LIVORNO, maggio 2008 - Cent'anni fa moriva Giovanni Fattori e la sua città natale, Livorno, ricorda il suo artista più famoso con un'amplissima ed organica retrospettiva dal titolo Giovanni Fattori tra epopea e vero.
Andrea Baboni, curatore della grande mostra, è riuscito a far convergere su Livorno non solo un numero veramente impressionante di opere ma anche quadri che, pur essendo molto noti agli studiosi, non venivano concessi per esposizioni pubbliche da molti decenni. Opere custodite in salotti privati o caveau che qui vengono, finalmente, offerte all'ammirazione del pubblico.
In due sedi _ gli eleganti Granai di Villa Mimbelli e la stessa Villa-Museo_ unite tra loro dal giardino storico, la mostra riunisce ben 290 opere di Fattori e altrettanti documenti: foto d'epoca, taccuini di schizzi, il medagliere che raccoglie le onorificenze che in tutta Europa e nel nord America vennero conferite all'artista, oggetti che ispirarono alcuni dei sui quadri più famosi, il torchio con cui iniziò a stampare e con cui approntò le prime tirature all'acquaforte, la poltrona su cui fu ritratta la terza moglie, la cassetta dei colori ed altro.
Il tutto suddiviso in 20 sezioni, diciotto delle quali ospitate nei Granai e due, quelle riservate alle opere monumentali del maestro come L'epopea risorgimentale, le ampie tele di battaglia e Il soggiorno alla Marsiliana, Lo studio dei butteri, all'interno dei saloni di Villa Mimbelli. Qui, concluso il percorso dell'imponente mostra, Fattori continua idealmente a dialogare con le opere di altri maestri della Macchia stabilmente esposte nel Museo Fattori ospitato dalla Villa, invitando quindi il visitatore, dopo aver ammirato il "tutto Fattori", ad un confronto con il momento artistico di cui egli fu certo il protagonista ma non l'unico esponente.
Ciascuna sezione è introdotta da un presentazione curata da Andrea e Francesca Baboni.
Fino al 6 luglio; tutti i giorni 10-13 e 16-19, chiuso il lunedì.