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INCHIESTA EUTELIA

Un anno di telefoni sotto controllo
Intercettati amministratori e dirigenti

Un anno di intercettazioni telefoniche: dirigenti e amministratori della quarta azienda nazionale della telefonia fissa avevano i telefoni, il loro business, sotto controllo. La più colposa delle prove che l'accusa cala sul tavolo dell'inchiesta Eutelia

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blitz, eutelia Arezzo, 6 giugno 2008 - I controllori controllati. Fuor di metafora, dirigenti e amministratori della quarta azienda nazionale della telefonia fissa che avevano proprio i telefoni, il loro business, sotto controllo, come un pinco pallino qualsiasi, come uno che l’apparecchio lo usa solo per parlare con amici e parenti. Un anno di intercettazioni telefoniche, per la precisione: la più corposa delle prove che l’accusa cala sul tavolo dell’inchiesta Eutelia, un clamoroso blitz che non finisce mai di riservare sorprese, una più significativa dell’altra, come fuochi d’artificio a ripetizione.

 

Non si era ancora spenta l’eco delle indiscrezioni di ieri (i nomi di tutti gli indagati che hanno fatto ricorso al tribunale del riesame e l’arrivo nel collegio difensivo di Ennio Amodio, già avvocato di Berlusconi) che ecco filtrare nuovi particolari sulle indagini condotte dal Pm Roberto Rossi e dalla Guardia di Finanza. Inevitabile, del resto, nel momento in cui il ricorso presentato dai legali di Eutelia ha obbligato la procura a depositare gli atti d’inchiesta. Lì, appunto, nel faldone dei fascicoli che anche gli avvocati del gruppo hanno ritirato e stanno studiando, c’è la conferma dei telefoni 'spiati' per un anno, dalla primavera del 2007 fino a qualche giorno prima del blitz del 21 maggio, quello nel corso del quale sono state contestate le accuse di associazione a delinquere, frode fiscale e falso in bilancio (non tutti devono rispondere di tutti e tre i reati) a cinque membri della famiglia Landi e due dirigenti di società che ruotano nella galassia del gruppo di via Calamandrei. Gli avvisi di garanzia hanno raggiunto Samuele Landi, uomo forte dell’azienda, il fratello più grande Raimondo, vicepresidente, il cugino Alessandro, figlio del presidente Angelo, Sauro ed Eva, figli di Raimondo. Indagati con loro Pasquale Pallini e Daniele Bonarini.

 

Durante il blitz sono state perquisite alcune abitazioni private dei Landi, la sede centrale della società e quelle di Roma e Milano nonchè i velivoli della flotta sociale agli aeroporti di Arezzo e Perugia. Sequestro, su decreto del Pm, anche per un milione e centomila euro congelato nei conti correnti di Eutelia, a garanzia di una parte della frode fiscale contestata. Finora non si sapeva su quali fonti di prova si fosse basata l’inchiesta.

 


Adesso emerge che gli indizi più pesanti sarebbero stati forniti proprio dalle intercettazioni telefoniche, che fonti vicine agli inquirenti definiscono assai importanti. Sarà uno degli elementi principali su cui dovranno pronunciarsi i giudici del riesame, chiamati a decidere sulla legittimità dei decreti di sequestro e perquisizione. L’udienza è ormai imminente (il codice prevede dieci giorni di tempo): sarà l’occasione per il debutto di Ennio Amodio, uno dei grandi avvocati milanesi, specializzato in reati economici come quelli che vengono contestati in questa inchiesta. Al suo fianco resta Alessandra Cacioli, legale storica di Eutelia.

Salvatore Mannino

 









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