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INDAGINE SUI CONSUMI

Salgono i prezzi, cambia la dieta
In tavola meno pane, frutta e vino

I vertiginosi rincari hanno reso nel corso del 2007 più povere le nostre tavole. Ci sono stati degli aumenti indiscriminati: in provincia, nel pane mediamente del 13%, nei prodotti agricoli-alimentari del 4,5%
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spesa Arezzo, 12 aprile 2008 - E’ crisi per la dieta mediterranea e anche nelle tavole degli aretini, sempre meno pane, pasta, frutta, verdura e vino. La causa di questo cambiamento nei consumi alimentari è da imputare ai vertiginosi rincari che hanno reso nel corso del 2007 più povere le nostre tavole. Ma risparmiare sulla spesa alimentare si può: la Coldiretti si è posta come obiettivo quello di aprire in ogni città un mercato per la vendita diretta da parte degli agricoltori di prodotti locali senza intermediazioni. Lo scorso anno gli acquisti domestici delle famiglie italiane sono scesi, dell’1,8% rispetto al 2006, secondo un’indagine della Confederazione italiana agricoltori che.

 

"Ci sono stati — dice Palo Tamburini, presidente provinciale della Confederazione — degli aumenti indiscriminati: in provincia, nel pane mediamente del 13%, mentre i prodotti agricoli-alimentari nel periodo febbraio 2007- febbraio 2008, del 4,5%. anche se incide molto il costo delle materie prime: la farina di grano tenero costa 40 euro al quintale, mentre quella di grano duro 50 euro, mentre concimi e anticrittogamici sono aumentati del 30-40%".

 

Il consumo di pane è diminuito del 6,3%, mentre la pasta, del 2,6%, contro il 4,5% del dato nazionale. Si consuma anche meno frutta, il 3%, e verdura, 2,8%. Non va meglio per il vino che cala vistosamente del 5,6 % e anche la carne bovina si attesta al 4,6% contro il 3,8%, del dato nazionale. Non se la passa meglio la carne suina che registra un calo del 4,4%. Invece sulle tavole degli aretini sono in aumento le carni bianche: pollo, tacchino, coniglio del 5% e le uova, 6,5%. I consumatori, oltre che al prezzo sono attenti anche alle etichette e ai luoghi di provenienza dei prodotti. In rialzo il consumo dell’ olio extra vergine di oliva dei nostri colli, 2,3% e dello yougurt, il 4,8%. 

 

"E’ in netto calo la carne di suino — ricorda Tamburini —causa i prezzi, per le salsicce si deve spendere da 10 a 12 euro al chilo, per le bistecche 12, e 30 euro per il prosciutto. Sono prezzi importanti e qui entra in gioca la fliera corta, dove si può risparmiare dal 20 al 30 per cento, addirittura fino al 50% per la carne di suino allevata sul territorio. Acquistare dai produttori significa oltre che un risparmio reale, anche comprare prodotti di qualità, quindi dobbiamo diffidare dei generi alimentari a basso costo, come l’olio di oliva della Tunisia che si può trovare a anche a 2 euro".

Massimo Benigni










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