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IN UN AMBULATORIO DI SANSEPOLCRO

Violenza sessuale su una paziente
Medico condannato a tre anni

Condannato a 3 anni e 6 mesi di reclusione il medico di origine iraniana accusato di violenza sessuale nei confronti di una 25enne. La giovane si era recata nell'ambulatorio di Sansepolcro per una semplice prescrizione, ma la visita si trasformò in un autentico palpeggiamento accompagnato da atti osceni

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Tribunale di Arezzo Arezzo, 15 maggio 2008 - Sostituiva un collega fuori Sansepolcro per un breve periodo. In ambulatorio ci andava lui: quarantadue anni, iraniano, medico da molto tempo in Italia dove esercita tutt’ora la professione. E proprio in quell’ambulatorio, correva l’anno 2002, il medico uscì fuori di testa, colto da un incontrollabile attacco di libidine che lo portò a mettere le mani dove non doveva. E’ stato stangato questo professionista troppo esuberante: tre anni e sei mesi di reclusione. Appena sei mesi meno di quanto aveva richiesto il pubblico ministero, dottor Giuseppe Ledda, come giusta pena per un comportamento che non si può nemmeno definire.

 

Il reato per il quale l’iraniano doveva rispondere era violenza sessuale nei confronti di una giovane donna che si era presentata in studio semplicemente per richiedere una prescrizione. Il dottore, secondo quanto la ragazza (di venticinque anni) riferì nella denuncia per poi confermare il tutto in aula, aveva detto che un’osservazione superficiale non bastava. Ci voleva una visita. Più accurata, più approfondita. E visita fu.
 

 

Il medico iniziò in modo lieve, con tocco professionale. Poi i palpeggiamenti si fecero più intensi, specialmente nella zona del seno. Nel frattempo, come la giovane raccontò agli inquirenti, il dottore aveva cominciato a toccarsi le sue parti intime, non dissumulando più le intenzioni che lo animavano, ormai pervaso da un istinto incontrollabile. Insomma, una violenza sessuale vera e propria. La paziente, sconvolta per quanto era accaduto nello studio medico, non ci pensò due volte a sporgere denuncia. Ai carabinieri spiegò per filo e per segno quel che gli era accaduto, il caso approdò in procura e l’iter giudiziario iniziò il suo corso.

 

Nell’aula del tribunale il primo verdetto. Il pm Ledda ha chiesto quattro anni di reclusione per l’imputato, difeso dall’avvocato Alessandro Liberatori che aveva chiesto, in subordine, l’ipotesi di minore gravità dei fatti. Ma non c’è stato nulla da fare. La mano della giustizia (presidente Denaro) è stata pesante: tre anni e sei mesi di reclusione, con la concessione delle attenuanti generiche, per il quarantenne medico iraniano che finirebbe in carcere qualora la sentenza passasse in giudicato. L’avvocato Liberatori ha fatto conoscere la sua intenzione di presentare immediato ricorso in appello. Il dottore non era in aula al momento del verdetto. Non lavora più in provincia di Arezzo, attualmente si trova a Roma.

Salvatore Mannino e Sergio Rossi










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