Arezzo, 12 aprile 2008 - "Il saracino non è intoccabile". Il buratto, abituato ad essere preso a colpi di lancia da tutti i cavalieri, lo sa bene. Ma forse non era abituato a sentirselo dire in maniera così netta. E per di più in uno dei suoi luoghi sacri: il salone di Palazzo Alberti, la sede di Colcitrone, tra le lance d’oro che tempestano le pareti.
Il comitato per Piazza Grande non ha nulla contro la Giostra, anzi ne è innamorato, come ogni buon aretino. Ma rimette in discussione la data di giugno. Motivo? "lavori in piazza non vanno". O almeno non vanno come vorrebbe. Bene, benissimo quelli in via Vasari, che hanno seguito passo passo le indicazioni concordate con la Soprintendenza. Ma il colpo di acceleratore delle ultime ore mette i brividi. «"a fretta — esclama il presidente Carlo Peruzzo — non è una buona consigliera. Non era in questo modo che il cantiere doveva procedere".
Avrebbe dovuto farlo a piccoli tratti, aprendone uno nuovo solo dopo aver chiuso quello prima. Ma attualmente i fronti spalancati sono almeno tre, oltre mezza piazza. "E in questo modo le possibilità di controllo scendono. Anche se da ora in poi noi ci mobiliteremo". Da ora. Anzi dall’altro ieri. "Ci siamo ritrovati davanti ad una ruspa che estraeva due pietre con la benna: ma non andavano estratte a mano?". Niente con la ditta Zambelli. Ma secondo Peruzzo e i suoi sono stati fatti male i calcoli. "La prudenza delle prime operazioni. Ma anche le previsioni sbagliate sui sottoservizi: in gran parte rifatti, in alcuni tratti". Tempo, tempo scivolato via. Quattro mesi e un solo tratto realmente finito: via Vasari. E meno di due mesi al traguardo fissato del 28 maggio, giorno della riconsegna al Comune, anzi all’istituzione Giostra. Che fare? "La fretta comprometterebbe la piazza: e a noi interessa che l’intervento sia fatto bene".
Certo, resta l’ipotesi più probabile: che si ricopra tutto, si sospendano i lavori e si riparta in autunno. «Ma non sarebbe una gran scelta» borbotta Peruzzo, sia pur pià condiscendente. Ed ecco l’ipotesi Giostra. Un rinvio della prima edizione? Nei fatti fantascienza, nella realtà un’ipotesi sul piatto. E che a fianco Maurizio Fazzuoli, in arte "Fagiolo" e capitano di Porta Crucifera, con coraggio non esclude. "Ho provato a coinvolgere gli altri quartieri almeno su una linea: che la priorità sia la qualità dei lavori sulla piazza, un bene per tutti. Ma non ho raccolto grandi adesioni". Nè tante più, è facile prevederlo, ne raccoglierà ora, con la macchina organizzativa partita.
"Ma tant’è — riparte Peruzzo — qui si sta stringendo d’assedio una piazza, avvelenando la vita dei turisti e compromettendo le attività degli operatori. Non è il modo di procedere. Il cantiere doveva essere una vetrina, un’occasione per la piazza. Lo è stata: ma un’occasione persa». Non vi basta? «Sono tuti scontenti: dalla Fiera ai residenti agli operatori. Qualcosa vorrà pure dire". Peruzzo si sistema i capelli ribelli, raddrizza lo spillo del comitato alla giacca. E lo affonda nell’occhiello, un po’ come farebbe con una lancia nel cuore del Buratto.
Alberto Pierini
'Medoliva', la fiera dell'olio mediterraneo, si terrà al centro affari e Convegni dal 17 al 19 maggio. Si tratta di un percorso per raccontare due secoli di storia di questa pianta mediterranea. Saranno oltre 150 gli olii extra vergine di oliva in degustazione con prodotti italiani e provenienti da Spagna, Grecia, Francia, Croazia, Palestina, Istraele e Marocco