Italia News
 TV   FOTO E VIDEO BLOG SERVIZI LAVORO ANNUNCI CASA
VERSO LE ELEZIONI

Pizza: "Rinuncio al ricorso
Si vota il 13 e 14 aprile"

Appena ieri il leader della Dc aveva dichiarato: "Il Cavaliere non può comprarci, non siamo in vendita, il pasticcio non l'abbiamo crato noi". Franceschini: "Elezioni regolari con l'impegno di tutti". Buttiglione: "La Cassazione annulli l'ordinanza" Commenta
Dimensione testo Testo molto piccolo Testo piccolo Testo normale Testo grande Testo molto grande

pizza Roma, 3 aprile 2008 - Un incontro di neanche mezz'ora, al termine del quale "c'è la convinzione che il voto delle prossime politiche rimarrà il 13 e il 14 aprile". Giuseppe Pizza lo riferisce dopo aver visto Silvio Berlusconi a palazzo Grazioli e, ribadisce che, "dopo aver consultato gli organi dirigenti del mio partito abbiamo accettato di correre alle politiche in questa situazione che ci penalizza". La lista della sua Democrazia cristiana dunque rimane in corsa ma questo non dovrebbe comportare un rinvio legato ai necessari adempimenti che conseguono al rinvio: "I nostri avvocati sono in contatto con il Viminale, mi auguro che i problemi tecnici siano superabili". Pizza riferisce di aver parlato, oltre che con Berlusconi, "anche con Gianfranco Fini, perché facendo parte di una coalizione era giusto che la decisione la prendessimo insieme".

 

ULTIM'ORA "Rinuncio a correre per non far slittare le elezioni. Faremo una campagna elettorale simbolica e rinunceremo a correre alle prossime elezioni". Lo ha dichiarato poco fa a Radio 24 Giuseppe Pizza, segretario della Democrazia Cristiana, il cui simbolo è stato riammesso ieri, rischiando di far slittare la data delle elezioni.

"Appartengo ad un partito - ha detto ancora Pizza ai microfoni di Radio24 - che ha sempre dimostrato senso dello Stato".

 

IL TAR

L'8 aprile il tar del Lazio deciderà nel merito il ricorso presentato dalla Dc di Giuseppe Pizza per chiedere di essere ammesso a partecipare alle elezioni del 13/14 aprile. La data dell'udienza è stata fissata dopo che il Consiglio di stato, ribaltando il verdetto del tar che in prima istanza aveva detto no alla sospensione del provvedimento con cui l'ufficio centrale elettorale nazionale aveva escluso la Dc, ha riammesso la lista alle votazioni.

 

A decidere nel merito sul ricorso sarà la II sezione bis del tribunale amministrativo. Tre le possibilità: affermare la propria incompetenza a decidere in quanto l'oggetto del ricorso non rientra nella propria giurisdizione, oppure l'accoglimento ovvero il rigetto del ricorso stesso. In ogni caso, la decisione non sarà risolutiva, dal momento che sarà comunque possibile presentare un nuovo ricorso al consiglio di stato.

 

A complicare la vicenda c'è poi l'annuncio che il ministero dell'Interno presenterà al Consiglio di stato la richiesta di revocare la decisione con cui la Dc è stata riammessa alle elezioni. La nuova istanza al momento ancora non risulta depositata. Ma la partita più importante è quella che si gioca in Cassazione dove il Viminale ha presentato un ricorso per chiedere che si stabilisca una volta per tutte se la giustizia amministrativa è competente o meno a decidere su questo tipo di controversie.

 

In caso di esito negativo, la questione verrebbe sottratta sia al Consiglio di stato che al Tar e verrebbe rimessa al giudice competente.

 

 

FINO A IERI  PIZZA NON DEMORDEVA

"Col Cavaliere ho fatto solo un apparentamento elettorale. Da lui ho accettato in questi anni due caffè. Nè soldi, nè poltrone, nè spazi in Tv potranno convincerci a gettare la spugna. Si voti il 27 o 28 aprile".
Così dalle colonne del quotidiano 'La Repubblicà Giuseppe Pizza, segretario della Dc. "Berlusconi non ci comprerà - aggiunge - semplicemente perchè non siamo in vendita".

 

Circa l'appello alla responsabilità lanciato dal leader del Pdl dice: "capisco le ragioni del Cavaliere, ma lui deve capire le mie: devo preservare gli interessi del partito, che torna alle politiche dopo 16 anni. Questa è la nostra grande occasione, non la perderemo".
Quanto alla vicenda "il pasticcio - dice - non lo abbiamo creato noi, l'abbiamo subito, dato che il ministero ci aveva indebitamente cancellati. Abbiamo il diritto anche noi a trenta giorni di campagna, dunque si dovrebbe votare il 27 aprile".

 
Circa il rapporto con l'Udc di Casini:
è "colpa sua, fino a pochi settimane fa gli avevo offerto il simbolo. Gli ho detto che avrebbe fatto lui il leader, per noi solo una rapprezxentanza in Parlamento. Ma lui mi ha fatto sapere che che non gradiva parlamentari che non rispondessero a lui. Se noi stiamo con Berlusconi - conclude - è anche colpa sua".

 

BERLUSCONI: PROVVEDIMENTO RISARCITORIO

"È una cosa sconcertante, mai vista prima: si voti e basta". Silvio Berlusconi in un'intervista a Libero definisce così l'ipotesi di rinvio delle elezioni dopo l'ammissione della Dc di Giuseppe Pizza. Quanto a Walter Veltroni che sospetta un 'vantaggiò per il Pdl da un ipotetico rinvio, Berlusconi replica: "Certe uscite si commentano da se. Evidentemente ormai gli argomenti del nuovo Veltroni sono già esauriti".

 
Il leader del Pdl si chiede "perchè il Viminale ha escluso un simbolo e un nome che appartengono alla tradizione di questo paese, a vantaggio di altri partiti che solo si ispirano a quel simbolo?". Il cavaliere non lo dice a chiare lettere, ma il riferimento è all'Udc di Casini. "Se Pizza decidesse di rinunciare a ciò che gli spetta -continua Berlusconi- non deve essere tanto il Pdl a girargli gli spazi, quanto un provvedimento 'risarcitoriò. Certo, noi -assicura Berlusconi- saremo al fianco della Democrazia cristiana affinchè possa recuperare la campagna elettorale. A fronte di una rinuncia da parte di Pizza ci deve essere un risarcimento del tempo perduto".

 

MARONI: TORNA LA DC E FA DANNI, NO AL RINVIO

 "Torna la Dc e fa danni". Con questa "battuta", Roberto Maroni, dai micorofoni di Radio 24, commenta la possiibilita' di rinvio del voto. Il capogruppo della Lega alla Camera si dice comunque contrario all'allungamento dei tempi delle elezioni e ritiene che "il clamore provocato" dalla vicenda di Giuseppe Pizza "compensi" il minor tempo avuto a disposizione per la campagna elettorale".

 

CASINI: TROPPE IMBECILLITA'

"Che il nostro Paese si ritrovi a trastullarsi su imbecillità di questo tipo è il segno" del degrado che ha raggiunto questo paese. Pier Ferdinando Casini 'bollà così la richiesta avanzata dal segretario Dc Giuseppino Pizza di sequestrare il simbolo dell'Udc.

La sentenza del Consiglio di Stato sulla Dc? "Mi fa sorridere", risponde il leader centrista durante la partecipazione alla trasmissione 'Unomattinà. "Io riguardo alla data del voto farò quello che decideranno le autorità", conclude l'ex presidente della Camera.

 

FRANCESCHINI: SERVE L'IMPEGNO DI TUTTI

Deve esserci l'impegno di tutte le istituzioni, ad ogni livello, perchè le elezioni si svolgano regolarmente e nella data fissata, obbligata dalla nostra Costituzione, che prevede che le elezioni si svolgano entro un certo numero di giorni dallo scioglimento delle Camere, quindi non oltre il 15 aprile». Lo ha detto l'esponente del Pd, Dario Franceschini intervenendo questa mattina alla trasmissione Omnibus di la7.

 

ALEMANNO: PIZZA CI AIUTERA' A USCIRE DAL TUNNEL

Il candidato a sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è fiducioso sulla disponibilità di Giuseppe Pizza a "fare una campagna elettorale più corta" evitando così il rinvio dell'appuntamento elettorale. "Credo che Pizza ci aiuterà a uscire da questo tunnel - ha dichiarato l'esponente del Pdl nel corso della trasmissione televisiva 'Omnibus' su La7 - mi auguro che accetterà di fare una campagna più corta per non mettere il paese in imbarazzo".

 

 

BUTTIGLIONE: LA CASSAZIONE ANNULLI L'ORDINANZA

"L'ordinanza va annullata dalla Cassazione: è l'unico modo". Questa l'opinione di Rocco Buttiglione sul ricorso accolto elettorale di Giuseppe Pizza (Dc), accolto dai giudici per la prossima tornata elettorale.
Intervenendo alla trasmissione televisione «Omnibus» su La7 l'ex ministro ha dichiarato che «la magistratura si è arrogata il diritto di interpretare la Costituzione, facendone carta straccia».

 

IL GUARDIAN IRONIZZA: PIZZA PARTY

Un gioco di parole per raccontare una storia di "ordinario disordine" italiano. Il prestigioso quotidiano inglese The Guardian dedica una mezza colonna a pagina 7 al "Pizza party che potrebbe bloccare le elezioni" in Italia.
"Le questioni politiche italiane sono raramente qualcosa meno che disordinate - esordisce il quotidiano - ma l'altra notte hanno rischiato di raggiungere un nuovo livello di caos dopo che uno dei principali tribunali del Paese ha emesso una sentenza che potrebbe far slittare le elezioni di questo mese".


Viene poi raccontata la vicenda di questo "piccolo partito" ed il perchè si rischia un rinvio delle elezioni, ricordando le posizioni ufficiali dei due principali partiti che invitano Pizza a soprassedere.
The Guardian però sottolinea anche che "alcuni dei rivali del tycoon dei media sostiene di essere lui la mente di tutta la questione", perchè "la democrazia cristiana potrebbe erodere voti all'Udc, e una differenza di poche centinaia di voti per l'Udc potrebbe decidere se Berlusconi avrà la maggioranza in tutti e due i rami del Parlamento".

 

L'ATTACCO DEGLI HACKER

"La notte scorsa, il sito web della Democrazia Cristiana e' stato attaccato da un hacker che ha cancellato i contenuti delle ultime settimane". Ne da' notizia Giuseppe Pizza, segretario Dc, che poi rassicura: "Il sito e', comunque, in fase di riorganizzazione".


Il commento di Pizza: "E' il frutto del clima che nelle ultime ore e' stato creato contro di noi, soprattutto da radio e televisioni, che sorvolano sulle gravi violazioni commesse a nostro danno dal Ministero degli Interni che ha volutamente ignorato sentenze esecutive della Magistratura".


Violazioni, "mai portate a conoscenza del grande pubblico da quelle stesse emittenti che, adesso, con grave ambiguita' attaccano il Consiglio di Stato, perche' ha ristabilito il diritto e sembrano aspettare che altri Organi dello Stato ci diano torto solo perche' noi democristiani cantiamo fuori dal coro". Il che e' "frutto- conclude Pizza- anche di dichiarazioni come quelle fatte dall'onorevole Veltroni che riducono, con un misto di superficialita' e disprezzo per organi fondamentali dello Stato, un problema vitale della democrazia, per il quale sono intervenuti anche gli osservatori dell'Osce, ad una 'bega' interna al centro destra, di cui, tra l'altro, la Democrazia Cristiana non fa parte".