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DIFFICILE ORIENTARSI

Cartelli stradali, una giungla in città

In città la cartellonistica stradale in alcuni casi è obsoleta e spesso sono illeggibili le targhe delle vie: il peggio nella zona di via Buozzi e Archi. Per l'automobilista e il turista diventa difficile riuscire a orientarsi

cartelli stradali Arezzo, 17 agosto 2007 - L’arredo urbano in città è sempre più sciatto e disordinato. In particolare la cartellonistica stradale in alcuni casi è obsoleta come nel centro storico. Una cartellonistica confusionaria, dove le indicazioni pubblicitarie di alberghi, ristoranti, informazioni turistiche si sovrappongono spesso alla segnaletica stradale e non mancano i cartelloni fatti in casa, che avvisano delle varie comunioni, cresime e matrimoni.

 

Difficile per l’automobilista o il turista che arriva in città districarsi in una simile giungla. In centro nei marciapiedi spesso spuntano spezzoni dei pali della cartellonistica, pochissimi centimetri che non impediscono di mettere in pericolo la vita dei cittadini e soprattutto delle persone anziane. Cartelli stradali, posizionati con altri pubblicitari, molti anche abusivi. La manutenzione della segnaletica, ormai da tempo, lascia molto a desiderare. E’ il caso della targa in marmo di via Buozzi, difficile leggere a chi è intestata la via, se non a distanza ravvicinata. Una patina di sporcizia copre infatti il nome dell’illustre sindacalista e martire fascista.

 

Sempre in viale Buozzi, all’angolo con via dei Palagi la situazione è davvero intricata, assolutamente impossibile distingure i numerosi cartelli ammassati, collocati nell’angolo, fra segnaletica stradale e pubblicitaria. Una miriade di indicazioni coperte da una siepe, quindi di nessuna utilità. La situazione peggiora nella zona della Catona: agli Archi i cartelli stradali sono imbrattatti di vernice, ormai da diversi mesi, come il cartello 'Arezzo' appena si svolta a destra, provenendo dal cimitero, per imboccare la strada di San Fabiano. Un cartello di divieto per il camposanto, invece, sulla sinistra subito dopo l’acquedotto romano, nascosto dietro un albero, praticamente impossibile vederlo.

 

Da contorno a una segnaletica stradale fatiscente, numerosi cartelli pubblicitari, di aziende, ristoranti, agriturismo, che confondono anche il più sicuro degli automobilisti. La sporcizia regna sovrana. Nella zona, soprattutto nelle strade interne, i cartelli della segnaletica spesso sono arrugginiti e scoloriti. Situazione decisamente migliore al pargheggio adiacente le scale mobili. In questo caso i cartelli sono ordinati e non si confondono con la cartellonistica pubblicitaria.

 

In via dei Carabinieri, all’incrocio del semaforo, oltre ai cartelli della segnaletica, non mancano le solite indicazioni fatte in casa, che annunciano varie cerimonie, che ormai sono solo un lontano ricordo.

 

Ma i cartelli, che spesso ostacolono anche la visibilità, sono ancora legati ai paletti e chi li ha messi non si è più preoccupato di toglierli. Nella zona commerciale di via Lumière, difficile seguire le indicazioni: troppi sono i cartelli stradali insieme a quelli che indicano le numerose aziende presenti nella zona. In un piazzale un’auto con targa, abbandonata chissà da quanto tempo, e una cabina del telefono completamente distrutta dai soliti imbecilli.

Massimo Benigni

 









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nibbio

Nibbio reale curato
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