Narita (Giappone), 10 aprile 2008 - La Cina suona l'allarme terrorismo per l'Olimpiade di Pechino, ma alcuni analisti rispondono con scetticismo. Dopo aver assicurato per mesi che sui giochi non incombe alcuna minaccia estremistica, il ministero dell'Interno di Pechino ha annunciato di aver sventato un piano di fondamentalisti uighuri che volevano rapire atleti, giornalisti e turisti e colpire alberghi, uffici pubblici e installazioni militari a Shanghai e Pechino. La polizia cinese ha detto di aver smantellato due organizzazioni terroristiche nella regione nord-occidentale dello Xinijang, ma gli esperti dell'area abitata dall'etnia uigura, di religione musulmana, ritengono che si tratti di una manovra di Pechino per giustificare il giro di vite sul dissenso nella regione ricca di petrolio.
I piani di attacco, stando a quanto riferito dal ministero dell'Interno, prevedevano anche attentati con esplosivi e sostanze tossiche. il complotto, nel quale erano coinvolte 35 persone, era stato orchestrato dal Movimento islamico del Turkestan orientale (Mito), inserito dall'Onu e dagli Usa nella lista delle organizzazioni terroristiche.
La notizia è arrivata nel giorno in cui il Segretario generale dell'Onu ha annunciato che non parteciperà alla cerimonia inaugurale dei Giochi. Ban Ki-Moon non sarà a Pechino "per problemi di agenda" ma si riserva per il futuro una decisione finale.
Il Dalai Lama ha confermato il suo appoggio ai Giochi Olimpici di Pechino 2008 e si è detto "molto triste" perchè il governo cinese lo ha accusato di aver fomentato le rivolte e i disordini che accompagnano la fiaccola olimpica nel mondo: "Sono un essere umano e non sono un demonio", ha detto "non mi interessa tutto ciò che dicono, però mi sento molto triste". La massima autorità spirituale dei tibetani ha inoltre ringraziato i Paesi europei e l'Ue per l'attenzione con cui stanno seguendo le vicende.
Da Pechino Jacques Rogge, presidente del Cio, ha ammesso che le proteste rischiano di mettere in crisi i Giochi e ha esortato la Cina a rispettare gli impegni assunti in materia di rispetto dei diritti umani e ha assicurato che l'itinerario della staffetta non sarà abbreviato. Pechino ha definito "irrilevanti" le questioni sollevate da Rogge.
La Cina, intanto, ha detto 'no' alla missione del commissario dell'Onu per i diritti umani nel Tibet. La commissione diritti umani dell'Onu si era detta preoccupata per la repressione della rivolta nella regione ed aveva esortato Pechino a concedere l'accesso nel Tibet a giornalisti ed osservatori indipendenti.
LA SCELTA
Il premio Nobel per la pace 2004, la keniota Wangari Maathai, allunga la lista di quanti nel mondo hanno rinunciato a portare la torcia olimpica in segno di solidarietà con il popolo tibetano. La Maathai, ambientalista e prima africana a ricevere il Nobel, doveva partecipare alla staffetta dei tedofori nel fine settimana in Tanzania.
LA FIACCOLA
La fiaccola olimpica è arrivata a Buenos Aires, unica tappa sudamericana del tour mondiale. Domani pomeriggio la staffetta olimpica si terrà sotto un stretta sorveglianza: 1200 poliziotti e 1500 agenti della prefettura navale (polizia marittima) saranno dispiegati lungo il percorso di 14 chilometri.
Dopo l'arrivo all'areoporto internazionale di Buenos Aires da San Francisco, dove ieri si è tenuta una staffetta blindata e segreta per evitare fuori programma da parte degli attivisti pro-Tibet, la torcia verrà portata in un luogo segreto. Le autorità argentine hanno preparato misure di sicurezza straordinarie per evitare proteste ma anche perché considerano la staffetta un evento "storico". E' la prima volta infatti che la fiamma olimpica fa tappa in Argentina.
La staffetta "sarà una festa", ha garantito martedì durante una conferenza stampa il sindaco di Buenos Aires, Mauricio Macri, senza fare riferimento alle turbolente tappe europee di Londra e Parigi. Anzi, gli attivisti pro-Tibet avrebbero assicurato a Macri che non hanno alcuna intenzione di "spegnere la fiamma", sebbene il rappresentante dell'associazione Free Tibet in Argentina, Jorge Anibal Carcavallo, ha promesso che ci saranno "azioni a sorpresa" di "natura pacifica e ludica".
La torcia sarà portata da 80 persone, tra sportivi e personalità. Il primo tedoforo dovrebbe essere la star del calcio, Diego Armando Maradona, sempre che rientri in tempo dal Messico dove si trova ora.
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