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CERAMICA SCOPERTE IN MOSTRA

I fiori ad uso d’Empoli così copiati da Ginori

LE TECNICHE dell’archeologia prestate alla... maiolica. Così, dal cuore della terra, in quel prezioso fazzoletto che sorgeva subito a ridosso delle mura di Empoli, detto piazza del Pratello...
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2008-05-17
LE TECNICHE dell’archeologia prestate alla... maiolica. Così, dal cuore della terra, in quel prezioso fazzoletto che sorgeva subito a ridosso delle mura di Empoli, detto piazza del Pratello (oggi fra il parcheggio e la Banca di Cambiano), sono emersi gli stupendi mosaici della villa romana ancora tutta da scavare, e, recentemente, i piatti prodotti dalla Manifattura Levantino alla fine del Settecento. Una serie impressionante di «biscotti» (piatti cotti prima della tinteggiatura e del trattamento a maiolica) attraverso i quali è stato possibile rivendicare decine e decine di pezzi anche pregiati, come prodotti di quella straordinaria azienda che il savonese Domenico Lorenzo Levantino aprì nella nostra città, nella cui area fu attratto dall’amore per la moglie samminiatese. La comparazione fra i «biscotti» e i prodotti finiti non lascia dubbi sull’attribuzione empolese di stupendi vassoi, teiere, piatti, e perfino set da scrittoio, acquasantiere, manici per bastoni. Decorati in stile floreale francese oppure «ad uso d’Empoli», con fiorellini più stilizzati ed economici. Disegni — come è stato ora possibile dimostrare — copiati quando Levantino cessò la produzione nel 1812, dalla prestigiosa manifattura Ginori di Doccia.
QUEI REPERTI sono stati recuperati grazie al paziente lavoro dell’Associazione archeologica volontariato Medio Valdarno presieduta da Leonardo Giovanni Terreni, sotto la guida di Lorella Alderighi, funzionario di zona della Soprintendenza. Sotto la guida esperta di Gabriele Bolognesi, le mani abili di Giulia Bartolini, Elisabetta Corbani, Keti Fantacci, Leslie Lucchesi, Sara Margheri, Giulia Semprepiovi e Letizia Taviani li hanno restaurati. E sotto la illuminata direzione di Anna Moore Valeri sono ora i protagonisti di una mini - mostra allestita in due sale a piano terra di Palazzo Ghibellino in piazza dei Leoni.

IL COMUNE ha stanziato 20mila euro per rendere possibile questa mostra, destinata al Museo permanente quando si metterà mano agli ex Bagni pubblici. Intanto gli empolesi ed i turisti potranno godere di queste piccole grandi meraviglie per un mese, ed il venerdì i volontari dell’Associazione archeologica saranno a disposizione per visite guidate. La mostra è di per sé di facile ed avvincente lettura, corredata da divertenti listini prezzi e tavole esplicative. In mostra poi, è imperdibile il catalogo edito da dell’Acero, con la documentazione degli scavi, dei reperti e dei restauri.
Alberto Andreotti
 









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