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IL MERCATINO

Il super Calcit vola verso il record
Boom di banchi e di folla

Ci sono le mele di Pippo, come alla Madonna del Conforto. Ci sono i pezzi di antiquariato, come alla Fiera. Ma il Calcit è sempre il Calcit. Una creatura strana, un’invenzione tutta aretina, che nel giorno dei 30 anni piazza una delle sue edizioni più riuscite

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Arezzo, Calcit Arezzo, 12 maggio 2008 - Ci sono le mele di Pippo, come alla Madonna del Conforto. Ci sono i pezzi di antiquariato, come alla Fiera. Ma il Calcit è sempre il Calcit. Una creatura strana, un’invenzione tutta aretina, che nel giorno dei 30 anni piazza una delle sue edizioni più riuscite.

 

Vola verso il record di incasso, anche se i risultati li avremo solo domani. Segna di certo il record dei banchi, oltre 500, e quello di pubblico. Una folla incredibile che dalla mattina comincia a sciamare per via Spinello. Preceduta, ci dicono, dai rigattieri di mezza Italia, che capitano qui a fare incetta di oggetti utili.

 

Ma i numeri per un giorno stanno stretti al mercatino. Perché più dei numeri contano le storie. Su tutte quella di Vincenzo Giacobbe, questore di mestiere. Forse qualcuno lo ricorderà per qualche imbarazzo nella giornata tragica di Battifolle. Noi lo ricorderemo per il coraggio con il quale, lui che ha combattuto il tumore, si è messo lì, nello stand della polizia, a raccontare la sua storia.

 

Poco distante c’è il sindaco Fanfani: si piazza dietro lo stand del Comune e vende perfino due biciclette sue, una Battaglin e una Holland. E promette l’anno prossimo di procurarne tante più. Fai altri dieci passi ed ecco l’arbitro Paolo Bertini. E’ sospeso dal calcio ma non dal Calcit: e forse nel cambio ci guadagna, e lo vedi vendere insieme ai suoi colleghi maglie, gagliardetti, palloni e quant’altro.

 

E’ il popolo del Mercatino. Vip ma sopratutto un oceano di bambini. Il Calcit taglia il traguardo della terza generazione. Perché ormai parecchi genitori sono nonni, ma sotto il sole non perdono una battuta. Lì, in  'via Gianfranco Barulli': la ribattezzano così, almeno per un giorno, piazzando i cartelli proprio ai crocicchi della strada. Anticipando un omaggio che prima o poi la città dovrà dare davvero allo straordinario inventore di questo miracolo aretino.

 

E i bambini si inventano davvero di tutto. Uno, Federico, si trasforma in juke-box naturale. "Scegliete il pezzo e fate un’offerta": i pezzi li suona lui alla chitarra, basta scegliere. E li suona bene. "Mi ha insegnato tutto Serena»: la maestra non c’è ma di certo ne sarebbe orgogliosa. Panificatori e macellati sfornano, i cinghialai prendono il pubblico per la gola. E tutto va a ruba. Le scarpe, ad esempio, 'orma' di un’annata di crisi. Ma anche libri e dvd. "Due euro? Ma non potremmo fare uno?".

 

E' l’altro volto del Calcit, il più malinconico. La gente contratta su tutto, come fosse al mercato invece che al mercatino. Tira sul prezzo, perfino sui 50 centesimi. E qualcuno tira fuori di peggio: un ladro colpisce nel banco del peltro, passa, chiede tre volte, poi il 'prezzo' se lo fa da sé, quando nessuno lo nota. Ma tant’è: questo è il mondo. E la vita, sotto il sole del Calcit, è bella comunque; è bella, in via Barulli, anche se i film di Benigni in vendita non stessero lì a ricordaterlo.

 

L’ultimo banco si appoggia alla saracinesca chiusa del Grace. Al confine tra le due città c’è solo una catena: e nell’euforia qualcuno, sotto il sole del Calcit, riuscirebbe perfino a venderla.

Alberto Pierini

 









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LA FOTO DEL GIORNO

ceoce restaurata

Restaurata la Croce Santa

Si è aperta al pubblico la mostra 'Oro e legno. La devozione nell’arte medievale castiglionese. Il restauro della Croce Santa e della statua lignea di San Michele'. L’esposizione, visitabile fino al 31 maggio, presenta due importanti opere: la Croce Santa (nella foto), un prezioso reliquiario del XIII secolo ed una Statua lignea del XIV secolo raffigurante San Michele Arcangelo