CECENIA SENZA PACE
 
Ucciso il leader separatista Saidullayev
 
Si era 'autoproclamato' presidente della Cecenia, ma non era molto conosciuto neppure dai militanti della guerriglia. In azione le teste di cuoio

Grozny, 17 giungo 2006. - Abdulkhamid Saidullayev, il leader secessionista auto-proclamatosi presidente della Cecenia, è stato ucciso: lo hanno annunciato fonti del governo ceceno appoggiato da Mosca, confermando le indiscrezioni anticipate dall'agenzia di stampa indipendente russa 'Interfax'.

Stando ai mass media russi, Saidullayev sarebbe rimasto vittima di una «operazione speciale» lanciata dalla 'teste di cuoio' federali ad Argun, una cittadina situata a est della capitale della piccola Repubblica caucasica, Grozny.

La fine del sedicente presidente separatista, che aveva una trentina d'anni, sarebbe insomma stata pressocchè identica a quella del predecessore, Aslan Mashkadov, cui era succeduto nel marzo dell'anno scorso.

Stando a fonti della guerrigglia, era stato proprio Mashkadov a deciderne l'investitura come erede politico e militare, nonostante la figura di Saidullayev fosse poco nota, e anche in seguito sia rimasta nell'ombra rispetto al 'signore della guerra' Shamil Basayev, tuttora latitante.

Gli stessi ceceni sapevano poco di quello che si presentava come il loro nuovo leader, un magistrato di carriera formatosi nella corti islamiche che in Cecenia applicavano regolarmente la 'sharia', la legge coranica, nel periodo di relativa treguia con le truppe del Cremlino seguito nel '94 al primo conflitto nel Caucaso settentrionale, quando presidente russo non era ancora Vladimir Putin bensì Boris Eltsin. Saidullayev era considerato privo di un'autentica esperienza in battaglia.

«Sì, sono in grado di confermare l'informazione», ha dichiarato Muslim Khuchiyev, ministro senza portafoglio e portavoce del governo filo-russo ceceno.
Il premier fedele a Mosca, Ramzan Kadyrov, ha definito un «grande successo» l'eliminazione di Saidullayev, a suo dire realizzata dalle forze di polizia di Argun e soprattutto da un battaglione delle unità scelte del ministero dell'Interno locale, chiamato 'Akhmet Kadyrov' dal nome del vecchio presidente lealista ceceno, asassinato nel maggio 2004 in un attentato allo stadio di Grozny, durante la parata per celebrare l'anniversario della vittoria dell'ex Urss nella II Guerra Mondiale.

«I terroristi in pratica sono stati decapitati», ha commentato Kadyrov, figlio ed epigono del defunto presidente filo-russo. «È stato assestato loro un colpo decisivo, dal quale non si riprenderano mai».
Il primo ministro ha poi precisato che Saidullayev sarebbe dovuto essere ucciso prima, così da farne coincidere la morte con il centesimo giorno dal proprio insediamento alla guida del governo anti-secessionista; l'agguato era tuttavia fallito.

Entusiasmo per l'accaduto è stato espresso anche dal nuovo presidente che ha preso il posto di Akhmer Kadyrov, Alu Alkhanov. «Quell'individuo non era mai stato presidente di un bel niente», ha tagliato corto Alkhanov, intervistato dalla 'Interfax'. «Era il capo di un gruppo di banditi».

In passato peraltro persino i servizi segreti moscoviti avevano ammesso di sapere pochissimo di colui che era diventato il bersaglio numero uno; a lungo avevano anzi pensato che il suo ruolo fosse essenzialmente religioso.