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Undici persone rinviate a giudizio

Contrabbando di auto d’epoca

di GIGI PAOLI
C ONTRABBANDO aggravato e falso nelle bollette d’importazione. Queste le pesanti imputazioni per le quali undici persone sono state ieri rinviate a giudizio dal giudice per l...
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2380.jpg 2008-05-09
di GIGI PAOLI
C ONTRABBANDO aggravato e falso nelle bollette d’importazione. Queste le pesanti imputazioni per le quali undici persone sono state ieri rinviate a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare Anna Favi, che ha contestualmente fissato l’inizio del processo per il 7 ottobre prossimo davanti al giudice monocratico Barillaro della sezione distaccata di Empoli (sede di una delle società sotto accusa) del tribunale di Firenze.
Oggetto del procedimento in questione è una serie di compravendite di auto d’epoca e da corsa lungo l’asse Italia-Stati Uniti. Nei guai sono finiti nove acquirenti delle auto, fra i quali imprenditori più volte partecipanti a gare come la Mille Miglia: Paola Panichi, Giuliano Bensi, Giampaolo Bonechi, Maurizio Barbieri, Massimiliano Bontempi, Gian Paolo Tobia Cavagna, Emilio Comelli, Paolo Biagi e Corrado Lo Presto, difesi dagli avvocati Maria Acquino, Alessandro Traversi, Sara Gennai, Patrizia Zanetti, Renzo Nardin, Luigi Ferrajoli, Giuseppe Taddeucci Sassolini e Niccolò Ghedini. Assieme a loro sono stati rinviati a giudizio Giancarlo Provvedi, legale rappresentante della «Amerital Trasporti» di Empoli, la casa di spedizione delle macchine, assistito dagli avvocati Giovanni Flora e Antonio Rovini, e il mediatore Alessandro Bruni, difeso dagli avvocati Traversi e Gennai, che teneva i contatti con il venditore oltreoceano e che, assieme, collaboravano nella logistica e nelle modalità di sdoganamento.
Secondo l’accusa sostenuta dal pubblico ministero Luca Turco, che ha coordinato le indagini condotte dalla Guardia di Finanza, gli imputati avrebbero attestato falsamente nelle dichiarazioni doganali prezzi d’acquisto delle auto notevolmente inferiori a quelli reali.
Tra il valore dichiarato (circa 102mila dollari) e quello accertato dagli inquirenti (743mila dollari) ci sarebbe infatti una differenza di ben 641mila dollari per un totale di circa undici macchine.
Fra queste ci sono degli autentici gioielli fra cui una Osca Zagato 750 (valore accertato 220mila dollari, dichiarato venticinquemila), un’Alfa Romeo 2500 SS (valore 110mila dollari, dichiarato 10mila) e una Lancia Aurelia B24S (valore 72mila dollari, dichiarato 10mila circa).
Il pool di avvocati difensori ha ribadito ieri la richiesta di non luogo a procedere e, per chiarire la situazione, il gup Favi ha ascoltato il capo dell’ufficio della Dogana, che ha sostanzialmente ribadito l’ipotesi accusatoria del pm Turco.
Così, dopo una breve camera di consiglio, il giudice per l’udienza preliminare Anna Favi ha disposto il rinvio a giudizio degli undici imputati per entrambi i capi d’imputazione: contrabbando aggravato e falso nelle bollette d’importazione.
 









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