Pullman di tifosi romanisti assaltato da supporter napoletani nell'area di sosta di Montepulciano. Spranghe e catene poi un inseguimento folle lungo l'Autosole. La polizia stradale e gli agenti della questura di Siena, Arezzo e Firenze hanno arrestato 17 aggressori. Le accuse sono di associazione a delinquere
Arezzo, 5 maggio 2008 - E’ stata un’altra mattinata da western con l’Autosole e un’area di servizio trasformate nella solita terra di nessuno in cui scorrazzano, senza freni e senza vergogna, gli ultras del calcio, i nuovi barbari. Se non c’è scappato il morto in stile Gabriele Sandri o Matteo Bagnaresi, le ultime vittime del vento di follia del tifo, è stato solo per caso, non certo per merito di chi ha organizzato questo nuovo agguato. Napoletani contro romanisti, auto e pulmini contro un pulman, centocinquanta partenopei contro una cinquantina di giallorossi rintanati dentro un autobus, con la paura addosso. Sembrava quasi Ombre rosse: gli ultras del Ciuccio come gli indiani, i tifosi della Roma nella parte degli assediati dentro la diligenza. Il ruolo del 'buono' John Wayne è toccato alla polizia stradale e agli agenti della questure di Siena, Arezzo e Firenze, che alla fine hanno arrestato 17 degli aggressori. Per loro le accuse sono gravissime, addirittura associazione a delinquere.
Comincia tutto con un mucchio selvaggio all’area di servizio di Montepulciano nord. Sono le sette di mattina quando si ferma un pulmann di tifosi romanisti diretti a Genova, dove i giallorossi giocano con la Sampdoria. L’intenzione è quella di fare colazione, ma la comitiva non fa neppure in tempo a scendere. Perchè la solita casualità da autogrill vuole che in quel momento ci siano nel piazzale decine e decine di ultras del Napoli in viaggio per Torino. Trasferta teoricamente proibita, tanto che i biglietti non potevano essere venduti fuori di Torino e provincia.
Bastano pochi attimi e l’autobus dei romanisti viene circondato dalle auto e dai pulmini dei napoletani: una ventina di mezzi e circa centocinquanta giovani che si lanciano sui rivali con spranghe, catene e un estintore. L’autista fa giusto in tempo a chiudere le porte, mentre i partenopei si scatenano sui vetri e sulla carrozzeria. Ecco allora la manovra disperata del bus per liberarsi dalla morsa, un po’ come quella che qualche settimana costò la vita a Matteo Bagnaresi. Stavolta invece nessuno finisce sotto le ruote, gli ultras anzi si lanciano all’inseguimento del bus, rientrato in Autosole, con sette fra auto e pulmini.
Per qualche chilometro, fino a Lucignano, è una sarabanda impazzita di veicoli che provano a bloccare il pullman dei romanisti, con l’autista che riesce a schivarli mentre chiama la Polstrada aretina di Battifolle col cellulare. Agli agenti vengono comunicati in diretta anche i numeri di targa dei mezzi lanciati all’assalto. Il bus si ferma poi ad Arezzo per la denuncia. Intanto, le pattuglie della Polstrada intercettano i napoletani nel tratto del Valdarno fiorentino. In trenta vengono portati in questura a Firenze: 17 saranno poi arrestati. Quattordici di loro hanno già precedenti da ultras, a tutti è già stato notificato il divieto di accesso allo stadio per cinque anni. Ma con le accuse che hanno sul capo le partite rischiano di vederle in galera. Per mesi, forse per anni.
Nicola Coccia e Salvatore Mannino
Dal 17 al 19 maggio, presso il Centro Affari e Convegni di Arezzo, con 'Medoliva' tre giorni interamente dedicati all’olio. Alla fiera parteciperanno realtà provenienti dall’Italia e da altri Paesi, tra cui Spagna, Grecia, Francia, Croazia, Palestina e Isreale