Viaggio in tre tappe dei rifiuti tossici, con fermata anche in Valdichiana. Questa la notizia diramata a seguito dell’indagine dei carabinieri del nucleo tutela ambiente di Roma. "Una ramificata catena delinquenziale, una filiera che porta i rifiuti tossici dal Nord al Sud
Valdichiana (Arezzo), 6 giugno 2008 - Viaggio in tre tappe dei rifiuti tossici, con fermata anche in Valdichiana. Questa la notizia diramata a seguito dell’indagine dei carabinieri del nucleo tutela ambiente di Roma. "Una ramificata catena delinquenziale, una filiera che porta i rifiuti tossici dal Nord al Sud. Negli ultimi anni - racconta il tenente colonnello Antonio Menga, comandante della task force ambientale - si hanno esempi di filiere all’opera".
Lo stesso colonnello dell’Arma prende come esempio l’operazione Re Mida, coordinata da due magistrati napoletani, che è andata avanti per alcuni anni e ha dato il via poi a diverse sottoinchieste, "che hanno fatto scoprire un vero e proprio traffico di fanghi industriali che dalla Lombardia, passando dalla Valdichiana, andava fino alle province di Napoli e Caserta". Il colonnello dei carabinieri racconta che "Tir carichi di fanghi e di altri rifiuti industriali viaggiavano lungo l’autostrada del Sole. Gli autisti avevano le autorizzazioni, ma sapevano bene di partecipare a una grande truffa. Prima tappa, in Valdichiana aretina in un impianto autorizzato per il primo trattamento dei fanghi. I Tir entravano, parcheggiavano e ne uscivano un’ora dopo, senza svuotare il carico, ma con nuovi documenti di accompagnamento fasulli, che certificavano come i fanghi erano stati resi inerti, ma con il trattamento solo sulla carta. Poi la corsa nel Lazio, dove cambiava la bolla, con i rifiuti diventati compost, cioè terriccio fertilizzante, pronti per essere trasportati all’ultima tappa, in Campania".
Nell’ambito dell’inchiesta richiamata dal colonnello i carabinieri di Cortona arrestarono il titolare di un impianto di compostaggio e raccolta di rifiuti speciali pericolosi nel territorio del comune di Marciano; in provincia di Arezzo. L’azienda operava da anni in Valdichiana con regolare permesso. L’uomo risiede in un centro della Valdichiana senese. Secondo i carabinieri l’imprenditore avrebbe fatto parte di una vasta organizzazione a livello nazionale; un giro miliardario; che raccoglieva e smaltiva rifiuti speciali tossici pericolosi.
Giancarlo Sbardellati
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