Siena, 7 aprile 2008 - La Cassazione boccia gli atti di nonnismo all'interno delle caserme e per la prima volta una sentenza della Suprema Corte conferma la condanna di una donna militare. Con la sentenza 14352 di oggi, ha confermato la condanna per lesioni inflitta dalla Corte militare d'appello di Roma nei confronti di due caporal maggiori dei parà della Folgore di Siena, un uomo e una donna, che, dopo aver ricevuto la richiesta da parte di un caporale di liberare il telefono, gli avevano imposto di fare delle flessioni e in più la donna, su ordine del caporale più anziano, lo aveva preso a calci. L'uomo, per questo, aveva riportato traumi contusivi guaribili in cinque giorni.
Senza successo i due caporal maggiori hanno sostenuto in Cassazione che nell'episodio c'era un intento goliardico e che anche le flessioni rispondevano a una diffusa prassi goliardica. Ma Piazza Cavour ha confermato il verdetto di colpevolezza emesso nel 2007, dalla Corte militare d'appello di Roma, che aveva escluso il connotato ''ludico'' dell'ordine impartito ravvisandone, invece, ''la rilevanza disciplinare e un quadro compatibile con la istigazione a provocare al malcapitato lesioni personali''. In particolare, al caporal maggiore sono stati inflitti due mesi di reclusione tramutati in multa, e alla donna un mese e dieci giorni di reclusione anch'essi convertiti in multa.