Firenze, 1 aprile 2008 - LE FRECCE tricolori vent’anni dopo. E una città in festa curiosa e in attesa. Peccato che le Frecce, le amate e sempre spettacolari Frecce Tricolori, possano fare solo un paio di passaggi sul cielo fiorentino, una manciata di secondi, e alla fine siano in molti a restare delusi. Anche se sulle loro teste, in quel cielo bianco, rosso e verde, è stato appena disegnato il tricolore più lungo del mondo.
Ma questa piccola nota di amaro in bocca è davvero l’unico neo della grande festa per l’ottantacinquesimo anniversario dell’Aeronautica militare, il settantesimo dell’Aeronautica a Firenze, che possa registrarsi.
Per il resto, lo scenario del piazzale Michelangelo non delude davvero i tanti ospiti. E l’ospite d’onore, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, passa in rassegna i militari schierati, poi si affretta a raggiungere il pubblico che lo applaude. Lui saluta sventolando il cappello in aria, sorridente.
ALLA FESTA fiorentina partecipano tutti: il ministro per la Difesa, Arturo Parisi, il capo di Stato maggiore della Difesa Vincenzo Camporini, quelli dell’Aeronautica Daniele Tei e della Marina Paolo La Rosa, il ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti e Pierluigi Castagnetti, l’ex sottosegretario alla Difesa Valdo Spini e Lorenzo Forcieri, attuale viceministro alla Difesa, il sindaco di Firenze Leonardo Domenici.
Una festa che ricorda il ruolo di quella che viene chiamata ‘Arma azzurra’, in Italia e nei tanti teatri operativi all’estero. Proprio per l’azione dell’Aeronautica in Italia e all’estero, il presidente ha conferito tre onorificenze ad altrettanti reparti che si sono distinti sia nei teatri internazionali (compresi gli equipaggi del 15esimo Stormo che per primi intervennero a soccorso dei militari feriti dopo la strage di Nassiriya) che in Italia con operazioni di protezione civile.
Emozionante la piccola parata di avieri con la cupola del Brunelleschi alle spalle.
"QUESTA è una giornata di festa che ci consente di pensare al passato per essere pronti al futuro". Con un’unica battuta, il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Vincenzo Camporini, ha commentato la manifestazione che per la prima volta si è svolta a Firenze invece che, come di consueto, a Roma.
"Il passato è molto diverso dal futuro, dobbiamo essere — ha concluso Camporini — molto lungimiranti e intelligenti per essere all’altezza delle prossime sfide".
A fare gli onori di casa, nella cittadella di 900 metri quadri allestita per l’occasione al Piazzale, il comandante dell'Istituto, il generale Settimo Caputo.
"NON C’È GIORNO — ha ricordato il ministro per la Difesa Parisi nel suo intervento — in cui i velivoli dell’Aeronautica non siano presenti nei cieli d’Italia e del Mediterraneo a garanzia dei suoi cittadini, attraverso la sorveglianza, il controllo e il soccorso aereo, fornendo protezione anche a Paesi amici, vicini, nel quadro dell’Alleanza Atlantica, fondendo, in una simbiosi perfetta, tecnologia, disciplina, coraggio e passione".
Ma il saluto più emozionante al presidente e alla città è stato l’atteso passaggio delle Frecce tricolori. Erano almeno due decenni che Firenze non le rivedeva. Due sorvoli, uno che ha preso il Piazzale alle spalle, l’altro a bassa quota, in formazione: con le carlinghe luccicanti degli MB339 Aermacchi. Un prodotto tutto nostro, blu e argento. Una freccia, appunto, che lascia nel cielo azzurro una scia che sa d’Italia.
Paola Fichera
Max Gazzè presenterà alla libreria Feltrinelli in via Cerretani, giovedì alla ore 18, le migliori canzoni del suo sesto album 'Tra l'aratro e la radio'