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IL NODO SICUREZZA / ISTAT

"Siamo tra i Paesi più sicuri
Ma gli italiani vivono nella paura"

In calo i delitti di sangue: da 13,1 a 10,3 per milione di abitanti, e soprattutto al Sud. In Europa siamo al di sotto della media (che è di 14 omicidi per milione). Ma il 58% vive nella paura Commenta

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AGENTI DI POLIZIA IN PIAZZA DEL DUOMO Roma, 7 maggio 2008 - In Italia dal 2000 ad oggi si assiste ad una progressiva riduzione del numero di omicidi, che passano da 13,1 a 10,3 per milione di abitanti. È quanto emerge dalle "100 statistiche per il Paese", il rapporto presentato oggi dall'Istat durante la conferenza stampa presso la sede romana di Via Cesare Balbo.


La gran parte degli omicidi, si legge ancora nel rapporto, si registra nelle regioni del Mezzogiorno, in particolare in Campania, Puglia, Calabria, Sicilia, Sardegna e, in modo minore,Basilicata. Anche queste regioni, tuttavia, presentano lo stesso andamento decrescente che si osserva a livello nazionale. Si può dunque supporre che la riduzione degli omicidi sia strettamente legata alla diminuzione degli omicidi di criminalità organizzata registrata nelle regioni del sud e nelle isole.


Su questa tipologia di reato, quello da criminalità organizzata, è netta la spaccatura tra il nord e il sud del Paese. La riduzione è imputabile per lo più ai quozienti decrescenti di Puglia e Calabria, nonostante in questa ultima regione si rilevino ancora valori superiori a tutte le altre: insieme alla Campania (22,1 omicidi per milione di abitante) rimane infatti la regione con i valori dell'indice più elevati (34,4). Ad oggi, dunque, queste due regioni sono anche quelle definibili più a rischio per la presenza di organizzazioni criminali (camorra, 'ndrangheta), che utilizzano ancora frequentemente lo strumento dell'omicidio. In particolare, la «guerra della camorra» che si è consumata a Napoli nel 2004, ha influenzato il dato campano.


Nel contesto europeo, l'Italia è uno dei Paesi più sicuri per numero di omicidi commessi: si colloca al di sotto della media europea (14 omicidi per milione di abitanti), in ottava posizione dopo Austria, Lussemburgo, Svezia, Germania, Malta, Slovenia e Repubblica Ceca. I Paesi con il maggior numero di omicidi sono le ex repubbliche russe del Baltico, Lituania, Estonia e Lettonia, che hanno indici rispettivamente pari a 118,3, 83,9 e 55,2 per milione di abitanti.


Nonostante questi dati incoraggianti, la criminalità preoccupa più della metà degli italiani: il 58,7% dei nostri concittadini. Le altre fonti di preoccupazione sono la disoccupazione, indicata dal 70,1% degli italiani e la povertà, che negli ultimi anni ha accresciuto la sua rilevanza come problema nella percezione dei cittadini: dal 17,0% nel 2000 al 29,4%, con un incremento di 12,4 punti percentuali.

 
  • 07/05/2008 12:46
    Anna
    L'omicidio in se e per se fa meno paura a noi "gente comune" della violenza da strada, i furti, le violenze, gli scippi... Una persona che fa una vita normale, che lavora, esce con gli amici, va a fare spesa o in una libreria... non pensa di poter restare vittima di un omicidio. Ma ha paura ad uscire, ha paura a mandare fuori un figlio, ha paura che possano violare la propria casa e la propria vita... Sono queste le cose di cui abbiamo tutti paura, non di essere ammazzati per strada. A quello noi "persone comune" non ci pensiamo neppure. A tutto il resto sì, e ne abbiamo paura.
  • 07/05/2008 12:54
    vikingo
    A chi giova!! Gridare al lupo, al lupo; andate nei civilissimi USA e vedrete come sarete sicuri per le strade di New York, se non vi uccide un malvivente, vi spara la polizia con i suoi super mitra e se non morite vedrete il conto dell'ospedale. Poi come dice la terza autorità della repubblica è più grave bruciare una bandiera che uccidere un ragazzo
  • 07/05/2008 13:41
    Giuseppe Marano
    La rabbia per il tragico pestaggio a Verona sta pian piano evaporando. Ora infuriano le polemiche sulle parole di Fini. C’ è un detto popolare che “chi è morto s’ è tolto il pensiero e il guaio è di chi vive, nel caso, dei massacratori, che comunque non potevano capitare meglio: sono in Italia che vanta la più civile ed umana legislazione, venata di comprensione cristiana e di disponibilità al perdono. Il delinquente è un disagiato; non è colpa sua, ma della società. Va capito rieducato reimmesso al più presto in società. Che poi sia peggio di prima, è un sacrificio cristiano che tutti ci dobbiamo caricare addosso.Qualcuno usa espressioni complicate: sociologismo giustificazionistico, ma evidentemente è fuori strada. Non dovrà mancare qualche tavola rotonda dominata da gesuiti recuperatori. Per i giudici non c’ è problema, sono “avanzati”, fanno a gara con gli avvocati a cercare l’ anello tenero della legge per far uscire presto i ragazzi che fra non molto vedremo affidati agli assistenti sociali dell’ ASL.
  • 07/05/2008 14:13
    giovanni T.
    anche in casa si ha paura della violenza del padre del nonno della mamma ecc..si fa niente per questo?
  • 07/05/2008 15:30
    enzo
    L'unica cosa certa in Italia
  • 07/05/2008 15:31
    arcangelo
    Il punto e` che al potere conviene farci paura, per farci dimenticare le loro malefatte. Si invoca la certezza della pena, ma un parlamento con 70 pregiudicati puo` fare leggi in questo senso? Cuffaro e dell'Utri, condannati per Mafia, voteranno mai per inasprire le pene di condanne per mafia?
  • 07/05/2008 15:48
    franco
    cari giornalisti,volete sembrare dei puri, ma è poco credibile.I dati riguardanti i crimini in Italia erano accessibili a tutti anche negli scorsi anni, voi avevate il dovere di diffonderne la conoscenza. Era chiaro che l'emergenza sicurezza veniva provocata volutamente(comlici da anni notiziari di tv e giornali ) da chi voleva farne un cavallo di battaglia da montare per la vittoria politica. Bene comunque se si cominciano a pubblicare informazioni veritiere, meglio tardi che mai.
  • 07/05/2008 17:56
    Carla
    Come mai non l'avete scritto prima delle elezioni che l'Italia è uno dei paesi più sicuri? Faceva comodo vero, giornalisti venduti a Berlusconi?
  • 07/05/2008 22:28
    topo gigio
    Miao!
  • 08/05/2008 07:03
    adriana
    Certo, il nostro Paese è uno dei più sicuri per omicidi, ma per stupri, rapine a mano armata? Come la mettiamo? Che razza di sondaggio è? Perchè dare colpa ai giornalisti? Noi non leggiamo i giornali? Non sentiamo degli stupri ecc.? Certo, avvengono tra le mura domestiche, e quello che avviene fuori dalle mura? Chi sono? Ma perchè difendere i delinquenti se sono stranieri? La maggior parte degli stupri e rapine avviene da parte degli stranieri e allora? Mi sembra che vi nascondiate dietro un dito, come al solito.
  • 09/05/2008 14:29
    ALE
    ... Secondo me hanno tralasciato una parte, ... siamo tra i paesi più sicuri "tra gli insicuri". Così, ci può anche stare !!! ... Pensate che cosa ci attenderà nei prossimi anni se ancora si ostinano a dire che viviamo in un paese civile e sicuro !!!! Ma forse gli stupri, le rapine, gli omicidi, la droga, le prostitute, eccc ... ce le siamo forse sognati ??? Facciamo una bella cosa, noi onesti cittadini non dobbiamo esagerare, ma voi smettetela di prenderci per il c... !!!! La sicurezza delle nostre città e tutt' altra cosa e occorre veramente affrontarla con serietà e con pene certe per coloro che delinquono. ... Prego non spariamo c...... Grazie.
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