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IL DOPO ELEZIONI

Vicesindaco, una sciarada
Anche Nicchi fra i nomi della lista

Resta pieno di motivi il dopo elezioni, uno di questi è la geografia del voto nei quartieri cittadini: 7al Pd 2 al Pdl. Intanto arrivano nuove ipotesi sul vicesindaco al posto della Mattesini

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elezioni 2008 Arezzo, 17 aprile 2008 - Nessuno si attenda sconvolgimenti di coalizione. "Le alleanze non si toccano" gridano a gran voce dal partito democratico che in ogni caso non troverebbe stampelle suppletive nel consiglio comunale di Arezzo. Ad esempio mette le mani avanti Guglielmo Borri, consigliere dell’Udc che non risdaparmia critiche alla linea Casini. "Il suo antiberlusconismo - dice - non è stato premiante, bisognerà riflettere sulla linea del partito". E ad Arezzo, prosegue, "lealtà totale con il blocco dell’opposizione nelle cui file sono stato eletto". A Borri piace poco anche la linea morbida verso il Pd al ballottaggio di Roma, "a oggi - chiude - non sarei disponibile a un progetto politico con i democratici".



Escludiamo dunque l’allargamento di una maggioranza che invece vede traballare alcune pedine. Il socialista Pelini, tanto per dirne una, non fa nomi ma va giù duro: "Oggi che la nostra sconfitta è palese, è il momento giusto per chi è già salito nel pullman di Veltroni di dire con chiarezza la propria collocazione". Riferimento chiaro all’assessore Alessandro Caporali del quale è pronto, ovviamente nel nome del partito, a chiedere la testa in caso di fuoriuscita. Non traballa, al momento, la tenuta dei consiglieri Arcobaleno, alle prese con il clamoroso rovescio elettorale che tanto per dirne una, e sarebbe il meno, ha tolto di mezzo l’ipotesi di chiedere il vicesindaco.



Eccoci qui, a una questione eludibile non per molto. La giornata registra alcune novità, o meglio boatos che vanno registrati per quello che sono: voci. Sarebbero in quattro, tutti legati al Pd chi più chi meno, a poter aspirare all’ingresso in giunta, qualcuno col possibile incarico di vicesindaco. Fanfani non ha ancora scelto il suo braccio destro ma trapela che non sgradirebbe affatto la compagnia di Giuseppe Marconi, l’assessore al bilancio. Da fonti a lui vicine emerge anche un’ipotesi per certi versi sorprendente, legata a un personaggio esterno alla giunta ma che già ricopre un incarico di prestigio: Paolo Nicchi, presidente dell’Ente Fiera. Scelta difficile anche per le inevitabili implicazioni sull’Antiquaria alle prese con le celebrazioni del quarantennale. Se dunque l’eventualità è improbabile, ha invece molto più consistenza rispetto ad appena quattro giorni fa l’ipotesi della promozione di un consigliere comunale in giunta.



In molti, infatti, non giudicano più rischioso l’ingresso di Andrea Ansani, primo dei non eletti nella lista Ds, in consiglio comunale, alla luce dei nuovi equilibri politici maturati. Lo stesso Ansani potrebbe alla fine restare nell’ambito del partito democratico e sbloccare l’ascesa di un consigliere. Quale? La logica direbbe quello che più preferenze ha avuto, ovvero Luigi Polli, già vicesindaco con Aldo Ducci come d’altra parte Paolo Nicchi lo era stato con Valdo Vannucci. Un bel quadretto di giornata: due ex vicesindaco in nomination per lo stesso incarico.



Intanto il Pdl reclama una svolta moderata nella politica amministrativa aretina. Lo fa con Stefano Baldi, capogruppo di Forza Italia, per il quale il voto del 13 e 14 aprile non è passato invano. "Gli equilibri interni alla maggioranza - dice - non possono non tener conto dei mutati pesi specifici delle forze politiche che la compongono". Baldi, che preferirebbe naturalmente la caduta del governo cittadino, chiede però alla compnente moderata "di smuovere la città dallo stato di totale abbandono ed apatia in cui si trova".

Sergio Rossi










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