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IL CASO 'GRACE'

Inchiesta allo sprint finale
Chiusura entro un mese

L’inchiesta del Pm Roberto Rossi è ormai in dirittura d’arrivo. Ancora un mese e il pubblico ministero dovrebbe essere in grado di formalizzare l’avviso di chiusura delle indagini che prelude alle richieste di rinvio a giudizio

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grace seconda perquisizione Arezzo, 11 maggio 2008 -  Le notti bianche del 'Grace' finiranno presto sul tavolo del Gip, che certo è assai diverso dalla scrivania sulla quale si sono chinati a sniffare coca decine e decine di giovani e meno giovani. Alcuni si limitavano ad aspirare, e se la sono cavata con la segnalazione al prefetto, altri, invece consumavano per sè e passavano il resto agli amici. A scambio merci (una cena, un’altra sniffata, un favore) o per soldi. Sono loro appunto i protagonisti dell’inchiesta del Pm Roberto Rossi (ma sul campo ha lavorato la Guardia di Finanza) che è ormai in dirittura d’arrivo. Ancora un mese e il pubblico ministero dovrebbe essere in grado di formalizzare l’avviso di chiusura delle indagini che prelude alle richieste di rinvio a giudizio.

 

Nessuno di quelli che sono stati arrestati nel blitz della notte fra il 12 e il 13 aprile, si salverà probabilmente dalla tagliola dell’udienza preliminare nell’aula del Gip, fatta eccezione (quasi di sicuro) per Roberto Stopponi, le cui manette non furono convalidate dal giudice delle indagini preliminari Paolo Barlucchi, lo stesso che nei giorni scorsi ha invece respinto l’istanza di arresti domiciliari presentata dagli avvocati Guido Dieci e Antonio Bonacci in favore di Gianluca Ricci, Moreno Corsi e Sandro Fracassi, gli unici tre che a quasi un mese di distanza sono ancora in carcere.

 

Nelle motivazioni, Barlucchi dice del pierre e direttore artistico della discoteca, di uno dei buttafuori del locale di via Madonna del Prato e del terzo, che invece era un semplice cliente, che non hanno fornito una collaborazione capace di fornire nuovi elementi all’inchiesta e che quindi non sono venuti meno gli elementi che stavano alla base della richiesta di custodia cautelare del Pm, il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove. In sostanza, i tre giovani hanno ammesso di aver ceduto cocaina ad altre persone, si sono dichiarati pentiti del loro comportamento, ma non hanno chiamato in causa nessun altro. Più o meno lo stesso atteggiamento mantenuto durante gli ultimi interrogatori di giovedì e venerdì da due altri protagonisti del clamoroso scandalo, Filippo Bonaccini e Christian Bruschi.

 

Si va dunque sfumando la posizione di Giancarlo Alessandrelli, ex portiere della Juve e titolare del 'Grace', indagato anche lui per spaccio. Nessuno degli arrestati lo ha chiamato in causa in prima persona. Resta invece sotto la lente di ingrandimento il poliziotto che ha ricevuto un avviso di garanzia per favoreggiamento. Ma solo nelle prossime settimane il Pm Rossi deciderà se ci sono gli elementi per chiedere anche a suo carico il rinvio a giudizio. 

Salvatore Mannino

 









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