FIRENZE, aprile 1008 - Georges Adéagbo, uno dei più importanti artisti dell'Africa occidentale che da qualche anno ha avuto ampio riconoscimento anche in Europa, arriva a Firenze ed "entra" a Palazzo Vecchio. L'assessorato alla cultura del Comune e la Galleria Frittelli arte contemporanea hanno promosso la tappa fiorentina del suo progetto «La rencontre», l'incontro con la cultura occidentale attraverso due luoghi di ricchi di storia come Firenze e Venezia. Nei mesi scorsi Adéagbo era stata la volta della città lagunare e della Fondazione Querini Stampalia. Ora Firenze in due diverse sedi espositive. La prima i Quartieri Monumentali di Palazzo Vecchio che per la prima volta si aprono a un artista contemporaneo e per i quali Georges Adéagbo ha realizzato un progetto site specific. L'artista africano racconta con uno sguardo straniante l’incontro di due culture così diverse. I libri e le carte antiche della Biblioteca, i cicli di affreschi, le opere d'arte distribuite nel Museo, ma anche gli antichi strumenti musicali e le raffigurazioni del mondo nei cartigli della Sala delle Mappe, come i suoni e i colori della città, la sua architettura, i monumenti, le persone che la popolano, diventano per l’artista un'inesauribile fonte d'ispirazione per costruire il suo “incontro” con Firenze. Nel suo fare arte Adéagbo evidenzia le difficoltà di persone che vivono separate e che cercano un contatto: “…vicini, separati da un alto muro, sentono ciascuno i rumori dell’altro, ma hanno solo un’idea vaga di come gli altri vivano. Alla fine uno di loro costruisce una scala, vi si arrampica e intravede chi sono gli altri e come vivono”. Nelle sale del Museo di Palazzo Vecchio Adéagbo è intervenuto con piccole sculture lignee, libri, oggetti di uso quotidiano, carte e dipinti eseguiti da artisti del Benin, facendoli dialogare e reagire con l'ambiente e le opere cariche di storia e significati. Presenze mai in primo piano, ma piuttosto collocate, nascoste, impegnate a riempire e saturare il vuoto, il non occupato, il bordo, il margine.
L’idea del progetto di Adéagbo invita a ripensare alla nostra storia nella convinzione che uno sguardo "altro" possa aiutare non solo a capire il tempo in cui viviamo, ma anche a vedere in modo diverso il nostro passato, intessuto di questa condizione di relatività e di confronto che altrimenti rischiamo di perdere.
La seconda sede espositiva è negli spazi di Frittelli arte contemporanea, dove approda il lavoro che Georges Adéagbo ha realizzato per la Fondazione Querini Stampalia di Venezia: si compie così l'incontro tra Venezia e Firenze «La rencontre»..!Venise – Florence..! Dalla dimensione particolare propria del progetto di Palazzo Vecchio, lo sguardo si espande qui sull'intera società occidentale rappresentata da una molteplicità di oggetti (stralci di giornale, fotografie, libri usati, dischi in vinile, ombrelli, bottiglie, etc.) che come tracce della nostra cultura dialogano con manufatti provenienti dalla patria di origine dell'artista.
Fino al 18 giugno; Museo di Palazzo Vecchio 9-19; 9-14 giovedì e festivi infrasettimanali. Frittelli arte contemporanea, dal martedì al sabato 10-13 e 15.30-19.30