Lettera: il nuovo governo è atteso alla prova dei fatti e spero che non deluda le speranze di un cambiamento vero. Non c’è da illudersi eccessivamente perchè i problemi sono seri e le difficoltà tante ma sarebbe già molto se si recuperassero quelle regole fondamentali che sono alla base di una società civile
Firenze, 9 maggio 2008 - Il nuovo governo è atteso alla prova dei fatti e spero che non deluda le speranze di un cambiamento vero. Non c’è da illudersi eccessivamente perchè i problemi sono seri e le difficoltà tante ma sarebbe già molto se si recuperassero quelle regole fondamentali, piccole e grandi, che sono alla base di una società civile. Insomma è tanto difficile ottenere che chi sporca i muri deve poi ripristinarli o chi butta i rifiuti fuori dai cassonetti paga una multa?
Giorgio Pesci, Pistoia
Risponde il direttore de 'La Nazione', Francesco Carrassi:
Non è difficile ma ci vuole un impegno maggiore da parte di tutti, ad iniziare, nei casi che il lettore cita, della polizia municipale. Il recupero delle regole e il loro rispetto rappresentano esigenze giustamente molto sentite da tutta la popolazione.Si parla molto di riforme istituzionali, di una politica economica capace di far ripartire il Paese, di lotta alla criminalità e di ordine pubblico: tutte necessità sacrosante ma servono anche le piccole cose, le riforme che non costano. Qualche esempio? Le piste ciclabili, se ci sono, non siano invase dai motorini o dai pedoni. Le auto che non sostino nei passi carrabili o sulle strisce pedonali. I sacchetti della spazzatura collocati dentro i cassonetti e non al di fuori. Non sono servite le immagini di Napoli a rafforzare il senso civico della popolazione? Non ci siamo vergognati abbastanza? Tante piccole cose che oggi danno spesso l’immagine del menefrighismo, dello scarso senso civico e della mancanza di vigilanza e di controlli. La prima regola da instaurare dovrebbe essere questa: chi sbaglia paga, in maniera proporzionata, ovviamente, ma paga. Cominciando proprio dalle piccole cose.
Il direttore de 'La Nazione', Francesco Carrassi