che si diverte e innervosisce uno dei più grandi direttori sportivi d’Europa. E sottolineo questo concetto: Corvino è uno dei più grandi dirigenti d’Europa e insieme al nostro allenatore forma un connubio perfetto. Non riesco a capire chi abbia interesse a creare problemi a Firenze".
Il mercato di gennaio non ha convinto tutti.
"Corvino è bravissimo, la nostra famiglia sa di avere un tesoro. E’ anche un diritto rivendere in corso d’opera, poi quei soldi si possono reinvestire per operazioni diverse. Abbiamo imparato una cosa: non si possono avere doppie squadre, con alternative specifiche in tutti i ruoli".
Corvino ha parlato spesso del tetto ingaggi.
"L’equilibrio economico è importante. E poi, a proposito di tetto ingaggi, noi siamo la quarta società come stipendi, guardate che le nostre cifre sono di tutto rispetto. Certo, dobbiamo sempre pensare al fatturato complessivo, un equilibrio ci deve essere. Al nostro livello dovrebbero essere Palermo, Napoli, Torino, e guardate dove sono in classifica...".
Il limite del 60 per cento del fatturato per gli stipendi sarà confermato anche in futuro?
"Questa è la scelta, anche se in tutte le cose ci vuole elasticità. E anche intelligenza. Di fronte a una buona opportunità o a un ragazzo che ci interessa davvero ci sarà un confronto serio e motivato. In ogni caso sarà sempre il direttore a decidere, lui è molto bravo a gestire gli equilibri all’interno del monte ingaggi. Il limite del 60 per cento potrà diventare anche 61 o 62... Questo per far capire che la flessibilità fa parte del nostro modo di lavorare. Sempre nel rispetto degli equilibri, però".
A proposito di equilibri: Frey e Mutu sono richiestissimi.
"Non ci saranno problemi e se ci fossero li risolveremo insieme. Ci siederemo insieme a giugno, com’è giusto che sia. Sono molto ottimista".
Avete avuto richieste anche per Pazzini e Montolivo?
"Li vogliono in tanti, ma questo è logico. E’ un dato di fatto che ci premia, noi abbiamo il coraggio di lanciare i giovani, altri magari no. Ma state sicuri che li difenderemo con le unghie, sono un nostro patrimonio".
Ci sono state tante polemiche sui rigori: la moviola in campo può essere utile?
"Sono favorevole, ma il problema delicato è il tempo della decisione. Bisogna pensare bene a quello che succede quando il gioco è fermo".
La Fiorentina ha portato una novità con il terzo tempo...
"Siamo orgogliosi di averlo proposto per primi. Le buone idee vengono sempre seguite. E crediamo che quella del fair play sia stata una buona idea".
Angelo Giorgetti
La Fattoria dei Ragazzi, in collaborazione con l'Azienda sanitaria, organizza un corso gratuito di micologia aperto a tutti, per conoscere meglio i funghi e imparare a rispettarli. L'iniziativa si articola in tre incontri, in programma il 18 e 25 febbraio e il 5 marzo